Minardi ricorda Zanardi: "Per me era come un figlio adottivo. Ecco cosa ci ha insegnato"
L'ormai ex patron dell'omonima scuderia di F1 fu il primo a dare una monoposto ad Alex, nel 1992: "Provava sempre a sdrammatizzare, mai un momento di cedimento"
L'ormai ex patron dell'omonima scuderia di F1 fu il primo a dare una monoposto ad Alex, nel 1992: "Provava sempre a sdrammatizzare, mai un momento di cedimento"
2 maggio 2026 (modifica alle 16:45) - MILANO"Ci ha veramente insegnato tanto: a non sentirsi vittime, sfortunati, a reagire, ad amare quello che si fa e farlo con dedizione e sorriso". Giancarlo Minardi, che nel 1992 affidò ad Alex Zanardi la prima monoposto di Formula 1, ricorda così a La Repubblica, con profonda commozione, il compianto campione scomparso ieri a 59 anni. "È sempre stato allegro, determinato, forte. Sempre una battuta, sempre a sdrammatizzare, mai un momento di cedimento. Per me era come un figlio adottivo", racconta l'ex patron dell'omonima scuderia.
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—Giancarlo Minardi non ha dubbi anche su quale sia l'eredità che Zanardi lascia. "Tante cose, ma soprattutto il non abbattersi: quello è stato il più grande insegnamento: nessuno come lui. Ce lo ha insegnato con la regola dei 5 secondi, un messaggio di positività che ci lascia - aggiunge -. Quel momento in più che devi trovare dentro te stesso. Significa non arrendersi, superarsi”. L'ultimo pensiero Minardi lo rivolge alla famiglia. "Penso a suo figlio Nicolò, ma soprattutto a sua moglie Daniela, suo grande amore che lo ha seguito da quando era giovanissimo e lo ha accudito con un amore difficilmente ripetibile", conclude.
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