Juve, la volata Champions fa paura: la qualificazione passa da tre squadre che non ha saputo battere
La Gazzetta dello Sport

Juve, la volata Champions fa paura: la qualificazione passa da tre squadre che non ha saputo battere

Mercoledì 6 maggio 2026
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Dopo i pareggi contro Milan e Verona la corsa al quarto posto si è complicata per la formazione di Spalletti, che adesso deve invertire la tendenza. Anche rispetto al girone d'andata...

Dopo i pareggi contro Milan e Verona la corsa al quarto posto si è complicata per la formazione di Spalletti, che adesso deve invertire la tendenza. Anche rispetto al girone d'andata...

Fabio Russo Giornalista 6 maggio - 12:52 - MILANO

Magari sarà soltanto una coincidenza (due indizi non fanno certo una prova), ma i pareggi contro Milan e Verona, che hanno pesantemente rallentato la corsa della Juve al quarto posto, fanno suonare il campanello d'allarme alla Continassa. Per l'atteggiamento mostrato dai bianconeri in campo, ma pure per un sinistro parallelo con quanto successo nel girone d'andata: i risultati sono stati identici (0-0 con i rossoneri e 1-1 con i veneti) e all'orizzonte si presentano sulla strada juventina altre tre formazioni che la squadra di Spalletti non è riuscita a battere in questo campionato. E tutte con l'attuale tecnico in panchina.

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Complessivamente, sono 7 su 19 le avversarie contro cui la Juve non è stata capace fin qui di ottenere almeno una volta i tre punti: Como, Lazio, Milan, Verona, Torino, Fiorentina e Lecce. Con le prime 4 all'andata era ancora Igor Tudor a guidare la squadra, mentre contro le ultime tre, che saranno pure le prossime formazioni sul cammino bianconero verso la Champions, era già subentrato Spalletti. Tre situazioni diverse, ma che devono far riflettere. Le partite contro viola e granata erano arrivate a poche settimane dall'insediamento alla Continassa dell'ex ct della Nazionale e avevano confermato quanto lavoro lo attendesse sulla panchina juventina. Nel derby dell'Allianz Stadium (finito 0-0), pur fermati dalle parate di Paleari, i bianconeri palesarono una difficoltà evidente, rimasta ancora oggi latente, nell'affrontare squadre capaci di difendere con un blocco basso, intasando gli spazi in area. Discorso simile nella sfida del "Franchi", con la Juve avanti grazie a una conclusione di Kostic dalla distanza e ripresa da un episodio simile a firma di Mandragora. E uno scenario tale è prevedibile attenderselo anche nelle ultime due partite in programma in questo campionato. 

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Diverso è stato, invece, il caso del pareggio per 1-1 dell'Allianz Stadium di gennaio contro il Lecce: la squadra di Spalletti, che attraversava un buon momento, dominò in lungo e in largo, calciando 25 volte verso la porta di Falcone (5 nello specchio), ma fu fermata dai legni (due pali) e dal clamoroso errore dal dischetto di Jonathan David. Situazioni diverse, insomma, ma risultati identici. E, ora, quella sinistra coincidenza che si staglia sulle spalle dei bianconeri. Urge un'inversione di rotta, perché per la certezza della Champions servono 9 punti e ripetere il rendimento dell'andata farebbe fatica a garantire anche solo l'Europa League...

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