La lunga astinenza, il gol con la Juve Stabia, la rinascita: così Petagna si è ripreso il Monza
L’attaccante festeggia il ritorno in Serie A dopo una stagione da protagonista: "La malattia di mio figlio, la separazione dalla mia compagna: dopo un anno durissimo ritrovo il sorriso"
L’attaccante festeggia il ritorno in Serie A dopo una stagione da protagonista: "La malattia di mio figlio, la separazione dalla mia compagna: dopo un anno durissimo ritrovo il sorriso"
Oscar Maresca 30 aprile - 13:44 - MILANOAndrea Petagna è finalmente tornato a sorridere. L’attaccante del Monza festeggia il ritorno in Serie A dei biancorossi dopo una stagione da protagonista. Lo scorso 30 novembre il classe ’95 ha ritrovato la via del gol e non si è più fermato: prima di quella rete contro la Juve Stabia al Menti l’ex Cagliari non segnava addirittura da 686 giorni. L’ultimo centro era arrivato il 14 gennaio 2024, con la maglia del club sardo, contro il Bologna. Poi addirittura nessun gol in 13 presenze nella passata stagione. Petagna ha attraversato il buio, fatto a pugni con le difficoltà per rivedere la luce. Lo ha raccontato in un’intervista alla Gazzetta qualche mese fa: “Ho trascorso un anno e mezzo durissimo. La malattia di mio figlio, la separazione dalla mia compagna. Ho fatto fatica a restare concentrato sul lavoro. Nessuno mi è stato vicino. Sono stato sempre a casa da solo, andare da uno psicologo mi è servito. L’aiuto dei tifosi ha fatto il resto". L’attaccante è riuscito a trasformare i fischi dello scorso campionato in applausi. Il gol ritrovato è stato un segno del destino: “Per la prima volta ho potuto dormire con mio figlio Leo. Due giorni dopo ho segnato".
La rinascita
—Petagna ha trascinato il Monza in Serie A diventando il miglior marcatore della squadra di Bianco. Il giocatore ha superato gli acciacchi fisici di inizio stagione ed è tornato a essere decisivo. Arrivato in biancorosso nel 2022 dal Napoli in prestito con obbligo di riscatto, su indicazione di Galliani, l’attaccante classe ‘95 è ancora oggi il terzo acquisto più costoso nella storia del club: dietro soltanto a Pessina e Colpani. Nel mezzo anche un prestito al Cagliari due stagioni fa con cui ha totalizzato 18 partite e segnato un solo gol. Ha ritrovato il feeling con la rete come ai tempi di Atalanta e Spal. Cresciuto nelle giovanili del Milan, Allegri stravedeva per lui: “A 13 anni ero già in rossonero – raccontava Petagna -. Lo scudetto con i Giovanissimi e gli Allievi, il passaggio in prima squadra nel 2012. Il debutto in Champions a 17 anni, andavo ancora al liceo”. Per Galliani, in quel periodo, era incedibile: “Nell’estate del 2013 segnai al Manchester City in un’amichevole precampionato e pure nel Trofeo Tim. Con Pazzini infortunato ero l’altro attaccante a disposizione assieme a Balotelli. L’ultimo giorno di mercato il Milan comprò Matri. Quando lo venni a sapere mi chiusi nel bagno del ristorante e piansi”. Poi la fiducia di Gasperini a Bergamo e i consigli di Semplici a Ferrara. Nel 2017, Petagna ha pure debuttato in Nazionale con Ventura in un'amichevole contro l’Olanda.
Gioia promozione
—A 22 anni, l’attaccante sembrava pronto al grande salto. Pure le big europee avevano messo gli occhi su di lui. Al Napoli però ha avuto davanti Osimhen e Mertens, troppo poco spazio per incidere. Ha concluso la sua avventura in azzurro con 68 presenze e 9 reti. Tra Monza e Cagliari ha vissuto stagioni altalenanti. Adesso che ha ritrovato fiducia e serenità non vuole più fermarsi. La promozione in A è una delle sue vittorie più belle, il piccolo Leo sarà fiero di suo papà.
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