Sengun votato giocatore più sopravvalutato dai colleghi. Ma hanno davvero ragione?
Il centro turco dei Rockets ha ricevuto più voti di tutti nel sondaggio anonimo di The Athletic tra i giocatori Nba. Numeri da All Star, visione di gioco, margini di crescita, ma anche dubbi su difesa e leadership. Ma pesa la situazione di Houston
Il centro turco dei Rockets ha ricevuto più voti di tutti nel sondaggio anonimo di The Athletic tra i giocatori Nba. Numeri da All Star, visione di gioco, margini di crescita, ma anche dubbi su difesa e leadership. Ma pesa la situazione di Houston
Riccardo Pratesi Collaboratore 7 maggio - 17:19 - MILANOAlperen Sengun è il giocatore Nba più sopravvalutato, secondo i suoi colleghi. È il sorprendente risultato del sondaggio anonimo condotto da The Athletic, la sezione sportiva del New York Times, che ha chiesto ai giocatori di esprimere una preferenza rispetto a varie categorie di merito. O demerito come in questo caso, quello che fa più rumore. Eppure il centro turco degli Houston Rockets Sengun si è guadagnato la seconda chiamata consecutiva all’All Star Game e ha esibito 20.4 punti - tirando col 51.9% dal campo - 8.9 rimbalzi e 6.2 assist di media nelle 72 partite giocate in stagione regolare. E allora sorprende che sia finito davanti a Rudy Gobert e Trae Young, a Karl-Anthony Towns, Paolo Banchero e Ja Morant, talenti conclamati, ma che, si sa, nell’ambiente a torto o ragione hanno la reputazione di sopravvalutati rispetto alla narrazione che abitualmente li racconta al grande pubblico.
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—Anzitutto i votanti sono stati solo 81. Parecchi giocatori hanno preferito non esprimersi per non parlare male degli avversari. E magari evitare figuracce. Nel senso che lo scorso anno questo stesso sondaggio proclamò giocatore più sopravvalutato Tyrese Haliburton, la guardia dei Pacers, che però poi ai playoff 2025 trascinò a sorpresa Indiana sino alle Finals. Comunque stavolta 10 dei votanti hanno messo Sengun davanti a tutti come presunto “bluff” tra i giocatori Nba “di nome”. Il lungo 23enne ha ottenuto il 12.3% dei voti, precedendo Gobert, centro dei Minnesota Timberwolves, e Young, guardia dei Washington Wizards, secondi con l’8.6%. Seguono Towns, centro dei New York Knicks (7.4%) e poi appaiati (4.9%) Banchero, lungo degli Orlando Magic, e Morant, regista dei Memphis Grizzlies.
i limiti di sengun
—In attacco è uno dei lunghi migliori della lega. Ha movimenti spalle a canestro da manuale, una tecnica individuale invidiabile, un buon tocco. E soprattutto una visione di gioco eccellente in assoluto, straordinaria per un centro. Grande passatore, per le difese è una minaccia anche da facilitatore, non solo da terminale offensivo. Oltretutto ha dimostrato di saper essere vincente con la maglia della nazionale, la Turchia, trascinata alla medaglia d’argento all’Europeo del 2025. Allora quali sono le magagne? Più di qualcuno gli rimprovera l’atteggiamento sul parquet. Uno dei votanti ha specificato: “Si lamenta ad ogni azione. Ha talento, ma dovrebbe pensare a giocare con intensità”. Insomma Sengun ha la reputazione di essere soft. Poi ci sono le critiche tecniche. Che arrivano addirittura da un suo compagno di squadra, seppure sempre in modo anonimo. Kevin Durant sul suo profilo anonimo di X, il social media, l’ex Twitter, in stagione ha attaccato ferocemente il turco. “Il tuo giocatore franchigia non sa tirare o difendere”. Apriti cielo. Seppure mai confermate ufficialmente, ma neppure mai smentite nel dettaglio e nel merito, le critiche di Durant - che hanno portato a un confronto interno allo spogliatoio dei Rockets, disfunzionali per tutta la stagione come spirito di squadra -, hanno un riscontro oggettivo. Houston, eliminata 4-2 al primo turno di playoff dai Los Angeles Lakers privi di Luka Doncic, hanno fatto una fatica dannata nei finali di partita, quando in teoria le stelle più brillanti fanno o dovrebbero fare la differenza in positivo. I Rockets in attacco sono stati solo ventesimi di trenta squadre e in difesa venticinquesimi nelle gare punto a punto, anzitutto. Sengun come net rating, il differenziale tra punti segnati e concessi dalla squadra su 100 possessi con lui sul parquet, ha fatto segnare un inquietante -7.8, il peggiore indicatore tra 40 lunghi che hanno giocato oltre 1500 minuti in stagione per CleaninTheGlass.
le giustificazioni
—Le attenuanti ci sono, però. Grosse. Anzitutto la disfunzionalità della squadra, appunto, nella versione 2025-26 divisa dai conflitti interni, con troppi galli nel pollaio e la sfiducia reciproca tra Durant e il nucleo che era stato la rivelazione della passata stagione. Poi i limiti offensivi di Coach Udoka. I Rockets hanno ruminato pallacanestro su quel lato del campo. Facendo fatica a far mandar giù il boccone amaro ai tifosi. Sengun è sembrato ricevere poca fiducia dall’allenatore e giocare come chi si rende conto con sdegno dello stato delle cose. Le sue qualità non sono state esaltate dal sistema di gioco, i suoi difetti ne sono stati evidenziati, l’empatia è sembrata un optional. Sengun forse è piccolo come statura per dominare da centro in Nba, contrapposto a dei colossi, ma il Baby Jokic ha margini di crescita enormi, ai tiri liberi e da 3 punti, l’età giusta per aspettarsi che riesca a raggiungere il suo potenziale, la testa dell’agonista, del “gamer”, e soprattutto doti uniche difficili da replicare. Insomma, è già forte così, All Star non per caso, ma se valorizzato e contornato dai giocatori giusti, inserito in un sistema costruito ad hoc per lui, può fare meraviglie in prospettiva. Per cui sì, la nomina come giocatore più sopravvalutato pare ingenerosa per quanto non campata per aria considerate le circostanze specifiche.
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i sottovalutati
—Per questa categoria hanno invece votato 151 giocatori. Di più, era meno scomoda. Jalen Johnson, l’ala degli Atlanta Hawks, e Derrick White, la guardia di Boston, hanno chiuso davanti a tutti col 4% delle preferenze. Dietro a loro altri due giocatori dei Celtics, Jaylen Brown e Payton Pritchard, Jrue Holiday, il regista di Portland, e Austin Reaves, la guardia dei Los Angeles Lakers, con il 3.3%.
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