Macchina, piloti inquieti, rivali in crescita: Ferrari sotto pressione verso il Canada
La Gazzetta dello Sport

Macchina, piloti inquieti, rivali in crescita: Ferrari sotto pressione verso il Canada

Mercoledì 13 maggio 2026
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La quinta gara del Mondiale vede il Cavallino già costretto a fare risultato per non perdere ulteriore terreno dalla Mercedes, che fin qui ha vinto tutti i GP e a Montreal porterà il suo primo pacchetto di sviluppi, quelli che a Miami sulla SF-26 non hanno dato i frutti sperati

La quinta gara del Mondiale vede il Cavallino già costretto a fare risultato per non perdere ulteriore terreno dalla Mercedes, che fin qui ha vinto tutti i GP e a Montreal porterà il suo primo pacchetto di sviluppi, quelli che a Miami sulla SF-26 non hanno dato i frutti sperati

Giusto Ferronato Giornalista 13 maggio - 14:59 - MILANO Da sinistra Charles Leclerc, 28 anni, e Lewis Hamilton (41)

Il Canada, storicamente, evoca dolci ricordi alla Ferrari. Evoca, per esempio, Gilles Villeneuve, probabilmente il pilota più amato da Enzo Ferrari. Evoca le 12 vittorie complessive in Formula 1, che fanno del Cavallino il secondo team più vincente nel Paese nordamericano dietro la McLaren. Quest’anno, però, Montreal evoca anche una pressione crescente: la necessità di una svolta sul piano dei risultati. Siamo soltanto alla quinta gara del campionato, ma dopo il GP di Miami la Rossa non può sentirsi tranquilla: la stagione ha preso una piega tutt’altro che incoraggiante. A Montreal, del resto, l’ultimo successo Ferrari risale al 2018, firmato da Sebastian Vettel. Mai come quest’anno sarebbe importante interrompere il digiuno, anche perché sono ormai 32 i GP senza vittorie dall’ultimo trionfo di Carlos Sainz in Messico, nel 2024. 

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più ombre che luci

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La premessa è che il weekend della Florida ha lasciato più ombre che luci, nonostante il Cavallino avesse portato sulla SF-26 un pacchetto di 11 aggiornamenti, il più corposo introdotto da qualsiasi team a Miami. Il team principal Fred Vasseur ha difeso senza esitazioni l’efficacia del lavoro: le novità hanno funzionato e il passo era quello atteso. Eppure, qualifiche e gara hanno premiato Mercedes e McLaren. E dire che Charles Leclerc era partito benissimo, conquistando la testa della corsa nei primissimi giri. Poi qualcosa si è incrinato nel ritmo: il degrado delle gomme medie ha eroso il suo vantaggio molto prima del previsto, trascinandolo fuori dalla lotta per la vittoria. 

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tensione via radio

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Non sono mancati i momenti di tensione, filtrati via radio, con il monegasco che ha chiesto di essere coinvolto nelle decisioni strategiche sui pit stop: segnale di una gestione condivisa che, evidentemente, non ha funzionato come avrebbe dovuto. Charles ci ha poi aggiunto del suo, con un testacoda all’ultimo giro mentre era in duello con Piastri nel tentativo di artigliare il podio. Alla fine è arrivato il mea culpa davanti ai microfoni: "Inaccettabile", ha detto Leclerc riferendosi alla propria prestazione, con quella franchezza che non gli risparmia mai le autocritiche più dure. Ma l’autocritica di un pilota non basta a esaurire l’analisi: un weekend così non nasce da un singolo errore. 

le accuse di hamilton

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Dall’altra parte del box la situazione non è migliore. A Miami Lewis Hamilton ha perso mezzo secondo di carico aerodinamico già al primo giro, dopo un contatto con Franco Colapinto. Ma il problema più profondo, quello che Hamilton ha sollevato apertamente, riguarda la metodologia di lavoro: secondo il sette volte campione del mondo, il simulatore Ferrari starebbe fornendo indicazioni fuorvianti, indirizzando il set-up della vettura verso una direzione che non corrisponde alle sensazioni reali in pista. Parole che inevitabilmente hanno fatto rumore, perché mettere in discussione lo strumento centrale dello sviluppo del team significa aprire un dibattito che va ben oltre le regolazioni d’assetto. In vista di Montreal, Hamilton ha annunciato una scelta radicale: niente sessioni al simulatore prima del weekend, nella speranza di ritrovare un feeling più diretto con la monoposto. 

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gli sviluppi dei rivali

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A una vettura poco efficace e a piloti inquieti, si aggiunge poi il fattore avversari. Perché i rivali del Cavallino non stanno certo a guardare. A Montreal, infatti, la McLaren — che a Miami aveva vinto la Sprint con Norris e conquistato il podio in gara con Lando e Piastri — porterà la seconda parte del pacchetto evolutivo che in Florida aveva già garantito un deciso passo avanti. Per non parlare della Mercedes, pronta a introdurre il primo blocco massiccio di novità tecniche su una pista dove, lo scorso anno, aveva vinto con George Russell. Il team guidato da Toto Wolff è attualmente in testa sia al campionato piloti con Kimi Antonelli sia a quello costruttori, e viaggia sull’onda dell’entusiasmo: il vantaggio sulla Ferrari è già salito a 70 punti. Sarà soltanto la quinta gara della stagione e dunque non si può ancora parlare di ultima chiamata mondiale per la rossa. Ma la sensazione è che, considerate tutte le premesse e qualche tensione interna che inizia ad affiorare, la somiglianza non sia così lontana.

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