Atalanta, Sarri va oltre il 4-3-3: il tecnico studia altri due moduli
La Gazzetta dello Sport

Atalanta, Sarri va oltre il 4-3-3: il tecnico studia altri due moduli

Venerdì 5 giugno 2026
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Il prossimo allenatore dei bergamaschi valuterà le alternative: il 4-2-3-1 e il 4-3-1-2 ok per la rosa

Il prossimo allenatore dei bergamaschi valuterà le alternative: il 4-2-3-1 e il 4-3-1-2 ok per la rosa

Matteo Brega Giornalista 5 giugno - 09:44 - MILANO English version

Il 4-3-3 di Maurizio Sarri non sarà estremizzato. L’allenatore, che sarà annunciato nei prossimi giorni, è legato a quel sistema di gioco. Ma la sua esperienza e la rosa che attualmente ha lo portano a valutare anche altre strade.

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Le tre vie

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Magari in corso d’opera, non a inizio gara. Ma comunque nella testa dell’allenatore vive questa idea di variare a seconda delle necessità. È un attestato di stima enorme nei confronti di un gruppo di giocatori che già prima di conoscere ritiene in grado di poter sfruttare in più modi. Perché oltre al 4-3-3 (con la difesa a quattro che rimane il cardine attorno al quale costruire tutto il resto), avranno vita proprio anche il 4-2-3-1 e il 4-3-1-2. Per l’Atalanta della storia contemporanea, un cambio di prospettiva notevole. Ma i giocatori della Dea hanno caratteristiche tecniche e brillantezza mentale per potersi adattare anche a queste novità. Abbiamo preso come modello Charles De Ketelaere, un elemento che ha dimostrato di essere leader e anche intelligente al punto di sapersi muovere per il campo in maniera produttiva. Nel 4-3-3 iniziale sarebbe di partenza l’ala destra. Un’ala non solo da dribbling, ma anche di ragionamento. Con un punto di partenza vicino all’area avversaria per ridurre lo spazio da percorrere ed essere lucido nel momento di fare le scelte dell’ultima giocata. È forse la situazione che più lo avvicina al recente passato. Alle sue spalle tre compagni della mediana che lo coprono, più il terzino destro. Il belga avrebbe modo di occuparsi di quello che accade davanti a sé.

Nel 4-2-3-1

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Un filo diverso sarebbe essere l’attaccante esterno destro di un 4-2-3-1. Avrebbe sempre il compito di attaccare partendo da quella parte, però con un centrocampista in meno gli si potrebbe chiedere un’attenzione anche nella fase di non possesso palla. È chiaro che questo sistema potrebbe essere messo in campo in un momento particolare della partita. Magari quando bisognerà recuperare un risultato negativo o quando si proverà a forzare per rompere l’equilibrio. Un bel modo per attaccare e costruire il gioco, con CDK che avrebbe il compito di trovare gli spazi migliori.

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Con il 4-3-1-2

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Sarebbe ancora più diverso invece il 4-3-1-2. Perché in questo caso De Ketelaere partirebbe da una posizione più centrale. Ma sarebbe un trequartista di facciata più che di sostanza. Perché potrebbe emergere la sua capacità di giocare da “falso nueve”. Lo ha fatto specialmente nel Belgio, partendo proprio da quella casella. A Bergamo potrebbe partire più indietro - come ha fatto nel passato diverse volte Mario Pasalic - per poi arrivare nel cuore della difesa avversaria a fari spenti. Per caratteristiche tecniche potrebbe lavorare come una spia silenziosa che si ritrova in area senza farsi seguire. Togliere i punti di riferimento e poi colpire il cuore altrui. Non va escluso. Abbiamo preso come esempio De Ketelaere, ma nelle valutazioni di duttilità vanno inseriti anche altri giocatori. Lazar Samardzic e Mario Pasalic possono essere una mezzala come un trequartista, Giacomo Raspadori ala o centravanti, Marco Palestra terzino destro o ala, Honest Ahanor difensore centrale o terzino sinistro. Insomma, la duttilità la si trova diffusa in tutta la rosa attuale dell’Atalanta. È per questo che prima di scegliere come muoversi sul mercato la società attende le valutazioni del prossimo allenatore. Perché di qualità ce n’è già così.

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