Come cambierebbe il Milan con Rangnick? Rispondiamo in 5 punti
La Gazzetta dello Sport

Come cambierebbe il Milan con Rangnick? Rispondiamo in 5 punti

Venerdì 5 giugno 2026
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Identità, aggressività, giovani, scouting e analisi dati. Ecco le principali modifiche che il tedesco porterebbe a Milanello

Identità, aggressività, giovani, scouting e analisi dati. Ecco le principali modifiche che il tedesco porterebbe a Milanello

Luca Bianchin Giornalista 5 giugno - 09:10 - MILANO English version

Che cosa farebbe Ralf Rangnick, se diventasse il capo dell’area sportiva del Milan? Proviamo a rispondere in 5 rapidi punti, secondo le informazioni di queste ore e la sua storia. Con una premessa: l’interesse reciproco c’è – il Milan lo ha cercato, Rangnick è attratto dalla sfida rossonera – ma entrambe le parti hanno altre soluzioni. Per il Milan, la via spagnola-argentina con Pochettino in panchina (e non solo questa). Per Rangnick, il rinnovo con la federazione austriaca.

VIDEO: Perché il Milan pensa a Rangnick? Il segreto sta… nel ritiro dell’Austria

identità

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Il primo passo sarebbe dare un’identità aziendale, concetto a cui Rangnick tiene da sempre: dare una serie di linee guida, fare scelte all’inizio del lavoro e rispettarle nell’attività quotidiana. Il gruppo Red Bull spiega molto. Con Rangnick era molto connotato, aveva principi chiari e un’immagine conseguente. Il Milan negli ultimi anni invece ha cambiato tanto, è passato dal calcio di Pioli al gioco posizionale e offensivo di Fonseca, da lì alla rudezza di Conceiçao e all’approccio difensivo di Allegri. Sul mercato ha mixato giovani e giocatori esperti, con anime differenti che operavano nella stessa sessione sulla stessa squadra. Con Rangnick, nel bene o nel male, non sarebbe così.

giovani

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Il Milan diventerebbe una squadra giovane. Non estremamente come il Salisburgo ma certo, non una squadra di trentenni. Gli acquisti sarebbero Under 25, con attenzione al player trading: comprare a 22, 23, 24 anni per rivendere a distanza di due, tre, quattro anni. Non sarebbe solo questione di calciomercato. I giovani avrebbero opportunità e tempo per sbagliare e imparare… e questa sarebbe la sfida più complessa: far convivere un progetto giovane con l’impazienza di San Siro, che al primo pareggio mugugna, alla terza sconfitta protesta. La comunicazione sarebbe importante: spiegare dall’inizio il progetto per non scivolare nell’equivoco.

aggressività 

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La certezza più grande: lo stile in campo cambierebbe. Come passare da Valentino a Off White, o viceversa. Rangnick crede nelle squadre intense, aggressive, verticali e i suoi allievi hanno proseguito in quella direzione. La sua frase più citata resta quella sulla gravidanza: “Fare un po’ di pressing è come essere un po’ incinta. O sei incinta, o non lo sei. O vuoi pressare, o non vuoi farlo”. Il Milan 2026-27 diventerebbe l’opposto del Milan 2025-26. Il Milan di Allegri aspettava, difendeva, al massimo ripartiva. Il Milan di Rangnick cercherebbe di recuperare palla poco dopo averla persa, prenderebbe rischi, concederebbe più occasioni e ne creerebbe di più. 

dati

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Il Milan da anni ha data analyst interni che lavorano per il club, suggeriscono e valutano profili di calciomercato in base alle analytics. Rangnick utilizza analisi numeriche nel suo lavoro e molto probabilmente potenzierebbe l’area, per prendere decisioni più informate.

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scouting

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Più posti di lavoro nel reparto dati… ma anche tra gli scout. Il reparto osservatori per Rangnick è fondamentale, forse l’area di lavoro più importante. Con l’Hoffenheim e il gruppo Red Bull ha cercato calciatori giovani e di talento, con l’idea di arrivare prima della concorrenza, acquistare a un’età inferiore, convincere agenti e famiglie che in nessun altro club avrebbero avuto uguali opportunità. Ha funzionato con Haaland, preso dal Molde, con Sadio Mané, arrivato dal Metz, con Sesko, preso a 16 anni in Slovenia, e con molti altri. Il Milan, con Rangnick, certamente aggiungerebbe scout al suo organico e sicuramente cambierebbe il modo di lavorare: la ricerca dei giovani sarebbe più sistematica e attenzionata. In una frase: le relazioni degli scout peserebbero più delle relazioni con gli agenti.

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