Scudetti, medaglie e un uomo che lascia il segno: Recalcati, una vita da film. Ora sullo schermo
Presentato "Per tutti Charly", il docufilm sulla storia dell'ex giocatore e ct azzurro, attraverso filmati d'epoca e testimonianze dei giocatori, gli allenatori e i dirigenti con cui ha condiviso una carriera unica. Il tour itinerante delle proiezioni partito dalla "sua" Cantù
Presentato "Per tutti Charly", il docufilm sulla storia dell'ex giocatore e ct azzurro, attraverso filmati d'epoca e testimonianze dei giocatori, gli allenatori e i dirigenti con cui ha condiviso una carriera unica. Il tour itinerante delle proiezioni partito dalla "sua" Cantù
Giuseppe Nigro Giornalista 13 maggio - 14:20 - MILANOIl profilo inconfondibile entrando in campo in un palasport buio, e nel sottofondo le telecronache del suo primo scudetto, quello della stella a Varese, del primo della Fortitudo, del primo della Mens Sana, delle medaglie con una Nazionale che da allora non ne ha più vinte, e che con lui ha battuto anche gli Stati Uniti (quelli veri: con Duncan e Iverson, Wade e un giovane LeBron James). È “l’uomo dei miracoli”, copyright Gianluca Basile. “Per tutti Charly”, secondo l’azzeccato titolo del docufilm sulla vita e la carriera di Carlo Recalcati, nato per celebrarne gli 80 anni compiuti nel settembre scorso e presentato nella serata di martedì nella première prima al Cineteatro Fumagalli della “sua” Cantù.
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—Realizzato da Alessandro Nava con la sua agenzia We for You Events & Communications, regia di Fabio Villoresi, col patrocinio di Fip e Lba e il contributo di Generali Private, in attesa di scoprirne lo sbarco sulle piattaforme sarà al centro di un’agenda di proiezioni che toccherà già da questa estate Bologna, Siena, Varese, Reggio Calabria e non solo, ricalcando il tour già fatto per le riprese per riportare Charly a rivivere sul posto tutte le tappe del proprio percorso, trasformandosi nei mesi scorsi nel festeggiamento itinerante di un uomo di basket, e di un uomo, che ha lasciato il segno ovunque sia passato, anche oltre quello (già tanto) che raccontano gli annali.
le testimonianze
—Già, perché l’emozionante intreccio di filmati di archivio e testimonianze va oltre i nomi anche da Hall of Fame del nostro basket che raccontano Recalcati: dal compagno Pierluigi Marzorati (“la coppia di guardie più forte del campionato”) all’avversario Bob Morse al suo giocatore Sasha Volkov, uno dei “suoi” ragazzi come Meneghin, Galanda, Basile, Chiacig e Soragna. Ma anche Ettore Messina, il primo ad apparire sullo schermo, e chi è stato lanciato dopo avergli fatto da assistente arrivano a vincere scudetti e trofei, come Simone Pianigiani e Walter De Raffaele. Alcuni dirigenti storici delle sue squadre, da Roberto Allievi a Toto Bulgheroni, da Ferdinando Minucci e Federico Casarin. E ancorale istituzioni Gianni Petrucci e Maurizio Gherardini, Dan Peterson e Federico Buffa.
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l'umanità
—Il racconto va oltre perché, niente spoiler, parallelamente alla dimensione sportiva corre quella personale con un’ambientazione che parte con l’immagine della Madonnina per toccare via Pepe a Milano, dove è nato, e il Centro giovanile Pavoniano di via Giusti, dove ha cominciato, prima di sbarcare 17enne a Cantù, che è diventata la sua casa e di cui è diventato un simbolo. E ancora i ritrovi con i compagni di 50 anni fa e la storia della telefonata con cui è iniziata la carriera da allenatore, e finita quella da assicuratore. E la volta che era in tribuna a vedere una partita di Cantù e la moglie del proprietario Gerasimenko andò a parlargli per dargli la panchina subito: nel secondo tempo. E naturalmente la signora Giovanna, la consorte, con le immagini del filmino del matrimonio. E le figlie Sara e Gaia, da cui sarà stato unico sentirsi dire: “Tante vittorie non lo hanno mai cambiato”. Per tutti Charly.
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