L'ex Pjanic a pranzo con il padre di Alajbegovic: la Roma prova a bruciare la concorrenza
Il padre del talento bosniaco si trova nella capitale per pianificare il futuro del figlio. L'ex giallorosso Miralem sta facendo da intermediario speciale
Il padre del talento bosniaco si trova nella capitale per pianificare il futuro del figlio. L'ex giallorosso Miralem sta facendo da intermediario speciale
Dal nostro inviato Francesco Balzani 21 aprile - 13:19 - ROMAUn pranzo a base di amatriciana e pasta al pesto in un locale del centro testimoniata da una foto postata sui social. Poi un giro all’ombra del Colosseo. Ma quella di Semin Alajbegović e Miralem Pjanic non è stato solo un pranzo di piacere tra turisti nella capitale. Perché il padre del talento bosniaco Kerim Alajbegović (che l’Italia purtroppo conosce bene dopo il play off letale dello scorso marzo) si trova a Roma per pianificare il futuro del figlio messo da alcune settimane nel mirino del ds Massara. E Pjanic, ex giallorosso e in odore di diventare procuratore, sta facendo da intermediario speciale in una trattativa non facile ma che la Roma vorrebbe chiudere in tempo per evitare che la concorrenza si faccia più agguerrita.
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—Anche Napoli e Milan, infatti, hanno chiesto informazioni su Alajbegović. La risposta del Bayer Leverkusen è sempre la stessa: ci vogliono 20 milioni. Dodici in più rispetto a quelli che il club tedesco spenderà per controriscattarlo dal Salisburgo dove il bosniaco si è messo in mostra nell’ultima stagione. Lo stipendio, invece, sarebbe ampiamente alla portata della Roma che da tempo cerca un ala con quelle caratteristiche (in rosa andrebbe a prendere il posto di Zaragoza). E la presenza del padre-agente in Italia chiaramente movimenta ancor di più la corsa per arrivare al diciottenne. Che per caratteristiche può essere paragonato (con i dovuti accorgimenti) al primo Yildiz. Giovane, ambidestro, talentuoso, magari con qualche dribbling di troppo il che non è necessariamente un male di questi tempi. Senza dubbio in crescita e – potenzialmente – destinato a grandi palcoscenici come ha dimostrato nel play off contro l’Italia. L’età è dalla sua parte, il gioco di Gasperini lo sarebbe ancora di più.
RECORD IN NAZIONALE
—Nato a Colonia, a nemmeno 14 anni ha deciso di lasciare il settore giovanile del club della sua città per passare a un altro club professionistico, quello del Bayer Leverkusen. La scorsa estate le Aspirine lo hanno ceduto al Salisburgo per circa 2 milioni di euro con lo scopo di accelerarne la crescita in un contesto di prima squadra, ma hanno mantenuto il timone del suo futuro con un diritto di recompra che hanno appena deciso di esercitare proprio perché si sono resi conti della plusvalenza in vista in un momento non facile per il club. Alajbegović si affida al papà e al mito Pjanic. Fuori dal campo è un normale 18enne: ama i videogiochi calcistici e gli sparatutto, ascolta il rap tedesco o francese e ringrazia la madre che lo aiuta a non nutrirsi di soli pasti improvvisati da fuori sede. Ecco, la vicinanza della famiglia è un altro tratto che lo avvicina a Yildiz: la madre vive appunto con lui a Salisburgo e il padre Semin, nato in Bosnia-Erzegovina, ha giocato nelle serie minori tedesche tra gli Anni Novanta e i primi Anni Duemila. È grazie alle sue radici che Kerim non ha mai militato nelle giovanili della Germania, dichiarandosi immediatamente disponibile alla Bosnia, che non ha perso tempo: dopo le varie "Under", lo scorso settembre ha esordito in nazionale maggiore segnando contro San Marino e diventando il più giovane marcatore di sempre in una partita ufficiale. Un predestinato?
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