Milan, Cardinale insoddisfatto: mercato sotto accusa, tutti in discussione
La Gazzetta dello Sport

Milan, Cardinale insoddisfatto: mercato sotto accusa, tutti in discussione

Lunedì 11 maggio 2026
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Il proprietario rossonero deluso dagli ultimi due mesi e dal clima attorno alla squadra dopo la protesta di San Siro. Senza quarto posto può scattare la rivoluzione: in discussione dirigenti, allenatore e strategie future

Il proprietario rossonero deluso dagli ultimi due mesi e dal clima attorno alla squadra dopo la protesta di San Siro. Senza quarto posto può scattare la rivoluzione: in discussione dirigenti, allenatore e strategie future

Andrea Ramazzotti Giornalista 11 maggio - 15:38 - MILANO Gerry Cardinale

Il momento è delicato, il rischio di vedersi sfuggire la qualificazione alla Champions è alto e Gerry Cardinale è deluso per la piega che ha preso la stagione del Milan. Aveva immaginato un 2025-26 diverso e, anche se i punti in classifica sono di più dello scorso anno, non può essere soddisfatto. Soprattutto dei risultati degli ultimi due mesi e della situazione dell'ambiente intorno al club, tornato ad essere infuocato con la protesta di ieri a San Siro. Il numero uno di RedBird vuole vincere, lo ha ripetuto anche in recenti interviste, e non ha cambiato idea in mezzo alle difficoltà attuali. Ha fatto investimenti e continuerà a farlo anche in futuro. Il progetto varato a maggio, che aveva riportato la squadra addirittura in testa alla classifica e comunque saldamente in zona Champions, sembra però sul punto di sfaldarsi, con tutto quello che ne consegue sia a livello di scelte tecniche (il rischio di dover ripartire da zero, con nuovi dirigenti e un nuovo allenatore) sia a livello economico (altra stagione senza i proventi della Champions e altro bilancio chiuso in passivo a meno di un paio di cessioni dei big). Il prossimo anno il Milan tornerà a giocare in Europa, ma la differenza tra presentarsi ai nastri di partenza della Champions o dell'Europa League (o peggio ancora della Conference League) è enorme.

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A due giornate dalla fine del campionato non è questo il momento dei processi. La parola d'ordine che arriva da oltre Oceano è stare uniti e lottare tutti insieme per l'obiettivo fissato la scorsa estate: entrare tra le prime quattro. Questa era ed è la priorità assoluta di Cardinale. Dopo cinque sconfitte nelle ultime otto giornate, la qualificazione alla Champions sembra un traguardo lontanissimo ma in realtà con due vittorie contro Genoa e Cagliari, il Diavolo sarebbe almeno quarto. È questo il punto di partenza che non va dimenticato secondo il club. Dopo il 24 maggio, quando la Serie A sarà finita, scatterà il tempo delle riflessioni e saranno valutati sia i lati positivi sia quelli negativi della stagione. A iniziare da questi ultimi e da un mercato che non ha funzionato, se non in minima parte (bene Modric e Rabiot più qualche lampo isolato dagli altri volti nuovi). L'ad Furlani, il ds Tare, il dt Moncada e l'advisor Ibrahimovic hanno tutti delle responsabilità. Chi più, chi meno. Nessuno però è esente da colpe. La ripartenza dipenderà da chi di loro rimarrà e dal nodo allenatore (resterà Allegri?). Il primo quesito che dovrà trovare una risposta però è quello relativo alla dirigenza, mai così in bilico. In blocco. La sensazione è che, soprattutto (ma non solo) in caso di mancato accesso tra le prime quattro, la rivoluzione ai piani alti di via Aldo Rossi possa essere totale.

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