Perché l'Inter ha riacquistato Stankovic jr a 23 milioni? Tra mercato e i "Chivu boys", i retroscena
La Gazzetta dello Sport

Perché l'Inter ha riacquistato Stankovic jr a 23 milioni? Tra mercato e i "Chivu boys", i retroscena

Venerdì 5 giugno 2026
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Il centrocampista, figlio di Dejan, è stato riacquistato dopo una grande annata al Bruges. Il tecnico vorrebbe valutarlo in ritiro, ma...

Il centrocampista, figlio di Dejan, è stato riacquistato dopo una grande annata al Bruges. Il tecnico vorrebbe valutarlo in ritiro, ma...

Filippo Conticello Giornalista 5 giugno - 14:41 - MILANO English version

Il figliol prodigo è tornato a casa, ma non è ancora chiaro se potrà restarci: in cuor suo, “Ale” lo spera davvero. Aleksandar Stankovic è stato ricomprato dall’Inter, come deciso già un mesetto fa in una riunione in seduta plenaria: oggi è stato solo formalizzato l’atto ufficiale, versando al Bruges i 23 milioni dell’opzione di riacquisto, stabilita un anno fa, quando il figlio di Deki veniva venduto in Belgio senza troppi rimpianti per appena 10 milioni. In quel momento, in pochi dentro l’Inter potevano immaginare una crescita impetuosa di questo tipo e, invece, Stankovic junior nelle Fiandre ha iniziato a pedalare davvero fino alla cima dello scudetto belga: in una società all’avanguardia, ha trovato il giusto equilibrio fisico, dal controllo del peso alla crescita di muscolatura ed elasticità, e si è completato tecnicamente fino a trasformarsi in uno dei giovani centrocampisti assaltatori più completi del Continente. Una Champions giocata da protagonista, con 3 reti e 14 presenze, preliminari inclusi, ha fatto il resto: oggi per questo quasi 21enne c’è la fila di squadre di Premier, con un paio di tedesche a ruota, pronte a spendere per lui ben di più di quanto fatto dall’Inter. Questo scenario ha avuto, ovviamente, un peso nella decisione del club di Oaktree, oltre all’alto gradimento dell’allenatore per un talento che conosce già alla perfezione. 

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lo scenario

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Stankovic junior è, infatti, uno dei “Chivu boys”, un po’ come Pio: i due classe 2005 (a separarli un mese e mezzo: Esposito è nato il 28 giugno, Ale il 3 agosto) sono cresciuti insieme con il nerazzurro addosso e hanno condiviso la stessa Primavera allenata dal romeno nella stagione 2022-23. Per il nazionale serbo, poi, indossare i colori di papà Dejan è stata da sempre una missione, quasi una promessa familiare. Ieri Chivu ha passato 4 ore al decimo piano di viale della Liberazione per impegni mediatici e contrattuali, tra cui la firma fino al 2028. In mezzo, ha parlato anche di mercato con i dirigenti: il suo placet al ritorno del figlio del compagno tripletista era stato dato da tempo, ma a Chivu non dispiacerebbe spingersi oltre. Tenere a bottega il talento di casa, valutarlo in ritiro dopo il boom al Bruges e poi, chissà, magari inserirlo in un centrocampo cangiante, in cui arriverà comunque almeno una pedina importante. L’eventuale permanenza non è un’opzione da escludere in partenza, ma al momento non è la più probabile: in un caso come questo, infatti, il mercato rischia di bussare con prepotenza. Nel dettaglio, il club nerazzurro non direbbe no a proposte intorno ai 40 milioni che, con molta probabilità, arriveranno. Sarebbero plusvalenza pura dopo che, al netto di cessione e recompra, per un ragazzo completamente svezzato a Interello sono stati già spesi 13 milioni. 

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