Antonelli e le partenze difficili, così la Mercedes lo aiuterà in Canada
Kimi per ora perfetto, tranne che al via. E la scuderia interviene con nuove soluzioni, tra simulazioni intensive e un comando frizione aggiornato atteso in Canada
Kimi per ora perfetto, tranne che al via. E la scuderia interviene con nuove soluzioni, tra simulazioni intensive e un comando frizione aggiornato atteso in Canada
Paolo Filisetti 13 maggio - 15:05 - MILANODopo tre vittorie nelle prime quattro gare e il primo posto in classifica, Kimi Antonelli è un serio candidato alla conquista del titolo mondiale. La gara di Miami è stata una definitiva consacrazione tra i piloti top in questa stagione, considerando anche il fatto oggettivo che in Florida la sua W17 non era la vettura in assoluto più competitiva, davanti aveva la McLaren MCL40 aggiornata di Norris e Piastri. Ciò nonostante, anche in Florida la partenza è rimasta la fase più critica per Kimi, protagonista di un abbrivio lento che di fatto non ha messo a frutto la pole position conquistata il sabato.
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—I problemi al via, per contro, non sembrano riguardare Russell, decisamente meno in difficoltà rispetto al compagno di squadra, nonostante i limiti mostrati dalla W17 se paragonati, ad esempio, alle partenze della Ferrari SF-26. Ma come è possibile che i due piloti riscontrino più o meno problemi al via, disponendo della stessa monoposto? In realtà è corretto sottolineare che la procedura di partenza a livello di settaggi software sia estremamente personalizzabile. Intendiamo dire che i manettini sul volante per calibrare lo stacco della frizione si basano su un range di settaggi prefissati, deliberati sulla base di combinazioni di condizioni legate al grip dell’asfalto, al livello di coppia prestabilito, mediante un altro manettino e al punto di bite (ovvero distacco preciso della frizione), in cui la coppia viene trasferita alle ruote motrici.
il settaggio
—In pratica l’insieme di queste regolazioni, di fatto determinano un profilo di erogazione della potenza, che segue un incremento progressivo, più o meno ripido, appunto in base alle condizioni al contorno; quindi, come detto in base soprattutto al grip tra gomme e asfalto. La procedura di partenza a livello di software, quest’anno, ha dovuto tenere in considerazione anche la necessità di partire con un regime di rotazione del motore più alto che in passato, per ovviare al ritardo del turbo, non più compensato dall’azione della MGU-H.
le novità
—I piloti, dunque hanno dovuto, in parte, resettare le proprie modalità di partenza, su nuovi parametri, che hanno reso il punto di stacco preciso della frizione più complesso da trovare, in relazione al regime di rotazione ottimale del propulsore. In pratica, in questo caso si può dire che se la componente software può elaborare i valori di erogazione della potenza in base al punto di stacco della frizione, far combaciare perfettamente i due elementi è tuttora compito del pilota. In sostanza, la sensibilità nell’azionamento della leva della frizione diventa determinante. E proprio qui può risiedere maggiormente la differenza rispetto alla procedura assimilata lo scorso anno da Kimi. L’ampiezza di movimento della leva della frizione rispetto al suo stacco è direttamente proporzionale alla sensibilità che essa può fornire. Se, ad esempio, lo scorso anno la corsa della leva poteva essere più limitata fornendo quindi una minore sensibilità puntuale del punto di stacco, ma senza incorrere in grossi problemi se non fosse stato centrato il regime di rotazione ottimale del propulsore, quest’anno l’escursione e soprattutto l’ergonomia della leva diventano fondamentali.
lo studio
—La Mercedes, dopo le prime tre gara ha studiato a fondo il problema, non solo facendo svolgere a Kimi centinaia di prove di partenza, in diverse condizioni di grip, al simulatore, ma mettendo in produzione un diverso comando della frizione al volante. In Canada, il nuovo hardware dovrebbe debuttare, per eliminare le residue incertezze che a Miami, nonostante il fitto allenamento in prove di partenza svolte al simulatore, ha nuovamente riscontrato Kimi. A fine gara, il team di Brackley ha dichiarato che il problema di Antonelli al via fosse da ascrivere a un settaggio non corretto, a livello elettronico, dello stacco frizione e coppia trasmessa alle ruote motrici. A Montreal, tra meno di due settimane, la verifica se l’unico punto debole sinora evidenziato da Kimi in questa prima fase di stagione, potrà essere definitivamente archiviato.
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