Xiaomi SU7 Max: comfort, tecnologia e prestazioni. La prova della berlina da 690 Cv
La Gazzetta dello Sport

Xiaomi SU7 Max: comfort, tecnologia e prestazioni. La prova della berlina da 690 Cv

Martedì 12 maggio 2026
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La berlina elettrica da 690 Cv di potenza sorprende per maturità, pur essendo la prima auto mai prodotta dalla tech company. Colpisce per qualità degli interni, interazione tecnologica, relax e prestazioni

La berlina elettrica da 690 Cv di potenza sorprende per maturità, pur essendo la prima auto mai prodotta dalla tech company. Colpisce per qualità degli interni, interazione tecnologica, relax e prestazioni

Matteo Solinghi 12 maggio - 09:02 - PECHINO (CINA) Xiaomi SU7

Sono principalmente tre i motivi per i quali ciò che Xiaomi sta facendo in questi anni è di rilevanza storica: se fino al 2021 pensava solo - si fa per dire - a produrre smartphone e dispositivi tecnologici per la casa, in appena tre anni è passata da annunciare il "progetto auto" a consegnare, effettivamente, le prime berline SU7; il tutto (e siamo già al secondo punto) con produzione propria, costruendosi - e portando avanti di pari passo alla progettazione dell’auto - una sua Gigafactory a Pechino, senza appoggiarsi a produttori terzi per assemblaggi e forniture (fondono persino acciaio e alluminio anziché iniziare a lavorare da un telaio già modellato); infine, punto numero 3, sorprende l’interazione, essendo la prima tech company ad aver creato un ecosistema Human-Car-Home dove lo smartphone, l’auto e tutti i devices tech della propria abitazione parlano la stessa lingua, lavorando sul sistema operativo HyperOS basato su Android.

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Indice

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1 Come è fatta, il design

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Esteticamente parlando la Xiaomi SU7 ricorda le linee della Porsche Taycan. Un po' più alta, un filo più stretta e lunga quasi uguale, ha un look più da berlina classica, ma le proporzioni sono simili. Il frontale si distingue per via dei fari “a goccia”, delle generose prese d’aria e per via dei sensori radar posizionati al centro, pochi centimetri sotto il portatarga. Il cofano spiovente è un’altra caratteristica di una vettura che punta tanto sull’aerodinamicità, che si traduce in efficienza, specie nel caso di una vettura elettrica. A questo proposito: le maniglie delle portiere non sono di tipo tradizionale, ma anch’esse ottimizzate per la massima efficienza, mentre gli specchietti retrovisori non sono digitali ma fisici, con gli ingombri che ne conseguono. L’eleganza, la pulizia e la sinuosità delle linee si trasferiscono in modo armonico al posteriore, dove spicca la firma luminosa senza soluzione di continuità con la scritta Xiaomi al centro del portellone e la scritta SU7 Max in basso a destra. Piuttosto elaborato il paraurti posteriore e c’è anche uno spoiler integrato nella carrozzeria che si innalza alla bisogna tramite un comando al centro della plancia.

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Gli interni della Xiaomi SU7 Max

2 Come è fatta, gli interni

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È soprattutto internamente che la Xiaomi SU7 Max colpisce e stupisce: integrazione tecnologica a parte, è lodevole l’impegno di impiegare materiali pregiati, morbidi, belli sia al tatto che alla vista per l’abitacolo della vettura. Il volante può essere interamente in pelle o per metà in Alcantara (alle estremità delle razze posizionate alle 9 e 15, dove si tengono le mani) e per metà in fibra di carbonio. La seduta è sempre confortevole e mai eccessivamente avvolgente, con poggiatesta integrati nei sedili stessi e supporto attivo per i fianchetti in curva. Piacevoli anche le maniglie per i passeggeri, il generoso tetto panoramico, la precisione delle cuciture a contrasto e i materiali dei pannelli portiere, nonché del cielo. Pochi ma chiari i tasti multi-funzione al volante; davanti ci sono anche due prese a induzione per la ricarica degli smartphone, due portaborracce e un pozzetto nel tunnel centrale, mentre dietro ecco un mini frigorifero sotto il pozzetto del tunnel centrale e tanto spazio a disposizione degli occupanti della seconda fila, grazie al generoso passo di 3 metri netti. Insomma, è un ambiente premium fatto e finito: tutto soft-touch e niente scricchiola.

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3 Come è fatta, la tecnica

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Detto che di Xiaomi SU7, prima della Ultra da 1.548 Cv complessivi, ve ne sono tre (Standard, Pro e Max), è bene sottolineare come la nostra prova sia incentrata sulla Max, a trazione integrale. Sono infatti due i motori elettrici - asincrono all’anteriore, sincrono a magneti permanenti al posteriore - in grado di fornire motricità alle ruote per 690 Cv di potenza massima e 866 Nm di coppia. Dati importanti, che permettono alla vettura di scattare da 0 a 100 km/h in poco più di 3 secondi e di toccare i 265 km/h. Nonostante ciò, Xiaomi dichiara fino a 835 km di autonomia con una carica completa. Attenzione però: nel ciclo Cltc, s’intende. Ipotizzando di togliere un 25% per ragionare in ottica Wltp - il nostro ciclo di omologazione è più severo - significa avere circa 625 km di autonomia grazie al pacco batterie da 101,7 kWh. L’architettura a 800 Volt permette ricariche rapide: in 15 minuti si recuperano fino a 670 km di autonomia (sempre parlando di ciclo Cltc).

