Norris e la sindrome dell'impostore: "Merito di essere in F1?". Quelle lacrime per la pole a Monaco
La Gazzetta dello Sport

Norris e la sindrome dell'impostore: "Merito di essere in F1?". Quelle lacrime per la pole a Monaco

Martedì 21 aprile 2026
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Il campione del mondo, uno dei premiati Laureus come sportivo dell'anno, ha confessato la depressione vissuta prima di vincere il titolo: "Aiutare gli altri su questi temi vale più di un titolo". "Campioni di altri sport mi hanno insegnato a isolarmi. Il giro perfetto nel Principato nel 2025 è stata l'unica volta che ho pianto dopo una qualifica" 

Il campione del mondo, uno dei premiati Laureus come sportivo dell'anno, ha confessato la depressione vissuta prima di vincere il titolo: "Aiutare gli altri su questi temi vale più di un titolo". "Campioni di altri sport mi hanno insegnato a isolarmi. Il giro perfetto nel Principato nel 2025 è stata l'unica volta che ho pianto dopo una qualifica" 

Giusto Ferronato Giornalista 21 aprile - 11:30 - MILANO La gioia di Lando Norris dopo la vittoria del Mondiale di F1 2025

“Il mio atteggiamento non è mai stato: ‘Lo farò’, ma ‘Posso farlo? Ne sono capace?’”. E’ una delle tante ammissioni di fragilità interiori raccontate da Lando Norris in un’intervista al Guardian. L’occasione è stata la celebrazione del premio Laureus World Breakthrough of the Year, il riconoscimento annuale agli sportivi che più si sono distinti nel corso della scorsa stagione. Lando è quest’anno tra loro per la vittoria del Mondiale di F1, che lo ha reso il 35° campione del mondo della massima serie dell’automobilismo. Eppure, dietro a quel numero 1 che ora può sfoggiare sulla sua McLaren, si nasconde un uomo che ha dovuto lottare contro i propri demoni prima di riuscire a battere i rivali in pista. Norris non si nasconde dietro alla retorica del pilota d'acciaio, ma racconta una sfida contro insicurezze profonde: "Ogni opportunità in cui mi trovo accanto a campioni di altri sport è incredibile – ha detto - non l'ho mai sognato da bambino. Certe persone sanno fin da piccole che diventeranno campioni. Il mio atteggiamento non è mai stato così. Non è mai stato: ‘Lo farò’. È sempre stato: ‘Posso farlo? Ne sono capace?’". Ma adesso il suo nome è tra quello di tanti campioni: "È la consapevolezza che il mio nome è accanto a persone incredibili. È come se fossi nel loro mondo ed è una cosa bellissima". 

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cicatrici

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Il successo non ha cancellato le cicatrici del passato, specialmente quelle del 2019, l'anno del debutto nel Circus. Norris parla apertamente di sindrome dell'impostore e depressione: "C'erano molti dubbi: ‘Merito di essere qui? Perché non sono bravo come queste persone?’ Senti di far perdere tempo alla gente… ho sofferto molto". Questa vulnerabilità è diventata oggi la sua forza e la sua missione attraverso la fondazione Laureus: "Quando ero più giovane non avrei mai pensato di avere una piattaforma per parlare di salute mentale. Rendermi conto di quanto posso aiutare gli altri è speciale. A lungo termine, questo significa più che vincere un campionato del mondo". Un fattore chiave per la vittoria, racconta ancora Norris, è stato il legame con la sua squadra, la McLaren: "La mia più grande motivazione è sempre cercare di rendere felice la mia squadra, tanto quanto rendere felice me stesso e vincere. Ci sono certamente piloti a cui non importa così tanto, ma è qualcosa che ho sempre amato. Nel 2018 aiutavo a imballare la merce la sera. Fanno più ore di tutti e si alzano alle 4 del mattino". Nel 2019, in piena crisi personale, ordinò 800 borracce personalizzate con il nome di ogni singolo dipendente McLaren: "Molti le usano ancora oggi". 

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l'aiuto dei campioni

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Per vincere, Norris ha dovuto imparare a chiedere aiuto, osservando i giganti di altri sport come il golfista Rory McIlroy: "Rory è sempre molto aperto riguardo ai suoi momenti difficili e alle cose che prova quando non va. Ci sono alcune persone con cui ho parlato l'anno scorso, quando ero in difficoltà. Atleti d'élite, tra i migliori al mondo. Ho parlato con loro delle mie difficoltà e di cosa fanno in quei momenti. Come sanno isolarsi dal rumore e riescono a essere se stessi su un campo da tennis o da golf" Il momento critico è arrivato all'inizio della scorsa stagione: "Le cose non ingranavano e non mi sentivo a mio agio con la macchina. Era veloce, ma non riuscivo a capirlo da solo. Sono fatto così: ho bisogno dell'aiuto di molte persone diverse". Il culmine emotivo è stato il sabato pomeriggio nel Principato, qualifiche 2025. Norris descrive così il suo "stato di grazia": "L’esempio migliore è stata l'unica volta in cui ho pianto dopo un giro di qualifica. È stata la mia pole a Monaco l'anno scorso. Le qualifiche stavano andando piuttosto male e ho iniziato a interrogarmi. Ho perso quel tocco? È sempre stato il mio punto di forza fin da bambino". Monaco è la sfida definitiva: "Devi superare il livello conscio. Devi smettere di pensare: ‘Frenerò qui e farò questo’. Se vuoi la pole, devi chiudere gli occhi dietro l'angolo e vedere se arrivi dall'altra parte. È stato speciale". 

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prospettive 2026

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Per quanto riguarda la stagione 2026, l’inizio non è stato semplice. Dopo tre gare è quinto in classifica, staccato di 47 punti da Kimi Antonelli, con una McLaren che fatica a digerire i nuovi regolamenti. Il campione del mondo è onesto sulla situazione: "È un inizio difficile. È il prezzo che paghi per aver vinto il Mondiale e aver puntato tutto su un unico obiettivo. Eppure, la determinazione resta intatta: "Siamo fiduciosi di poter avere un'auto molto più competitiva nei prossimi due mesi. Possiamo riprendere la Mercedes e faremo del nostro meglio per riuscirci”.

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