Arbitri "sgraditi" e designazioni combinate? Non lo dicono testimonianze o intercettazioni, è la sintesi del pm
La Gazzetta dello Sport

Arbitri "sgraditi" e designazioni combinate? Non lo dicono testimonianze o intercettazioni, è la sintesi del pm

Venerdì 1 maggio 2026
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Nel fascicolo dell’inchiesta sul sistema arbitrale e sulle frasi di Rocchi i riferimenti all'Inter non risultano pronunciati né riportate in forma letterale

Nel fascicolo dell’inchiesta sul sistema arbitrale e sulle frasi di Rocchi i riferimenti all'Inter non risultano pronunciati né riportate in forma letterale

Lorenzo Cascini Giornalista 1 maggio - 08:33 - MILANO

Quattro ore di interrogatorio. Filmati, audio, intercettazioni. Ieri è stato il giorno di Andrea Gervasoni, sentito a lungo dal pm Maurizio Ascione in una sede della Guardia di Finanza a Milano. È arrivato a bordo di un taxi poco prima delle 10.30 ed è uscito intorno alle 15. L’ex supervisore Var, che si è autosospeso sabato scorso insieme a Rocchi, è accusato di aver interferito sul rigore concesso e poi tolto via monitor al Modena durante la partita con la Salernitana dell’8 marzo 2025. Il pm in queste quattro ore avrebbe fatto vedere i filmati degli episodi dubbi e gli avrebbe fatto ascoltare due audio, successivi a quella gara, intercettati: il primo riporterebbe una conversazione tra due persone del mondo arbitrale che menzionano Gervasoni, mentre il secondo racconterebbe di una conversazione tra l’ex supervisore e un’altra persona appartenente al suo stesso settore. I due avrebbero commentato l’episodio del rigore con Gervasoni che avrebbe detto una cosa del tipo: "Ha cambiato la decisione, gli do 8", come a voler sottolineare la bravura del Var in quella circostanza. Bene ricordare che per i varisti i voti funzionano come a scuola: 4 è insufficiente, 10 invece la valutazione massima. 

VIDEO: Gervasoni, l'avvocato: "Inter-Roma? Nessun intervento"

interrogatorio

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In quattro ore i discorsi, presumibilmente, saranno stati tanti. Partiamo dall’unico episodio presente nel capo d’incolpazione dell’ex supervisore. "Abbiamo chiarito come Gervasoni non abbia interferito in nessun modo nella circostanza del rigore — ha chiarito il suo legale Michele Ducci — anche perché si trovava in un’altra palazzina. Era a seguire la Serie A e non la B". Una distanza fisica — tra le palazzine corrono alcuni metri, inconciliabili con la presunta ingerenza nella sala Var — che lo renderebbe estraneo, a suo dire, alle polemiche per quel rigore. L’avvocato avrebbe inoltre presentato la planimetria, proprio per giustificare l’impossibilità che Gervasoni si trovasse in quella stanza in quel momento. Ora la palla passa agli inquirenti. 

inter-roma

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Il pm ha tirato fuori anche l’episodio tanto discusso di Inter-Roma. Quel rigore non assegnato dopo un presunto fallo di Ndicka sul nerazzurro Bisseck. Davanti al pm Ascione, l’ex arbitro avrebbe affermato che è stato un "erroraccio del Var", ma non c’è stata alcuna ingerenza. Anzi, che ci sarebbe stato un “briefing arbitrale” proprio su quel caso, che è stato punito giustamente con votazioni negative per i protagonisti. Nota a margine: quella gara non era nel capo d’incolpazione di Gervasoni, ma era presente nell’esposto dell’ex arbitro Rocca ed è stato uno degli argomenti di cui si è più parlato negli ultimi giorni, così Ascione ha deciso di parlarne. Gervasoni e il suo legale hanno però confermato l’estraneità ai fatti. "Anche qui abbiamo chiarito che non c’è stato nessun coinvolgimento da parte di Gervasoni. E le immagini lo chiariscono. Succede tutto in 15 secondi, non ci sarebbe stato nemmeno il tempo di intervenire. Ci hanno fatto una veloce domanda e niente più", ha spiegato il legale. Poi è intervenuto lo stesso Gervasoni: "Escludo al 100% che l’audio di Inter-Roma sia stato manomesso".

graditi e non graditi

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A proposito di Inter, nell’esposto notificato a Rocchi si parla di arbitri “graditi” ai nerazzurri (Colombo) e “poco graditi” (Doveri). Ma sono parole derivate da un’interpretazione del pm. Non ci sarebbe infatti un’intercettazione o una testimonianza in cui siano state pronunciate precisamente queste parole: dunque non sarebbe una trascrizione letterale, ma una sintesi usata per riassumere un concetto. Lo stesso si può dire per le designazioni che Rocchi avrebbe “combinato” e “schermato”: il riassunto di un discorso ampio, utilizzato per sintetizzare il senso. Una precisazione che può avere la sua rilevanza per arrivare a provare l’ipotesi di reato di frode sportiva. Adesso toccherà agli inquirenti mettere ogni casella al proprio posto: intercettazioni e interrogatori aiutano, certo, ma servirà un po’ di luce per illuminare le zone d’ombra.

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