Perché l'ottimismo è uno scudo contro la demenza
La Gazzetta dello Sport

Perché l'ottimismo è uno scudo contro la demenza

Sabato 2 maggio 2026
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Pensare positivo protegge il cervello dal declino cognitivo, non fa soltanto bene allo spirito

Pensare positivo protegge il cervello dal declino cognitivo, non fa soltanto bene allo spirito

Riccardo Cristilli 2 maggio - 18:03 - MILANO

Esistono diversi proverbi e modi di dire legati all'influenza positiva dell'ottimismo sulla vita delle persone. Cercare il lato positivo delle situazioni che capitano nella vita di tutti i giorni, non è soltanto un atteggiamento che aiuta l'umore ma potrebbe far bene anche alla salute. Anzi, secondo un nuovo studio, pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society, è un efficace scudo contro la demenza. 

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L'ottimismo contro la demenza

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La ricerca, condotta dall'Harvard T.H. Chan School of Public Healthdi Boston, partendo da alcuni precedenti studi che avevano suggerito un collegamento tra funzione cognitiva e un declino cognitivo più lento, ha mostrato come un livello di ottimismo più elevato sia associato a una minore incidenza di demenza. I ricercatori sono partiti dai dati dell'Health and Retirement Study, che offre una fotografia dello stato degli anziani negli Stati Uniti proponendo anche una suddivisione per campione rappresentativo della popolazione. Studiando i dati hanno cercato di capire quanto l'ottimismo potesse essere collegato a un rischio minore di sviluppare demenza e se questo collegamento si mantenesse anche considerando lo stato di salute iniziale e altri fattori potenziali di contrasto. 

lo studio

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Per poter realizzare questo studio, i ricercatori hanno dovuto controllare il livello di ottimismo dei soggetti, affidandosi al Life Orientation Test-Revised strutturato per determinare l'approccio più o meno positivo a diverse situazioni. Sono partiti da 9071 soggetti sani cognitivamente, misurandoli una prima volta e poi successivamente 2 anni dopo, in parallelo attraverso un algoritmo hanno identificato i casi di demenza attraverso 8 diverse rilevazioni tra il 2006 e il 2020. I risultati hanno mostrato che uno spostamento verso l'alto rispetto alla media, dell'ottimismo era associato a un rischio inferiore del 15% di sviluppare demenza. Per rendere i dati ancora più precisi hanno rapportato il tutto all'età, al sesso, all'etnia, al livello di istruzione, con controlli continui fino a 14 anni dopo il primo test. Il dato che è stato subito evidente è che un livello di ottimismo più alto è associato a un rischio minore di demenza, considerando che 57 milioni di persone al mondo ne soffrono, questo approccio potrebbe aiutare a prevenire la malattia semplicemente aiutando le persone a pensare in modo positivo. 

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la spiegazione

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I ricercatori non sono ancora in grado di dare una spiegazione scientifica a questo collegamento. Secondo il loro punto di vista ci sono diversi processi che potrebbero spiegare come l'ottimismo possa influenzare il rischio di demenza. Potrebbero esserci dei meccanismi biologici diretti perché l'ottimismo è associato, secondo alcuni studi, a risposte immunitarie più sane e quindi a meno rischi di neuroinfiammazione; così come potrebbero esserci meccanismi indiretti come reti sociali più forti e livelli di stress più bassi.  

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