Come cambierebbe il Milan con Rangnick? Rispondiamo in 5 punti
Identità, aggressività, giovani, scouting e analisi dati. Ecco le principali modifiche che il tedesco porterebbe a Milanello
Identità, aggressività, giovani, scouting e analisi dati. Ecco le principali modifiche che il tedesco porterebbe a Milanello
Luca Bianchin Giornalista 5 giugno - 09:10 - MILANO English versionChe cosa farebbe Ralf Rangnick, se diventasse il capo dell’area sportiva del Milan? Proviamo a rispondere in 5 rapidi punti, secondo le informazioni di queste ore e la sua storia. Con una premessa: l’interesse reciproco c’è – il Milan lo ha cercato, Rangnick è attratto dalla sfida rossonera – ma entrambe le parti hanno altre soluzioni. Per il Milan, la via spagnola-argentina con Pochettino in panchina (e non solo questa). Per Rangnick, il rinnovo con la federazione austriaca.
VIDEO: Perché il Milan pensa a Rangnick? Il segreto sta… nel ritiro dell’Austriaidentità
—Il primo passo sarebbe dare un’identità aziendale, concetto a cui Rangnick tiene da sempre: dare una serie di linee guida, fare scelte all’inizio del lavoro e rispettarle nell’attività quotidiana. Il gruppo Red Bull spiega molto. Con Rangnick era molto connotato, aveva principi chiari e un’immagine conseguente. Il Milan negli ultimi anni invece ha cambiato tanto, è passato dal calcio di Pioli al gioco posizionale e offensivo di Fonseca, da lì alla rudezza di Conceiçao e all’approccio difensivo di Allegri. Sul mercato ha mixato giovani e giocatori esperti, con anime differenti che operavano nella stessa sessione sulla stessa squadra. Con Rangnick, nel bene o nel male, non sarebbe così.
giovani
—Il Milan diventerebbe una squadra giovane. Non estremamente come il Salisburgo ma certo, non una squadra di trentenni. Gli acquisti sarebbero Under 25, con attenzione al player trading: comprare a 22, 23, 24 anni per rivendere a distanza di due, tre, quattro anni. Non sarebbe solo questione di calciomercato. I giovani avrebbero opportunità e tempo per sbagliare e imparare… e questa sarebbe la sfida più complessa: far convivere un progetto giovane con l’impazienza di San Siro, che al primo pareggio mugugna, alla terza sconfitta protesta. La comunicazione sarebbe importante: spiegare dall’inizio il progetto per non scivolare nell’equivoco.
aggressività
—La certezza più grande: lo stile in campo cambierebbe. Come passare da Valentino a Off White, o viceversa. Rangnick crede nelle squadre intense, aggressive, verticali e i suoi allievi hanno proseguito in quella direzione. La sua frase più citata resta quella sulla gravidanza: “Fare un po’ di pressing è come essere un po’ incinta. O sei incinta, o non lo sei. O vuoi pressare, o non vuoi farlo”. Il Milan 2026-27 diventerebbe l’opposto del Milan 2025-26. Il Milan di Allegri aspettava, difendeva, al massimo ripartiva. Il Milan di Rangnick cercherebbe di recuperare palla poco dopo averla persa, prenderebbe rischi, concederebbe più occasioni e ne creerebbe di più.
dati
—Il Milan da anni ha data analyst interni che lavorano per il club, suggeriscono e valutano profili di calciomercato in base alle analytics. Rangnick utilizza analisi numeriche nel suo lavoro e molto probabilmente potenzierebbe l’area, per prendere decisioni più informate.
scouting
—Più posti di lavoro nel reparto dati… ma anche tra gli scout. Il reparto osservatori per Rangnick è fondamentale, forse l’area di lavoro più importante. Con l’Hoffenheim e il gruppo Red Bull ha cercato calciatori giovani e di talento, con l’idea di arrivare prima della concorrenza, acquistare a un’età inferiore, convincere agenti e famiglie che in nessun altro club avrebbero avuto uguali opportunità. Ha funzionato con Haaland, preso dal Molde, con Sadio Mané, arrivato dal Metz, con Sesko, preso a 16 anni in Slovenia, e con molti altri. Il Milan, con Rangnick, certamente aggiungerebbe scout al suo organico e sicuramente cambierebbe il modo di lavorare: la ricerca dei giovani sarebbe più sistematica e attenzionata. In una frase: le relazioni degli scout peserebbero più delle relazioni con gli agenti.
Leggi anche Massimo Ferrari disegna il Milan del futuro: "Più ambizione, una voce sola e Maldini dentro"Milan, l'ultimatum di Rangnick: dentro con i suoi uomini o fuori in 4 giorni. E in panchina...© RIPRODUZIONE RISERVATA