Simonelli alla Camera: "Stadi, diritti tv, pirateria, norme e giovani. Il calcio si cambia così..."
La Gazzetta dello Sport

Simonelli alla Camera: "Stadi, diritti tv, pirateria, norme e giovani. Il calcio si cambia così..."

Giovedì 30 aprile 2026
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Il presidente della Lega Serie A ascoltato dalla VII Commissione Cultura evidenzia le criticità del calcio: "Calcio e politica lavorino insieme a una vera rifondazione". E sulla riforma della Melandri: "Solo in Italia e in Spagna è lo Stato che definisce per legge i criteri di ripartizione delle risorse generate da una SpA come la nostra"

Il presidente della Lega Serie A ascoltato dalla VII Commissione Cultura evidenzia le criticità del calcio: "Calcio e politica lavorino insieme a una vera rifondazione". E sulla riforma della Melandri: "Solo in Italia e in Spagna è lo Stato che definisce per legge i criteri di ripartizione delle risorse generate da una SpA come la nostra"

Elisabetta Esposito Giornalista 30 aprile - 14:59 - ROMA

Il Parlamento continua a lavorare sulla crisi del calcio e oggi, davanti alla VII Commissione della Camera, sono stati ascoltati i presidenti delle Leghe Serie A e Serie B, Ezio Maria Simonelli e Paolo Bedin. Nel suo discorso introduttivo Simonelli ha evidenziato alcuni aspetti fondamentali di questo difficile momento, facendo però diverse rivendicazioni. 

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gli impianti

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“L'analisi dello stato di salute del nostro calcio non può che partire dalla constatazione che nella vecchia Europa per le 5 leghe più importanti i ricavi da diritti televisivi restano stagnanti ovunque, mentre crescono significativamente i ricavi da stadio. Quelli di Serie A sono i più vecchi d’Europa, con una età media di 68 anni. Il confronto tra i ricavi di un impianto come il nuovo Bernabeu e quelli relativi allo Stadio San Siro, che ad oggi rappresenta lo stadio italiano più performante in termini di ricavi, è impietoso con un delta di ricavi pari al 350% (248 milioni del Real Madrid rispetto i 70 milioni di San Siro). Questo si traduce in un’esperienza meno attrattiva per i tifosi, minori ricavi da matchday (dal giorno di gara) e una perdita di competitività rispetto agli altri principali campionati europei. La contrastata acquisizione di San Siro per circa 200 milioni di euro, tutti investimenti privati, non si è ancora conclusa, e in merito all'inizio dei lavori non è dato sapere se questi partiranno in tempo per garantire all’Italia lo stadio milanese per i prossimi Europei nel 2032”. 

diritti tv

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“Va poi ricordato che negli altri 4 campionati più importanti in Europa la crescita più importante di valore dei diritti tv degli ultimi anni è corrisposta a quando le rispettive Telco sono intervenute da protagoniste nel processo competitivo per l'assegnazione dei diritti. Purtroppo, nel nostro Paese non è ancora possibile per le Telco commercializzare i diritti audiovisivi in bundle con i servizi di connettività, di fatto privando la Serie A di un boost importante di ricavi. In più in Italia soffriamo l’enorme problema della pirateria digitale che, nonostante i recenti provvedimenti, si è largamente diffusa e moralmente tollerata, causando al sistema (ma anche allo Stato) danni per oltre 300 milioni l’anno”.   

aiuti

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Gli aiuti Norme che non aiutano Simonelli evidenzia poi “il contesto normativo degli ultimi anni, in cui diversi provvedimenti hanno inciso negativamente sulla sostenibilità economica del settore: da decreto crescita al decreto dignità fino alla mancanza assoluta di ristori adeguati, come accaduto ad esempio per il cinema, in una fase drammatica come quella della pandemia”. 

melandri

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Un punto chiave è legato alle possibile modifica della legge Malandri: “Recentemente ho appreso di un disegno di legge che potrebbe avere molti punti in comune con le nostre idee, idee che personalmente ho discusso e in larga parte condiviso con il ministro Abodi, ma certamente non laddove dispone dei criteri di ripartizione delle risorse da noi prodotte. A questo riguardo va ribadito che in Italia è lo Stato che definisce per legge i criteri di ripartizione delle risorse generate da parte di Società per Azioni nella loro attività. Una situazione che, tolta la Spagna, non avviene in nessuno dei nostri principali competitor, poiché in Inghilterra, Francia e Germania sono le Leghe stesse, tramite accordi tra i club, a definire la distribuzione dei propri ricavi”. 

giovani

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Infine sulla crisi dei giovani italiani: “La Serie A sta svolgendo, per proprio conto, un profondo esame di coscienza per individuare misure utili allo sviluppo dei calciatori convocabili nelle nazionali azzurre, come l’inserimento già avveuto nelle distinte delle gare Primavera 10 giovani italiani per squadra e l’esclusione del costo dei calciatori italiani U23 dagli indici di controllo. Quello che chiediamo è l’introduzione di meccanismi che rendano il più possibile neutrale l’acquisto sul mercato interno rispetto a quello estero. A questo fine sarebbe opportuna da parte del fisco l’applicazione del meccanismo di reverse charge IVA in ambito domestico, al fine di equiparare gli effetti finanziari degli acquisti dei calciatori italiani a quelli di un giocatore proveniente dall’estero oggi più vantaggioso, senza che ciò peraltro comporti alcun effetto sul gettito".

uniti

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Il presidente conclude con un invito: "La politica può continuare a girarsi dalla parte opposta, può cercare di imporre regole ancora più restrittive e penalizzanti e può perfino pensare di commissariare la Federazione oppure potrebbe, anche grazie al lavoro di verità che stiamo facendo qui insieme, cercare di trasformare una crisi profonda in un'occasione unica per rifondare il settore. Ritengo si possa uscire da questa crisi solo se politica e Serie A saranno in grado di sedersi dalla stessa parte del tavolo, evitando che le divisioni politiche o i pregiudizi reciproci possano impedire di agire per il meglio del calcio italiano. L'obiettivo è comune e in comune dobbiamo perseguirlo”.

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