I 50 anni del cinque cilindri Audi: grandi prestazioni dalla strada ai rally
La Gazzetta dello Sport

I 50 anni del cinque cilindri Audi: grandi prestazioni dalla strada ai rally

Domenica 10 maggio 2026
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Ripercorriamo i 50 anni del cinque cilindri di casa Audi. Al volante delle RS 2, RS 3 8P e RS 3 Competition Limited per scoprire l'evoluzione di un propulsore controcorrente, legato a doppio filo con i successi dei quattro anelli nel motorsport

Matteo Corsini 10 maggio - 08:31 - MILANO

Ripercorriamo i 50 anni del cinque cilindri di casa Audi. Al volante delle RS 2, RS 3 8P e RS 3 Competition Limited per scoprire l'evoluzione di un propulsore controcorrente, legato a doppio filo con i successi dei quattro anelli nel motorsport

L'Audi 100 è stata la vettura che ha riportato in vita il marchio dei quattro anelli dopo decenni di oblio. La punta di diamante dell'alleanza Auto Union tra Nsu, Dkw, Wanderer e Audi stessa aveva infatti terminato le attività nel 1939, come conseguenza della necessità di spostare lo sforzo produttivo verso la macchina bellica nell'imminenza della seconda guerra mondiale. Grazie alla "100", invece, il nome Audi è tornato definitivamente alla ribalta nel 1968. Sviluppata praticamente all'insaputa dei vertici di Volkswagen (a cui Audi appartiene dal 1964), una volta presentata la vettura è stata ritenuta troppo avanzata per non essere portata alla produzione in grande serie. Al punto che il suo schema tecnico, con motore anteriore a sbalzo, convinse il gruppo Volkswagen ad archiviare definitivamente la base tecnica del Maggiolino per i propri futuri modelli. Per la seconda generazione dell'Audi 100, tuttavia, Ferdinand Piëch (storico manager del gruppo e all'epoca a capo dello sviluppo tecnico di Audi) voleva ancora di più: riportare i quattro anelli totalmente nel segmento premium, a rivaleggiare così con Bmw e Mercedes. Per farlo, tuttavia, intuisce che i motori a quattro cilindri fino a quel momento montati sulla 100 non sarebbero stati abbastanza, dato che le sue concorrenti viaggiavano con dei sei cilindri. Nel vano motore della 100, però, un motore simile non ci sarebbe mai stato. Piëch ordinò quindi lo sviluppo di un cinque cilindri, direttamente derivato dal quattro cilindri EA827 già presente nel gruppo, per una migliore economia di scala. Nacque così l'Audi 100 C5, con cinque cilindri da 2.144 cc di cilindrata e una potenza massima di 136 Cv. La prima Audi della storia con questo tipo di propulsore, prodotta complessivamente in 152.480 esemplari.

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