L'aggressione di Venaria ai genitori dell'arbitra 16enne: servono ragazzi che educhino gli adulti
Insulti, spintoni alla madre, un pugno al padre, e lei che nel referto premia la buona volontà delle calciatrici nell'arginare l'invasione. Speriamo che la passione non le scappi
Insulti, spintoni alla madre, un pugno al padre, e lei che nel referto premia la buona volontà delle calciatrici nell'arginare l'invasione. Speriamo che la passione non le scappi
Luigi Garlando Giornalista 1 maggio - 07:28 - MILANOChiamiamola Grazia, nome di fantasia. Ha 16 anni. Domenica pomeriggio non è uscita con le amiche, niente passeggiata al Valentino o struscio in piazza San Carlo, perché ha una passione forte: arbitrare. Al “Don Mosso” di Venaria Reale, Grazia ha diretto la partita tra le Cervotte di casa e le ragazze del Torino, campionato Under 17. In pieno recupero, sul risultato di 3-3, vede un rigore per le granata e lo fischia. Mica un fischio facile. Il Torino segna e vince 4-3. E qui la ragione si spegne. Una pioggia di insulti alla ragazza e, al fischio finale, una decina di tifosi di casa, molti sono genitori delle calciatrici, tentano di scavalcare per entrare in campo. Una Cervotta implora: "Fermati, papà, mi vergogno!". Nessuno chiama i Carabinieri come chiede Grazia, lo fanno i suoi genitori dopo essere stati circondati in tribuna: spintonata la madre, un pugno in faccia al padre davanti al figlio di 12 anni. Il presidente dell’ASD Venaria Reale è Giovanni Pasquale, ex terzino di Inter e Toro. In un comunicato ha condannato l’episodio, espresso scuse e solidarietà, ribadito l’impegno educativo del club e promesso provvedimenti contro i violenti. Ce lo auguriamo. Dasparli dall’impianto, minimo. Il Giudice sportivo ha inflitto “solo” 400 euro d’ammenda al club perché Grazia, nel referto arbitrale, invece di accanirsi sui dirigenti poco collaborativi, ha chiesto di premiare le Cervotte che hanno arginato i genitori. Speriamo che a Grazia non scappi la passione e cresca bene. Abbiamo bisogno di buoni arbitri, vista l’aria che tira. E, ancora di più, di ragazzi che educhino gli adulti. Come a Venaria.
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