Beccalossi, un dio imperfetto: anche i suoi rigori sbagliati sono diventati arte
Le sue qualità hanno incantato tutti. Non solo i tifosi. Anche i giornalisti e gli avversari, come Platini: "Come si fa a non chiamarlo in Nazionale?". Eppure Bearzot...
Le sue qualità hanno incantato tutti. Non solo i tifosi. Anche i giornalisti e gli avversari, come Platini: "Come si fa a non chiamarlo in Nazionale?". Eppure Bearzot...
Luigi Garlando Giornalista 7 maggio 2026 (modifica alle 07:30) - MILANOEvaristo Beccalossi ondeggia con quel culo cascato giù come un hula hoop, gli avversari spariscono e fa gol con un sinistro di seta. Così si presenta a San Siro nella calda notte del 31 agosto 1978. Ha 22 anni e tanti riccioli. Amichevole Inter-Vicenza. A Mariolino Corso brillano gli occhi: "È il mio erede". I tifosi si guardano come apostoli allo spezzare del pane: "È lui che aspettavamo". Questo è stato il Becca: il dio della gente, l’allegria del popolo. Un dio imperfetto, perché fumava e leggeva la Gazza sul lettino dei massaggi e si nascondeva quando il Sergente Bersellini ordinava giri di campo, ma pur sempre un dio che si è fatto arte: i suoi rigori sbagliati sono diventati teatro, Brera lo ha battezzato (Driblossi), Beppe Viola lo ha eternato: "Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto". Schiaffino: "È come Maradona". Platini: "Come si fa a non chiamarlo in Nazionale?".
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VIDEO: Beccalossi e i giovani: "Non sono viziati, amano stare insieme"Idolo dei tifosi
—Il popolo invocava Barabba, Bearzot scelse altrimenti. Il Becca ha vinto poco? Di Gilles Villeneuve, idolo di Evaristo, non ricordiamo le vittorie, ma la poesia di guida e il rombo del cuore. Evaristo imbucava spazi invisibili, aveva gli occhiali dell’Intrepido. Quanto costerebbe oggi un Beccalossi? Nella malattia, come in campo, gli è stato vicino "Spillo" Altobelli, un fratello. In ritiro rischiarono il rogo perché andò a fuoco la termocoperta dello sponsor. Sempre presente anche Nazareno Canuti. Quando sparì e non riuscirono a nascondergli la verità ("Canuti è morto"), Evaristo si è lasciato andare e ha seguito in cielo il Nazareno. Non prima di essersi goduto l’ultimo scudetto dell’Inter.
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