Arnaldi e Cobolli, altro che sfida tra amici: i retroscena del derby che vale la finale al Roland Garros
Avversari fin da ragazzini, Matteo e Flavio si ritrovano in semifinale dello Slam di Parigi
Avversari fin da ragazzini, Matteo e Flavio si ritrovano in semifinale dello Slam di Parigi
dal nostro inviato Riccardo Crivelli 5 giugno - 08:29 - PARIGIIl venerdì sera è uno stato d’animo bellissimo. Tramonto su Parigi, luci sull’Italia. Le 19 del 5 giugno 2026, l’ora e il giorno di un appuntamento storico: per la prima volta, due giocatori azzurri si affronteranno in una semifinale Slam. Un party di gala al quale Cobolli e Arnaldi non si presentano certo da imbucati, ma con l’abito elegante degli invitati di lusso: talento, tenacia, coraggio, mentalità sono state le chiavi con cui stanno aprendo le porte dorate di un torneo che li ha già iscritti nel mito del nostro sport. E non valga l’obiezione che il tabellone è rimasto ben presto senza la nobiltà più blasonata: nei campioni, la capacità di sfruttare le occasioni è una dote essenziale. E dunque, ovazioni e musica per Flavio e Matteo, cui magari potrà regalare uno stimolo in più — verso la finale con Zverev o Mensik — la statistica che racconta come negli ultimi 6 derby giocati in semifinale al Roland Garros, il vincitore abbia poi alzato la Coppa dei Moschettieri (il più recente Nadal su Djokovic nel 2012 dopo aver sconfitto Ferrer).
VIDEO: Arnaldi sulla sfida contro Cobolli: "Io ho giocato di più, però..."il sogno
—Ieri, la giornata dei dioscuri tricolori si è snodata con modalità analoghe: sveglia tranquilla, pranzo leggero, allenamento nel primo pomeriggio (alle 15 per Arnaldi, alle 15.30 per Cobolli) con gli sparring per provare i dettagli della sfida (in particolare le diagonali), un po’ di palestra, fisioterapia e poi cena, con il team per il sanremese e con gli amici venuti da Roma per Cobbo. La quotidianità della routine per smorzare il fuoco dell’attesa, la ricerca della serenità che rilassi lo spirito prima della battaglia, come ha confessato Cobolli: "Giocherò la mia prima semifinale in uno Slam. È un sogno che si realizza, ma penso di non essermi mai messo pressione da solo. Mi piace vivere il momento come quando ero bambino, con grande passione e con un grande sorriso. Ed è quello che farò anche in questa partita. Intanto, dobbiamo essere felici per il tennis italiano e goderci il momento". Avversari fin da ragazzini (li divide un anno d’età), lui e Matteo potranno ricordare adesso quei primi duelli in uno dei templi del loro sport: "Ancora non ho realizzato bene che io e Flavio siamo in semifinale, però sono contento. Come ho detto da inizio torneo, non avevo troppe aspettative. Volevo solo stare bene in campo, sentirmi di nuovo bene e proprio giocare a tennis, che mi mancava. Fisicamente sto bene. Con Flavio abbiamo giocato qui anche l’anno scorso, non vedo l’ora di scendere in campo".
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le chiavi tattiche
—I due precedenti Atp, entrambi sulla terra (Umago 2023 Arnaldi, Roland Garros 2025 Cobolli) raccontano di un sostanziale equilibrio, ma stavolta occorrerà tenere conto di un fattore potenzialmente determinate: il tempo trascorso in campo. Che per Matteo ha superato addirittura le 19 ore (19 ore e 42’, per l’esattezza, record storico per un semifinalista), mentre Flavio ha superato di un minuto le 13: e sei ore di differenza, dopo due settimane di partite, sono un’enormità, anche perché pure a parità di condizione atletica Cobolli avrebbe l’intensità fisica per contrastare la straordinaria capacità del rivale di muoversi lungo la riga di fondo e per sostenere gli scambi prolungati in cui Arnaldi si esalta. Contro Auger-Aliassime, il numero 14 del mondo (e top ten da lunedì se Mensik non vincerà il torneo) è stato dirompente con la battuta in kick, in particolare da sinistra, e il suo dritto carico e potente è un colpo che lo avvicina ai grandi specialisti della terra: in definitiva, con la combinazione servizio-dritto Cobbo può ottenere punti facili che lo metterebbero in una situazione di vantaggio, soprattutto se Matteo non dovesse mantenere la consistenza da fondocampo mostrata per tutto il torneo. Dal canto suo, però, il n. 104 del mondo (ma ha già guadagnato 71 posizioni, avvicinandosi al suo best ranking di n.30 del 2024) può fare affidamento su una risposta solidissima e sulla diagonale rovescio contro rovescio, sulla quale è decisamente più incisivo e che certamente proverà ad esplorare spesso. Anche se poi, in una sfida tra amici nella partita più importante della carriera, saranno le emozioni a scavare nella carne e nel sangue degli eroi in campo. Sarà la testa il giudice supremo. Per la gloria dell’Italia.
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