Beccalossi e il club degli esclusi: quei campioni italiani rimasti senza azzurro
La Gazzetta dello Sport

Beccalossi e il club degli esclusi: quei campioni italiani rimasti senza azzurro

Giovedì 7 maggio 2026
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L'ex 10 dell'Inter appena scomparso è uno dei grandi giocatori che non hanno mai vestito la maglia della Nazionale maggiore. Come lui anche protagonisti come Virdis, Di Bartolomei o Di Canio

L'ex 10 dell'Inter appena scomparso è uno dei grandi giocatori che non hanno mai vestito la maglia della Nazionale maggiore. Come lui anche protagonisti come Virdis, Di Bartolomei o Di Canio

Sebastiano Vernazza Giornalista 7 maggio - 08:17 - MILANO Evaristo Beccalossi in azione con l'Inter nella stagione 1979-80

Zero presenze nella Nazionale A. Evaristo Beccalossi non ha mai giocato un minuto nell’Italia dei grandi. Ha vestito l’azzurro soltanto nell’Under 21, in due partite contro il Lussemburgo a cavallo tra il 1979 e il 1980, e nell’Olimpica, con quattro gettoni e un gol. Enzo Bearzot, il ct della sua epoca, non lo riteneva funzionale al suo gioco ed era convinto che non si sarebbe integrato nel gruppo. In quel periodo, tra gli anni Settanta e Ottanta, la maglia numero 10 dell’Italia "apparteneva" a Giancarlo Antognoni, fuoriclasse della Fiorentina. Bearzot fu criticato duramente per aver ignorato Beccalossi, e ricevette pure insulti da una tifosa interista, come abbiamo raccontato in un altro articolo. 

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divoratore di energie

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All’epoca, Bearzot venne accreditato di una dichiarazione dura: "Beccalossi è un divoratore di energie altrui", avrebbe detto il ct del Mundial 1982. Sottinteso: "Non partecipa alla fase difensiva". Beccalossi prese male la mancata convocazione al Mondiale spagnolo, ma in un’intervista del 2000 spiegò: "Mi allenavo poco, accendevo spesso e volentieri una Marlborina. L’avrei ammazzato, Bearzot. Poi l’ho capito: se mi avesse convocato, l’opinione pubblica avrebbe spinto perché giocassi titolare. Il ct aveva il suo gruppo e io non ero il suo tipo di giocatore. E sono talmente sfigato che l’Italia vinse il Mundial, così io, che non vedevo l’ora di dirne quattro a Bearzot, rimasi zitto e a casa". 

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Pietro Paolo Virdis

un club particolare

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Il circolo dei senza Nazionale è ristretto, ma di qualità. Oltre a Beccalossi, per esempio non hanno mai vestito l’azzurro più importante tre campioni come Pietro Paolo Virdis, Agostino Di Bartolomei e Paolo Di Canio, giocatori che oggi probabilmente sarebbero titolari fissi dell’Italia. Virdis è stato un attaccante di Cagliari, Juve, Udinese e Milan. In rossonero ha vinto la Coppa dei Campioni del 1989, ha segnato complessivamente 102 gol in Serie A e 9 in Coppa dei Campioni, ma al massimo ha giocato nell’Olimpica ai Giochi di Seul 1988. Di Bartolomei, centrocampista e difensore, vinse uno scudetto con la Roma nel 1983 e l’anno dopo arrivò in finale di Coppa dei Campioni, persa ai rigori contro il Liverpool. In azzurro mise assieme al massimo 8 presenze e 7 gol (quasi una rete a partita) nell’Under 21 e qualche apparizione tra quella che allora veniva chiamata Under 23 e poi Italia Sperimentale. Paolo Di Canio, attaccante di gran classe tra Lazio, Juve, Napoli, Milan e West Ham, non è andato oltre l’Under 21, 9 presenze e un gol. Niente Nazionale A, un po’ per il carattere ribelle alla Beccalossi e un po’ per la grande concorrenza: ai suoi tempi, negli anni Novanta c’erano Baggio, Totti, Del Piero, Zola...

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