Sinner: "Sono un po' stanco ma voglio superare i miei limiti. Jodar farà risultati incredibili"
Il n.1 ha parlato molto dell'avversario: "È già un giocatore super solido e per questo sono andato a vederlo. Sta emergendo una grande generazione"
Il n.1 ha parlato molto dell'avversario: "È già un giocatore super solido e per questo sono andato a vederlo. Sta emergendo una grande generazione"
dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci 29 aprile - 20:28 - MADRIDRispetto. Sincero, autentico, sportivo. Jannik Sinner da quando è arrivato a Madrid ha mostrato grande attenzione nei confronti di Rafa Jodar, e oggi pomeriggio dopo averlo battuto si è avvicinato alla telecamera e ha scritto sullo schermo ‘What a player!’. Un gran bel gesto che gli spagnoli hanno apprezzato parecchio. Non è così normale che il numero 1 indiscusso tratti tanto bene un rookie. Jannik qui è andato a vedere dal vivo il 19enne Rafa contro De Minaur, ha fatto tardi per guardare in tv la sua sfida notturna contro Fonseca, ieri belle parole in presentazione, e oggi la scritta.
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—"Rafa all’inizio della stagione aveva un numero molto molto alto nel ranking. Ha vinto a Marrakech, ha fatto la semi a Barcellona e ora i quarti qui, giocando un grande tennis. Un tennis di qualità. È già un giocatore super solido e per questo sono andato a vederlo. Sta emergendo una grande generazione, lui, Fonseca, anche Blockx che qui sta passando un po’ sotto radar. In futuro ci scontreremo varie volte”.
la bolla
—Tanto da poter pensare a un Big Four con Sinner, Alcaraz, Fonseca e Jodar? Gli chiedono gli spagnoli affamati. “Ehhh, non ho la palla di cristallo, non so predire il futuro. Ciò che sta facendo Rafa è incredibile, ma non spingetelo troppo. Certe cose se entrano in testa poi sono difficili da eliminare. È un bravissimo ragazzo esattamente come il padre mi sembra una bella persona. Sono umili, attorno a lui c’è questa piccola bolla che è importante non rompere, sono certo che otterrà risultati incredibili”.
stanchezza e limiti
—E qualcosa su sé stesso: “Sto giocando tanto, negli ultimi due mesi ho avuto pochissimi giorni di riposo e inizio ad avvertire la stanchezza. Ma è anche vero che mi sento bene e che sto cercando di spingermi oltre i limiti, seguito da un grande staff che sa come gestirmi e pungolarmi. Oggi è stato molto intenso: è sempre un bel feeling trovarsi a giocare in un match di questo tipo. Il tetto chiuso ha creato più umidità, la palla andava meno veloce, questo è un torneo unico, lo dico sempre, e bisogna adattarsi a condizioni sempre diverse. Alla fine ne è uscita una bella partita”.
il confronto
—Gli abbiamo chiesto se poteva fare un paragone col suo 2021, quando si affacciò ai massimi livelli del circuito sfidando per la prima volta Djokovic e Nadal: “Non direi, perché c’è una differenza d’età maggiore e infatti loro quando sono arrivato io avevano già vinto tantissimi Slam, avevano fatto cose incredibili. Io lo ripeto sempre: non posso mettermi al loro livello. Ok, non sono il numero 20, sono il numero 1, ma tra me e Jodar non c’è la differenza che c’era tra me e Djokovic e Nadal nel 2021”.
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