Bertolucci: "Non solo Sinner, a Roma sorprende tutta l'Italia"
La Gazzetta dello Sport

Bertolucci: "Non solo Sinner, a Roma sorprende tutta l'Italia"

Martedì 12 maggio 2026
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L'ex azzurro: "La sfida tutta italiana negli ottavi e gli altri exploit, non siamo mai stati così in salute"

L'ex azzurro: "La sfida tutta italiana negli ottavi e gli altri exploit, non siamo mai stati così in salute"

Paolo Bertolucci Opinionista 12 maggio - 08:52 - MILANO

C’è di bello che Jannik non ci fa perdere tempo. Anche il match di ieri, così come quello del primo turno, ci ha fatto vedere bene qual è la differenza tra il suo livello e quello degli avversari che non sono propriamente di prima fascia. E dire che Popyrin in realtà è un buon giocatore, ha anche vinto un 1000, due anni fa a Montreal. Ma si è presto capito che sulla terra gli mancano le caratteristiche per fronteggiare Sinner. Non ha né i colpi né le armi, non dico per batterlo, che sarebbe impensabile, ma nemmeno per metterlo in difficoltà. La sua unica possibilità era servire bene e riuscire a chiudere col dritto dopo quattro-cinque scambi. Cosa che, nel momento in cui il servizio non è stato all’altezza, non è più stata possibile. Anche perché dall’altra parte della rete aveva, e lo sapeva bene, il miglior ribattiture del circuito. Quindi ha capito subito anche lui di non avere nessuna chance contro un giocatore che in questo momento rispetto a lui è non di un altro livello, ma su un altro pianeta. 

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il derby

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E quindi adesso a Jannik tocca un derby davvero inatteso, contro quella che è la vera, grande, sorpresa del torneo, ovvero Andrea Pellegrino. Il tutto in una situazione generale degli italiani che è straordinaria, per quanto, Pellegrino a parte, non così stupefacente. In un tabellone com’ è quello attuale, se si resta lontani dai due estremi, dunque da Sinner e da Zverev, ci sono possibilità per tanti. Tra i quali i nostri che, nel momento in cui sono tra i top 20 al mondo, devono essere per forza accreditati della possibilità di arrivare dove si trovano ora. Tanto più se i potenziali rivali più pericolosi si autoeliminano, come hanno fatto Mensik, Fils, Tiafoe. Peccato per Cobolli, quindi, ma i percorsi degli azzurri presi singolarmente non possono essere considerati sorprendenti, lo è viceversa la situazione generale: quattro nostri ragazzi negli ottavi è un qualcosa che va oltre la storia del tennis italiano.

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