Pellizzari, un diamante con lampi di luce vera: così sfiderà Vingegaard al Giro
A 22 anni e 6 mesi il marchigiano di Camerino si prepara alla sfida nella sfida: l'entusiasmante corsa a tappe, ma anche un duello col danese favorito
Non è "nato pronto" come Pogacar, Van der Poel e Evenepoel. Non è salito in bici e alla prima corsa ha già dato spettacolo. Giulio Pellizzari sta seguendo una traiettoria tutta sua, figlia anche dell’impostazione ciclistica italiana, dove si privilegia una crescita graduale, si accompagna il talento anche a costo di perdere qualche anno. Non è stato "allevato" nelle formazioni Development (giovanili) dei grandi squadroni mondiali, tanto per intenderci. Adesso a 22 anni e 6 mesi, però, il marchigiano di Camerino punta dritto al podio del 109° Giro d’Italia: "So di avere alcune occasioni, spero di prenderne almeno una. Il mio sogno è vincere il Giro, neanche Vingegaard è imbattibile". L’ultimo Under 23 a riuscirci, e come l’ha fatto!, è stato Damiano Cunego nel 2004. Il talento veronese aveva anche lui 22 anni e 9 mesi quando stroncò la resistenza del compagno-rivale Simoni e si impossessò della corsa rosa, campione di precocità come nel nostro ciclismo è stato nei tempi moderni soltanto Beppe Saronni nel 1979, maglia rosa a 21 anni.