"Noi manipolati dai medici, papà doveva essere ricoverato": processo Maradona, la figlia in lacrime
La Gazzetta dello Sport

"Noi manipolati dai medici, papà doveva essere ricoverato": processo Maradona, la figlia in lacrime

Mercoledì 22 aprile 2026
3 visualizzazioni

La deposizione di Gianinna contro Leopoldo Luque, medico personale di Diego: "Ci aveva garantito che avrebbe avuto le apparecchiature necessarie"

La deposizione di Gianinna contro Leopoldo Luque, medico personale di Diego: "Ci aveva garantito che avrebbe avuto le apparecchiature necessarie"

Davide Giovanzana 22 aprile - 07:56 - MILANO

Processo Maradona, atto III. Ieri pomeriggio al tribunale di San Isidro a Buenos Aires è andata in scena la terza udienza del procedimento ricominciato nel marzo scorso - il primo, nel 2025, era stato annullato poche settimane dopo a causa di uno scandalo che aveva coinvolto una giudice - nei confronti dei sette operatori sanitari che avevano in cura Diego durante la convalescenza domiciliare. Leopoldo Luque, neurochirurgo e medico personale di Maradona, Agustina Cosachov, psichiatra, e Carlos Diaz, psicologo, sono accusati di omicidio semplice con dolo eventuale e rischiano dagli 8 ai 25 anni di reclusione. Il protagonista dell’udienza di ieri è stato proprio Luque, colui che a inizio novembre 2020 convinse la famiglia ad accettare la degenza domiciliare dopo la delicata operazione subita da Maradona per rimuovere un ematoma subdurale alla testa. 

Pronostici sulla Serie A generati dalla nostra IA. Prova gratis Gazzetta AI Predictor.

VIDEO: Morte Maradona, il discorso del pm è da brividi

lacrime

—  

In aula, la figlia secondogenita di Diego, Gianinna, è scoppiata in lacrime sul banco dei testimoni riascoltando i messaggi vocali con i quali il medico personale di Maradona orientò la scelta della famiglia. Ai giudici, Gianinna ha spiegato che con la sorella Dalma propose per Diego un ricovero in clinica anche senza il consenso del campione, attraverso un ordine del tribunale, ma che l’insistenza di Luque finì per far scegliere la degenza domiciliare. "Ci ha manipolato, ci ha garantito che ci sarebbero state le apparecchiature necessarie per un ricovero serio", la testimonianza della donna nei confronti del neurochirurgo, colpevole secondo il pubblico ministero Patricio Ferrari (insieme agli altri imputati) di "aver abbandonato Diego alla sua sorte", non mettendogli a disposizione le cure adeguate. Il 25 novembre del 2020, Diego Armando Maradona morì nella sua casa di Tigre a 20 giorni di distanza dall’operazione. L’autopsia ha determinato che il decesso sopraggiunse a causa di un edema polmonare acuto secondario provocato da insufficienza cardiaca: il cuore di Diego pesava 503 grammi, il doppio del peso normale, e presentava cardiomiopatia dilatativa e un grave accumulo di liquidi negli organi e nel corpo. Secondo l’accusa, "un’indifferenza letale e criminale" da parte degli operatori sanitari.

Leggi anche McTominay, un napoletano vero: da McFratm e Geolier alla statua di Diego nel giardino di casa...De Bruyne: "La sfida al Milan, Napoli, Modric... vi dico tutto. Il calcio italiano in crisi? Forse"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo