Bremer recuperato e Kelly in crescita: così la Juve ha rialzato il muro in difesa
La Gazzetta dello Sport

Bremer recuperato e Kelly in crescita: così la Juve ha rialzato il muro in difesa

Giovedì 23 aprile 2026
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A quattro o nella variante a tre, Spalletti ha ritrovato la chiave della solidità. E adesso insegue anche il terzo posto

A quattro o nella variante a tre, Spalletti ha ritrovato la chiave della solidità. E adesso insegue anche il terzo posto

Matteo Nava Giornalista 23 aprile - 11:03 - MILANO

C’ è stato un febbraio nero come la notte in cui la Signora subiva un gol a ogni respiro: uno dal Parma, tre dall’Atalanta, due dalla Lazio, tre dall’Inter, addirittura cinque dal Galatasaray a Istanbul, due dal Como e altri due dai turchi in casa. E poi anche tre dalla Roma il 1° marzo in una serata che si è poi rivelata quella della svolta: in tutto, una porta bucata per ben 21 volte in soli 29 giorni e nessuna certezza in fase di non possesso, con una Juventus messa in ginocchio da un calendario troppo impegnativo per una squadra inizialmente fiduciosa e coraggiosa, ma poi fiaccata dal doppio impegno e da qualche espulsione di troppo tra Serie A e Champions League. Ora quella Signora non c’è più e Luciano Spalletti non prova nessuna nostalgia, perché il suo muro si è finalmente rialzato. 

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Passo dopo passo

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Dopo quell’infinito 3-3 acciuffato nel finale in casa della Roma, i bianconeri hanno ritrovato la calma dell’impegno unico in campionato e il tempo per preparare una partita a settimana. Meno stress, meno viaggi, più possibilità per l’allenatore di lavorare su concetti elaborati e di gestire i calciatori acciaccati. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, perché questa Juventus finalmente quarta in classifica - con cinque punti di vantaggio sulle inseguitrici - dall’arrivo di Spalletti è di fatto la seconda forza del campionato: seconda per punti (a pari del Milan), seconda per numero di gol segnati (col Como) e seconda con i rossoneri pure in quanto a reti incassate, nonostante quel febbraio nero come la notte. I mattoncini, insomma, sono tutti tornati al proprio posto incastrandosi fino a formare il muro bianconero su cui si è basata la rimonta delle ultime settimane, nonostante l’acqua alla gola che ha fatto compagnia alla Signora nel primo mese di primavera. Niente panico alla Continassa: Spalletti ha sempre avuto fiducia sui suoi uomini e con calma e determinazione ha mostrato loro la combinazione per blindare la porta. 

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Le chiavi

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Ognuno, in casa bianconera, ha fatto il suo. Verrebbe naturale volgere lo sguardo innanzitutto a Gleison Bremer, quel leader difensivo che anche quest’anno si è fermato per infortunio - da fine settembre a metà dicembre per il menisco mediale del ginocchio sinistro - e che poi ha avuto bisogno di alcune settimane per tornare a pieno regime, soffrendo comprensibilmente gli sforzi ravvicinati di febbraio e i match con tanta pressione sul suo reparto. Ora brilla come un tempo, fresco al punto da essersi guadagnato la convocazione con il Brasile di Carlo Ancelotti festeggiata con il primo gol in carriera con la Seleçao : quando lui regge, la Juventus gioca senza paura e osa sapendo che là dietro c’è Bremer a controllare gli accessi. Lloyd Kelly, poi, ha completato la sua evoluzione: rispetto alle incertezze dopo l’arrivo nell’inverno del 2025, ora l’inglese pare un altro giocatore, per la sicurezza con e senza palla tra i piedi. Lui, come Pierre Kalulu, è uno delle chiavi juventine che permettono a Spalletti di variare modulo a piacimento: affianca Gleison quando si gioca a quattro e fa il terzo a sinistra se si passa a tre, con il francese che da terzino si accentra sul lato opposto del reparto. Tre nomi per dipingere con sfumature diverse il concetto di “affidabilità”, che da sei partite fa rima con “solidità”. Se loro sono in bolla, allora il filtro di Manuel Locatelli è meno usurato e il terzino sinistro Andrea Cambiaso può dedicarsi con più energia alla spinta in fase di possesso. A furia di spingere, ora la Juventus vede il podio della Serie A, che passa dal Milan.

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