L'idea di Spalletti: un instant team da scudetto. Le richieste alla Juve per il mercato
La Gazzetta dello Sport

L'idea di Spalletti: un instant team da scudetto. Le richieste alla Juve per il mercato

Lunedì 11 maggio 2026
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Il tecnico punta a sfruttare il legame con Elkann e i risultati da scudetto per mettere pressione a Comolli. Da Alisson a Bernardo Silva, tutto sul nuovo instant team che i bianconeri sognano

Il tecnico punta a sfruttare il legame con Elkann e i risultati da scudetto per mettere pressione a Comolli. Da Alisson a Bernardo Silva, tutto sul nuovo instant team che i bianconeri sognano

Fabio Russo Giornalista 11 maggio - 13:41 - MILANO

Messaggi. Indicazioni. Precisazioni. Frecciate. Scegliete il termine che preferite, dalla connotazione più o meno negativa, ma di certo Luciano Spalletti ha iniziato a parlare chiaro sulle necessità della sua Juve nel prossimo mercato. “Manca un trequartista, Bremer e Kelly faticano nell’impostazione”, aveva detto, in sintesi, dopo il pari con il Verona. Concetto, il primo, ribadito anche ieri sera dopo il successo contro il Lecce, che ha portato i bianconeri a due passi dalla qualificazione alla Champions League. Stavolta, però, con un ulteriore appunto polemico. “Quando sono venuto ad allenare qui chiedevo solo una cosa: il centravanti fisico. Poi non si è riusciti a trovarlo, ma io non faccio il mercato: quello lo fanno gli altri…”, ha punto il tecnico di Certaldo. Ma a cosa è dovuto questo suo cambio di strategia di comunicazione? 

i messaggi di spalletti

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Dalle sue parti, in Toscana, questo comportamento è sintetizzato dal verbo “bubare”, che richiama, con un termine onomatopeico, il rumore della pentola che bolle sul fuoco. In realtà, non è la prima volta in stagione che l’ex ct della Nazionale ha un atteggiamento tale: era già capitato nella parte finale del mese di gennaio, quando iniziò a reclamare a gran voce l’acquisto di un numero nove, mentre via via, da Mateta a En Nesyri, fino a Kolo Muani, la società non riusciva a ad accontentarlo. E non è difficile notare un parallelo tra quel momento stagionale della Juve e quello attuale: senza altri impegni infrasettimanali, i bianconeri hanno trovato continuità in campionato, tornando in piena corsa per la Champions, mostrando buone prestazioni sul piano del gioco e dando l’impressione di essere su un virtuoso percorso di crescita in vista della prossima stagione. Sedici punti in 7 partite tra metà dicembre e metà gennaio, 22 in 10 dall’inizio di marzo ad oggi: media da scudetto (tra 2,2 e 2,3 punti a partita), che Spalletti vuole iniziare a far “pesare”, rivendicando la bontà del suo lavoro. Che, non va dimenticato, era iniziato con un contratto di 8 mesi, dopo la delusione azzurra e con tanti dubbi sulla capacità di incidere fin da subito su un gruppo in crisi di identità da almeno due stagioni. 

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SPALLETTI E IL LEGAME CON JOHN ELKANN

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 Adesso, invece, spinto proprio da questi risultati, Spalletti è l’uomo forte della Juve: rinnovato il contratto a furor di popolo fino al 2028, è stato investito direttamente dal proprietario John Elkann del ruolo di tecnico che potrà riportare la squadra al successo tricolore dopo un digiuno di almeno 7 anni. “Abbiamo un allenatore che ha tanta esperienza. Avere la possibilità, dopo questi anni estremamente difficili, di poter partire da una base forte - ha ribadito ieri il patron juventino agli Juventus Official Fans Club Days - è la prospettiva per fare una squadra che ha tutte le caratteristiche che sono sempre state quelle che hanno fatto che sì che la Juve vincesse”. Spalletti ha un rapporto diretto con l’erede dell’Avvocato e, fin dal suo arrivo alla Continassa, non ha mai nascosto la sua volontà di riportare la Juve a lottare per lo scudetto. È così che si spiega la richiesta alla società della costruzione di un instant team, con la conferma di alcuni uomini chiave (Yildiz, McKennie, Locatelli e Vlahovic su tutti) e l’inserimento di almeno 3 giocatori (Alisson, Bernardo Silva e Kolo Muani) di provata esperienza internazionale e personalità. Chi è al vertice del club, in particolare l’ad Damien Comolli, cui spetta l’ultima parola su tutti gli acquisti, deve, però, fare i conti con i parametri del Financial Fair Play della Uefa e, per esperienza personale, ha sempre lavorato con altri profili di calciatori. E allora i messaggi di Spalletti appaiono quasi come una strategia per rivendicare il proprio lavoro e mettere un po’ di pressione sulle sue future richieste di mercato. Come dire: “Io vi ho portato fin qui e voglio fare un altro passo avanti… Voi ci state?”. Indicazioni. O frecciate. Spalletti-pensiero.

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