Alfa Romeo e i carabinieri, una storia lunga 75 anni: dal libro ai modelli di riferimento
La Gazzetta dello Sport

Alfa Romeo e i carabinieri, una storia lunga 75 anni: dal libro ai modelli di riferimento

Mercoledì 6 maggio 2026
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Lo storico sodalizio, che ha portato le auto del Biscione ad essere conosciute internazionalmente, è stato celebrato al Museo storico Alfa Romeo di Arese con la pubblicazione di un libro speciale e la presentazione di un logo commemorativo 

Lo storico sodalizio, che ha portato le auto del Biscione ad essere conosciute internazionalmente, è stato celebrato al Museo storico Alfa Romeo di Arese con la pubblicazione di un libro speciale e la presentazione di un logo commemorativo 

Armando Bavaro 6 maggio - 19:04 - MILANO La Giulia Quadrifoglio attualmente in dotazione all'Arma

È un binomio che, nel corso della storia, ha attraversato le strade della Penisola e si è imposto nell'immaginario collettivo, in Italia e all'estero, anche grazie a numerose opere cinematografiche. Un rapporto che dura da 75 anni, con la collaborazione tra Alfa Romeo e Arma dei carabinieri che è stata celebrata il 5 maggio 2026 al Museo dedicato al Biscione di Arese. L'evento si è svolto nell'area Bellezza della storica struttura aresina, accanto a due vetture che sintetizzano l'intera parabola della storica collaborazione: la 1900 M "Matta", prima Alfa Romeo in livrea dell'Arma, e l'attuale Giulia Quadrifoglio, oggi impiegata in servizi speciali come il trasporto urgente di organi. L'anniversario ha rappresentato l'occasione ideale anche per l'anteprima di Carabinieri e Alfa Romeo – Al servizio del Paese, il libro strutturato in cinque capitoli che racconta, attraverso le vetture del Biscione in dotazione all'Arma, alcune pietre miliari dell'Italia repubblicana: dalla ricostruzione postbellica al miracolo economico, dagli anni di piombo alla lotta alla criminalità organizzata, fino ai nuovi scenari globali della contemporaneità. Il volume è stato presentato alla presenza di Salvatore Luongo, comandante generale dell'Arma dei carabinieri, di Santo Ficili, amministratore delegato di Alfa Romeo e direttore operativo di Maserati, e di Lorenzo Ardizio, curatore del Museo di Arese e coautore dell'opera. In occasione della presentazione del libro è stato inoltre svelato il logo commemorativo del 75esimo anniversario, in cui spicca, al centro, il numero 75, una forma solida e significativa che accoglie e integra naturalmente il Biscione e la Fiamma, emblemi identificativi di due istituzioni che hanno contribuito insieme a scrivere capitoli decisivi nella storia del Paese.

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Da sinistra, Santo Ficili, amministratore delegato di Alfa Romeo e direttore operativo di Maserati, e Salvatore Luongo, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri

Storia unica

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Il rapporto tra Alfa Romeo e l'Arma dei carabinieri ha origine nel secondo dopoguerra con l'Alfa Romeo 1900 M "Matta" del 1951, il fuoristrada che segnò l'inizio ufficiale del sodalizio: un mezzo robusto, essenziale, pensato per rispondere alle esigenze concrete di un'Arma impegnata nella ricostruzione del tessuto civile del Paese. Finito il periodo di 1900 berlina e Giulietta, gli anni del boom economico portano sulle strade della Penisola la Giulia, in servizio dal 1963 al 1968 e con cui nasce la "Gazzella" del Nucleo Radiomobile, simbolo del pronto intervento, e la Giulia Super del 1968, berlina raffinata e veloce che coniugava le prestazioni del servizio con quell'eleganza che è cifra storica del marchio. Il terrorismo e gli anni di piombo sono rappresentati dall'Alfetta 2.0 "Protetta" del 1979, una berlina blindata impiegata nei servizi di scorta. Gli Anni 80 e 90 vedono invece protagonista l'Alfa 90 del 1987 e l'Alfa 75 del 1992, stagione in cui la presenza visibile dello Stato sul territorio era essa stessa un messaggio di fermezza e di fiducia. Infine, gli ultimi anni hanno visto susseguirsi diversi nuovi modelli, e con essi gli sviluppi tecnologici che li hanno accompagnati: dall'Alfa 156 del 1999 all'Alfa 159 del 2006, dalla Giulietta del 2016 alla Giulia del 2021, dalla Tonale del 2023 alla Stelvio del 2025. Molte di queste vetture sono presenti nel Museo, nella sezione "Alfa Romeo in divisa" realizzata in collaborazione con l'Arma e inaugurata il 24 giugno 2020 in occasione del 110° anniversario del Biscione. Come dichiarato da Lorenzo Ardizio, curatore del Museo di Arese: "Con l'apertura di questa sezione, abbiamo coperto un capitolo di storia dell'Alfa Romeo che mancava e che è stato molto apprezzato dai visitatori".

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La "Matta", fuoristrada che fu il primo veicolo in dotazione ai carabinieri

valori e identità condivisa

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"Il rapporto tra l'Arma dei carabinieri e Alfa Romeo è nato grazie ad un percorso di valori condivisi, ed è cresciuto ben oltre una dimensione commerciale, fino a configurarsi come un autentico cammino comune fondato sulla fiducia reciproca e sul servizio al Paese". Con queste parole il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo, ha sottolineato l'importanza di questo sodalizio storico. "Dal 1951 - ha poi proseguito -, le Alfa Romeo con a bordo i carabinieri percorrono ogni strada italiana, diventando un segno concreto e immediatamente riconoscibile della presenza dello Stato. Non si tratta soltanto di prestazioni o sicurezza, pur fondamentali, ma anche di identità: vedere una gazzella avvicinarsi significa, per il cittadino, sapere di non essere solo. La riconoscibilità di questi mezzi contribuisce in modo significativo alla costruzione della percezione di sicurezza, rafforzando quel rapporto di fiducia che è alla base dell'azione dell'Arma. In questo senso, il valore delle vetture è duplice: operativo, perché garantiscono efficacia e tempestività negli interventi; simbolico, perché incarnano visivamente la vicinanza dello Stato alla collettività". Santo Ficili, amministratore delegato di Alfa Romeo, dal canto suo ha evidenziato come il marchio sia "parte della memoria collettiva del nostro Paese, così come lo sono i carabinieri. Due simboli diversi, ma uniti da una storia fatta di passione, disciplina, dedizione e velocità al servizio del bene comune. Dai primi anni del secondo dopoguerra ad oggi, le nostre vetture accompagnano le donne e gli uomini dell'Arma nelle loro missioni quotidiane, diventando vere e proprie icone della cultura automobilistica e istituzionale italiana. Il libro presentato oggi rende omaggio a una lunga alleanza fatta di fiducia e rispetto reciproco: un tributo a tutti coloro che, nel silenzio delle strade o nei momenti più concitati, hanno guidato un'Alfa Romeo con fierezza e responsabilità".

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