La meteora Pacchiarotti, l'immenso Buffon e... Portieri bambini che diventano grandi
La Gazzetta dello Sport

La meteora Pacchiarotti, l'immenso Buffon e... Portieri bambini che diventano grandi

Giovedì 23 aprile 2026
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Il giovane estremo difensore della Lazio Motta è finito sotto i riflettori dopo avere parato 4 rigori in Coppa Italia all'Atalanta. Gigi e Donnarumma predestinati, mentre fu un petardo a far esordire Peruzzi

I portieri giovani come Edoardo Motta non si tuffano solo verso il pallone, ma verso il loro futuro. Ad un certo punto - poiché l’attore titolare del ruolo ha perso la voce, si è storto la spalla o è in crisi nera - quando mancano due minuti all’inizio dello spettacolo vengono spinti a forza sul palcoscenico. Abbagliati dalla luce dei fari si rassettano, cercano nel loro repertorio la faccia migliore, strizzano lo sguardo per vedere se riconoscono qualcuno in sala, poi parte la musica e parano quattro rigori su cinque in una semifinale di Coppa Italia, trascinando di peso la loro squadra in finale. Non hanno segreti, sono loro il segreto. Mettono in gioco il talento, l’incoscienza e la leggerezza che ha chi non sente il peso della responsabilità. Edoardo Motta è di Biella, ha compiuto ventuno anni a gennaio, è cresciuto nelle giovanili della Juventus, a gennaio è arrivato alla Lazio - pagato un milione di euro - per fare il vice di Provedel dopo la cessione di Mandas. La contabilità della sua carriera snocciola 22 presenze in B con la Reggiana, più 6 in campionato (e la notte di gloria in Coppa Italia) con la Lazio. E’ poco, però è abbastanza. E’ comunque un inizio. Nessuno sa se Motta si rivelerà un Buffon, chissà magari ripercorrà il solco di un Donnarumma, scomparirà come Pacchiarotti, o forse risolverà accettando una via di mezzo, trovando una traccia comunque dignitosa, alla Scuffet. 

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