Nel 2027 Bagnaia in Aprilia sarà seguito da "radar" Romagnoli
Si tratta del responsabile tecnico, classe 1966, grande esperienza in passato in ogni classe e grande legame recente con Martìn. Con Pecco, il suo ruolo non sarà soltanto specialistico
Si tratta del responsabile tecnico, classe 1966, grande esperienza in passato in ogni classe e grande legame recente con Martìn. Con Pecco, il suo ruolo non sarà soltanto specialistico
Massimo Falcioni 30 aprile - 12:27 - MILANOManca ancora l’ufficialità. Ma dal 2027 Pecco Bagnaia sarà pilota ufficiale del team Aprilia MotoGP. Il 29enne pilota di Chivasso, dal 2021 nel team ufficiale Ducati Corse con cui ha conquistato due titoli mondiali nel 2022 e 2023, ha optato per l’approdo alla corte di Noale, un nuovo capitolo della sua carriera in MotoGP. Con l’addio a Ducati a fine stagione, Bagnaia dovrà congedarsi anche da alcune figure chiave che hanno ricoperto un ruolo importante nel suo percorso in MotoGP. Il riferimento, in primis, è al suo capotecnico Cristian Gabarrini, ingegnere di grande esperienza, già noto per aver lavorato con campioni come Casey Stoner e Jorge Lorenzo. Gabarrini rimarrà in Ducati, impegnato con il nuovo pilota della Rossa, Pedro Acosta, nel 2027 sostituto di Bagnaia nel team Ducati-Lenovo. Bagnaia e Gabarrini, dal 2019 hanno condiviso successi importanti culminati con la vittoria dei campionati del mondo della classe regina nel biennio 2022-2023.
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—Bagnaia e Aprilia hanno deciso insieme chi sarà il responsabile tecnico del nuovo binomio nella stagione 2027 puntando su una figura chiave della squadra di Noale. Si tratta di Daniele Romagnoli, attuale capotecnico di Jorge Martin e di altri piloti di spicco, in passato. Bagnaia è reduce dalla travagliata stagione 2025 e da un inizio 2026 in salita. Le principali criticità tuttora riscontrate nelle sue sensazioni di guida, riguardano essenzialmente le fasi di stabilità in frenata, l’ingresso curva, e, più nello specifico, la capacità di far rallentare la moto mentre si trova già in piega, con conseguenti ripercussioni negative anche sulla velocità della percorrenza. Romagnoli, in veste di nuovo capotecnico di Pecco, potrebbe in questo senso rivestire un ruolo determinante nella nuova esperienza in Aprilia del due volte iridato in MotoGP.
chi è
—Romagnoli, classe 1966, originario di Gallo di Petriano in provincia di Pesaro-Urbino, viene soprannominato "Radar" per la sua elevata visione strategica e la sua capacità di analizzare ogni dettaglio tecnico durante i weekend di gara. Daniele ha una lunga esperienza nel motociclismo, a partire dal primo approccio professionale con la MBA di Sant’Angelo in Vado nel 1987, la Casa fondata nel 1976 da Giancarlo Morbidelli (fondatore della Morbidelli), Paolo Benelli (titolare Benelli Armi e figlio dell’ex campione Tonino Benelli pilota e cofondatore della Moto Benelli) e Innocenzo Nardi Dei (ex direttore del reparto corse Benelli ai tempi di Provini, Pasolini, Carruthers, Hailwood, Saarinen). L’esordio di Romagnoli nel Motomondiale avviene nel 1992, in 125 con il team IDM- Semprucci, meccanico di Ezio Gianola. Dopo circa 10 anni trascorsi come analista dati tra le classi 125 e 250, seguendo piloti come Ueda, Alzamora, Giansanti e Melandri, nel 2002 arriva la prima esperienza in MotoGP. Nella classe regina Romagnoli trascorre 11 stagioni in Yamaha e 11 in Ducati, collaborando con centauri del calibro di Carlos Checa, Colin Edwards, Jorge Lorenzo (che ha guidato come team manager al debutto in classe regina nel biennio 2008-2009), Cal Crutchlow e Danilo Petrucci, con il quale ha rivestito il ruolo di capotecnico, sia in seno al Team Pramac che all’interno della squadra Ducati Factory. Ma la consacrazione definitiva di Romagnoli è arrivata durante il sodalizio tecnico con Jorge Martín in Ducati-Pramac, iniziato nel 2021 e culminato con la vittoria di Jorge nel mondiale piloti del 2024, decidendo poi di trasferirsi assieme al madrileno in Aprilia l’anno successivo. La stagione 2025 è stata però pesantemente influenzata dagli infortuni che hanno tenuto Martin lontano dalle gare per ben 10 weekend. Tuttavia, nonostante l’assenza forzata del suo pilota, Romagnoli ha potuto contribuire allo sviluppo dell'Aprilia RS-GP25.