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L'enorme schermo centrale da 16" al centro della plancia

4 Come è fatta, la tecnologia

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Il cruscotto digitale da 7” contiene le informazioni essenziali alla guida, supportato dall’head-up display. Ma il protagonista lato tecnologia è senza ombra di dubbio l’enorme display centrale da 16”, grande quanto un computer portatile di dimensioni medio-grandi. Questo gira sul sistema operativo di Xiaomi, HyperOS, basato su Android, e non solo comunica con tutti i dispositivi tecnologici Xiaomi della propria abitazione, ma può persino proiettare il proprio smartphone sul display centrale. Cosa potrà essere omologato e legale anche in Europa è ancora tutto da vedere, certo è che il concetto Human-Car-Home qui è espresso al massimo del suo potenziale. Innumerevoli le funzioni, tantissime comandabili semplicemente con la propria voce: tra queste si può chiedere all’auto che modello sia la vettura che ci precede e quali siano le caratteristiche tecniche, che albero sia quello dinnanzi al nostro parabrezza, oppure si può chiedere di interagire con la domotica di casa, accendendo la cappa, aprendo le tende della sala, avviando il robot per la pulizia dei pavimenti e così via. Non manca un ricchissimo pacchetto di assistenti alla guida (semi-attiva), con un apprendimento bidirezionale macchina-uomo dove solo dopo i primi 100 km viene sbloccato il Cruise control adattivo e solo dopo i 300 km tutte le funzioni di assistenza alla guida. L’auto è infatti in grado di guidare in modo quasi autonomo, grazie anche a sensori radar, lidar e telecamere HD.

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5 Come va

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Xiaomi SU7 Max è una confortevole e prestante berlina di 5 metri. Gioca su questo dualismo: da un lato spaziosità, relax, ottima insonorizzazione acustica anche a velocità autostradali, materiali curati e un’attenzione al dettaglio non secondaria; dall’altro la spiccata propensione alle performance, con uno scatto da sportiva vera, rollio e beccheggio pressoché azzerati nonostante una massa non indifferente (oltre le 2 tonnellate), pinze Brembo a quattro pistoncini che lavorano su dischi ventilati e diverse modalità di guida, dalla Beginner (per chi guida la vettura per la prima volta, per chi non ha mai guidato auto elettriche, per chi non è abituato ad avere 690 Cv sotto il sedere) alle più esaltanti configurazioni sportive Sport e Sport+, passando per la Eco, la Comfort e una personalizzabile. Xiaomi SU7 Max sorprende anche per altri due aspetti: il primo è relativo ai consumi. È vero, le velocità medie in Cina sono più basse rispetto a quelle italiane per via di un traffico non indifferente, ma su più sessioni di guida il dato segnava sempre tra i 16 ed i 17 kWh/100 km, molto valido. L’altro, di natura completamente diversa e in apposita modalità Drift, è la facilità con la quale si riesce a mettere di traverso (e mantenere) la vettura, grazie a un passo di 3 metri e grazie a spiccate doti comunicative mediante sterzo e pedali.

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6 Pregi e difetti

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Di seguito i pregi ed i difetti riscontrati sulla Xiaomi SU7 Max durante il nostro test drive in Cina. 

Piace 

  • Consumi: il dato rilevato su più sessioni di guida è tra i 16 ed i 17 kWh/100 km 
  • Qualità interni: materiali pregiati e massima cura, tutto è fatto a regola d’arte e non si avverte alcun scricchiolio 
  • Tecnologia: a un livello che in Europa, probabilmente, non si è ancora vista 
  • Prestazioni: di livello, con 690 Cv - pur non essendo l’Ultra - rimane una delle berline elettriche più performanti del panorama 
  • Comfort: tanto spazio a bordo, si viaggia comodamente anche dietro e con fruscii aerodinamici pressoché nulli a velocità autostradali 

Non piace 

  • Visuale posteriore: limitata dal piccolo lunotto posteriore 
  • Palette al volante per la frenata rigenerativa: assenti, si comanda tutto dal display centrale.

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7 Scheda tecnica

Xiaomi SU7 Max

Motoredue motori elettrici, uno per asse Batteriacapacità 101,7 kWh Potenza complessiva690 Cv Coppia complessiva866 Nm Trazioneintegrale Dimensionilunghezza 4997 mm, larghezza 1963 mm, altezza 1445 mm, passo 3000 mm Prestazionivelocità massima 265 km/h; accelerazione 0-100 km/h in 3,08 secondi Autonomia835 km (ciclo Cltc) Tempi di ricarica15 minuti per 670 km di autonomia (ciclo Cltc) Prezzoda 38.000 euro circa (in Cina, al cambio attuale). VIDEO: Con la Xiaomi SU7 Ultra sulle strade italiane Leggi anche Volkswagen California Ocean eHybrid 4Motion con Daniel Oss: il tempo ritrovatoCupra Raval, poco ingombro e tanto divertimento

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