Prezzi benzina e petrolio: perché salgono subito e scendono lentamente
Il prezzo del petrolio sale e la benzina rincara subito, ma quando scende il ribasso è più lento. Dalla fiscalità a scorte e distribuzione: cosa c’è dietro l’effetto del missile e della piuma
Il prezzo del petrolio sale e la benzina rincara subito, ma quando scende il ribasso è più lento. Dalla fiscalità a scorte e distribuzione: cosa c’è dietro l’effetto del missile e della piuma
Giuseppe Biondo 9 maggio - 09:08 - MILANO Il gasolio, ormai da qualche settimana, è stabilmente oltre i 2 euro al litroGrande facilità ad andar su, fatica ad andar giù. Chi presta attenzione ai prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio (e in questo periodo è complicato disinteressarsene) deve aver notato quella che viene chiamata trasmissione asimmetrica dei prezzi: quando il petrolio sale il rincaro alla pompa è quasi istantaneo, quando scende il ribasso è più lento. Non è una sensazione ma un fenomeno reale, concreto, noto anche come effetto del missile e della piuma: il prezzo della benzina sale veloce come un missile ma scende lento come una piuma libera nell’aria. A cosa è dovuto?
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—Anzitutto è giusto ricordare che il prezzo alla pompa di benzina e gasolio è la somma di più componenti. C’è il costo della materia prima, certamente, quindi del greggio, ma è solamente una delle tante voci. Semplificando, il prezzo al distributore dei carburanti è composto per il 20% circa dal margine lordo, per il 30% circa dalla componente industriale, tra produzione e distribuzione, e per il 50% circa dalla componente fiscale, quindi Iva e accise. Il prezzo del barile, dunque, incide in misura ridotta sul prezzo alla pompa, mentre il prezzo alla pompa incide in modo non trascurabile sul costo della vita, soprattutto in Italia dove il trasporto dei beni - di prima necessità e non - viaggia prevalentemente su gomma.
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—Nel momento in cui il petrolio rincara, l’intera filiera tende ad adeguare rapidamente il prezzo di benzina e gasolio. Si dice che tiene conto del costo di rimpiazzo, ossia del fatto che il carburante venduto oggi dovrà essere rimpiazzato domani a prezzi maggiori. Il rincaro del barile si riflette poi amplificato sul prezzo al litro di benzina e gasolio: è a causa dell’Iva, che agisce come fattore moltiplicativo (è in percentuale e viene calcolata sul prezzo che comprende anche l’accisa), e del fatto che la distribuzione stessa dei carburanti dalle raffinerie alle stazioni di servizio avviene su gomma. Il gestore della stazione di servizio è solo l’ultimo anello di una lunga catena che incorpora subito l’aumento delle quotazioni internazionali.
QUANDO SCENDE
—Il calo del prezzo del petrolio arriva spesso alla pompa con maggiore lentezza. È la piuma, che lasciata libera di cadere nell’aria raggiunge lentamente il suolo. Le ragioni sono varie. In primis le scorte: il gestore della stazione di servizio non vuole vendere benzina e gasolio che ha già nei serbatoi a un prezzo inferiore a quello di acquisto. Poi ci sono da considerare il livello di concorrenza tra distributori, che non è uniforme sul territorio, e il fatto che la forte incidenza di accise e Iva sul prezzo di benzina e gasolio alla pompa, quindi la fiscalità, attenua il ribasso percepito. La lentezza può essere fisiologica, ma quando il disallineamento tra barile e prezzi alla pompa è marcato e persistente, diventa un fenomeno che le autorità di controllo tendono a monitorare.
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