contatto
—Il tecnico marchigiano ha lavorato a stretto contatto con il team di sviluppo della Casa di Noale, collaborando con il tester Lorenzo Savadori al fine di migliorare la guidabilità e il comportamento dinamico di una moto che. all’inizio della scorsa stagione, risultava ancora da “sgrezzare” soprattutto in termini di efficienza nell’erogazione del propulsore, di stabilità in frenata e di efficacia in percorrenza. Il lavoro di Romagnoli si è concentrato sulla raccolta e sull’analisi di una mole significativa di dati, e sulla costante messa a punto del prototipo di Noale, con un impatto - di fatto, positivo - sul rendimento complessivo di tutti i piloti impegnati dalla Casa veneta. Se Aprilia è diventata, già nella seconda parte della stagione 2025, una moto di riferimento in termini di vantaggio in inserimento e in percorrenza con una stabilità notevole, uno dei meriti principali è proprio da ricercare nella qualità del lavoro portato avanti da Romagnoli in tutta la prima parte dello scorso campionato. Ed è proprio in questo contesto che potrebbe instaurarsi una sinergia tecnica significativa tra Bagnaia, alla ricerca del “feeling perduto” sull’anteriore e di quella proverbiale velocità in percorrenza che costituiva uno dei suoi punti di forza in sella Ducati GP24, e lo stesso Romagnoli. Romagnoli, inoltre, è un tecnico con un’esperienza davvero “multitasking”, con una visione a 360 gradi di ciò che accade nel box. Qualità “celebrate” appunto anche dal suo soprannome, “Radar”, ovvero, figura capace di monitorare e interpretare costantemente i dati telemetrici e le condizioni della pista per ottimizzare il setup della moto e anticipare le mosse degli avversari.
componente umana
—Ma anche la componente umana, nella scelta di Bagnaia, non è affatto da trascurare. Romagnoli è riconosciuto nel paddock MotoGP non solo per le sue doti tecniche, ma proprio per la sua capacità di creare un legame umano e psicologico profondo con i piloti. Aspetto emerso chiaramente nel suo sodalizio con Jorge Martín, nel contesto del quale Romagnoli viene spesso individuato come la figura che riporta “serenità” nel box, in virtù della sua capacita’ di gestire l'irruenza e la pressione di un pilota veloce - ma tendenzialmente istintivo - come il madrileno . Un rapporto che va oltre i dati telemetrici e si basa su una sintonia che permette al pilota di sentirsi supportato anche nei momenti di crisi. Fattore che è stato decisivo per la costanza di rendimento di Martín nelle ultime stagioni, e che invece ha rappresentato un punto di criticità - dall’inizio del 2025 - per la performance complessiva di Pecco Bagnaia. “Un pilota corre più veloce se si sente capito come persona, non solo come atleta”. Questo motto, non è semplicemente una frase ad effetto, ma sintetizza quella sorta di “esperienza empatica” che Romagnoli potrebbe mettere al servizio anche di Pecco Bagnaia, costituendo una chiave di volta importante per la sua rinascita agonistica.
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