Gli ori paralimpici, i titoli mondiali, l'Ironman: Zanardi e una carriera da leggenda
La Gazzetta dello Sport

Gli ori paralimpici, i titoli mondiali, l'Ironman: Zanardi e una carriera da leggenda

Sabato 2 maggio 2026
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Dall’incidente del 2001 all'esordio a New York con l'handbike, una pioggia di medaglie con un mantra: “Non sono superman, ma solo un’ottimista”  

Dall’incidente del 2001 all'esordio a New York con l'handbike, una pioggia di medaglie con un mantra: “Non sono superman, ma solo un’ottimista”  

2 maggio 2026 (modifica alle 09:55) - MILANO

"Sono Alex Zanardi, e se non avessi avuto l’incidente in cui ho perso le gambe ora non sarei così felice". Nella seconda carriera sulle handbike Alex Zanardi è stato un supercampione e un simbolo. Per le tante medaglie (4 ori olimpici, 12 mondiali) per l’esempio, l’ispirazione: “Guardare qualcuno che ottiene un grande risultato significa entrare nel percorso che l’ha portato ogni giorno a mettersi in gioco e fare il meglio che poteva. Ti fa dire: lo posso fare anch’io. Ancora di più se sei di fronte a uno che è partito senza gambe, braccia, vista o con un handicap mentale. Ti fa capire che quello che conta è il desiderio: se hai davvero deciso dove andare, l’ultimo tuo problema è diventare campione. Ti basta fare quella cosa lì. E magari diventi anche campione”. 

l'impresa a new york

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La seconda carriera di Alex Zanardi è cominciata alla grande. Sei anni dopo l’incidente del 15 settembre 2001 in pista sorprende alla prima gara di handbike: esordio nella maratona di New York 2007 e Alex chiude con un sorprendente quarto posto. La scalata è impressionante: nel 2010 (a 44 anni) diventa campione italiano di ciclismo su strada di Treviso, l’anno dopo è d’argento ai Mondiali di Roskilde, in Danimarca e poi il 6 novembre trionfa nella maratona newyorkese. La carriera è lanciata e il sogno è l’Olimpiade: si avvicina con il successo (con record del percorso) nella maratona di Roma. E ai Giochi olimpici di Londra 2012 è doppio oro: a cronometro ea su strada. Con la staffetta a squadre miste è d’argento. L'anno successivo, Zanardi vince la Coppa del mondo e nei campionati mondiali su strada di Baie-Comeau prende tre medaglie d'oro. Si ripete l'anno dopo ai mondiali statunitensi di Greenville; nel 2015, ai campionati mondiali su strada di Nottwil in Svizzera, si aggiudica due titoli della categoria H5, a cronometro e in linea, e la staffetta mista. E alle Olimpiadi di Rio continua a vincere: due ori e un argento. Ai mondiali conquisterà ancora medaglie: 4 ori, 3 argenti e un bronzo. Con orgoglio, perché “le medaglie che non sono un regalo perché mi chiamo Zanardi, ma le ho vinte andando a 43 di media”. 

da ironman

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E senza mai fermarsi, perché dopo i Giochi di Londra all’handbike aggiunge la sfida del triathlon: 3,8 km nuoto, 180 km handbike, 42,2 km maratona in carrozzina. “Non sono superman, ma solo un’ottimista” è il suo mantra. La prima esperienza alle Hawaii nel 2014, poi la pioggia di record e i piazzamenti nella top ten davanti ai normodotati, compreso l’ultimo Ironman a Cervia nel 2019 chiuso al nono posto con primato del mondo. Senza tirarsela mai. “Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio”.

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