Giro, oggi la seconda tappa: la salita del Monastero è terreno da scattisti. Bramati: "Occhio a Ulissi"
La Gazzetta dello Sport

Giro, oggi la seconda tappa: la salita del Monastero è terreno da scattisti. Bramati: "Occhio a Ulissi"

Sabato 9 maggio 2026
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Il ds della Soudal-Quick Step commenta la tappa di oggi: "Vedo lui e Bettiol, ma anche i big". Il direttore del Giro Allocchio: "È un finale selettivo adatto a Pellizzari, al Tour of the Alps ha dimostrato di essere in una ottima condizione"

Il ds della Soudal-Quick Step commenta la tappa di oggi: "Vedo lui e Bettiol, ma anche i big". Il direttore del Giro Allocchio: "È un finale selettivo adatto a Pellizzari, al Tour of the Alps ha dimostrato di essere in una ottima condizione"

dal nostro inviato  Ciro Scognamiglio 9 maggio - 08:50 - BURGAS (BULGARIA)

Non possono reggere gli sprinter puri, però vincerà chi è dotato di un ottimo spunto veloce. Chi si prenderà la responsabilità di tenere “cucita” la corsa. L’incognita della pioggia potrebbe complicare ulteriormente il finale. E c’è pure una suggestione legata al possibile movimento di uomini di classifica. La seconda frazione del Giro d’Italia in Bulgaria, 221 chilometri da Burgas a Veliko Tarnovo (era stata capitale della Bulgaria dal 1185 al 1393) è densa di incognite, una sorta di rompicapo. E ha tenuto banco nei ragionamenti della vigilia, registrando diverse opinioni che lasciano aperti un bel po’ di scenari.

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Sensazioni

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"Il finale è impegnativo", assicura il direttore di corsa Stefano Allocchio. Il riferimento è alla salita del Monastero "di circa quattro chilometri, con le pendenze che possono arrivare fino al 14 per cento. Non penso che i velocisti terrano. Semmai, possono arrivare davanti 20-30 corridori, sempre che qualcuno non riesce a fare la differenza in solitaria. A me viene in mente il nome di Giulio Pellizzari, credo sia un terreno adatto a lui e potrebbe trovare lo slancio per il resto del Giro. Al Tour of the Alps ha dimostrato di essere in una ottima condizione". "Ma quale squadra riuscirà a controllare la tappa? Per andare in fuga ci sarà una grande bagarre. Noi non potremo tirare tutto il giorno da soli", si interroga Davide Bramati, ds della Soudal-Quick Step che partirà con Paul Magnier in maglia rosa. "Già le due salite che sono a metà giornata non sono durissime, ma neppure facili e potrebbero restare nelle gambe. Per quanto riguarda quella del Monastero, se si fa a tutta dovrebbe essere uno sforzo di sette, anche otto minuti. Quando finisce, mancheranno circa 10 chilometri al traguardo e si troverà del pavé nel finale". Ma quali sono i profili dei corridori che possono far bene? "Anche chi fa classifica dovrà star davanti, per non rischiare di perdere tempo. E attenzione a gente come Alberto Bettiol oppure Diego Ulissi: la XDS-Astana ha diverse carte da giocare".

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esperienza

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Damiano Caruso è l’ultimo italiano ad essere salito sul podio del Giro, secondo nel 2021 alle spalle di Bernal, e uno dei più esperti in assoluto del gruppo. "Pure le discese del finale si annunciano come abbastanza tecniche – spiega il 38enne siciliano della Bahrain-Victorious, all’ultima apparizione nella corsa rosa -. Un finale, dunque, molto nervoso. Può arrivare la fuga, e dietro ci potrebbero essere i primi movimenti degli uomini di classifica". Il faro resta Jonas Vingegaard, molti guardano a cosa farà la sua Visma-Lease a Bike: al momento non sembra che voglia uscire allo scoperto con decisione. Ma non si sa mai, anche a prendere nota delle parole del direttore sportivo Marc Reef: "Il percorso presenta un finale impegnativo con diversi tratti tecnici. Sono molti i corridori che possono sperare nella vittoria. Per noi, l’obiettivo principale rimane quello di superare al meglio i primi tre giorni in Bulgaria".

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