La Cina taglia di nuovo i prezzi di benzina e diesel mentre Hormuz non si sblocca
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La Cina taglia di nuovo i prezzi di benzina e diesel mentre Hormuz non si sblocca

Venerdì 5 giugno 2026
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Il prezzo alle stelle dei carburanti fa male a tutti, anche in Cina: il Governo di Pechino costretto a intervenire per la seconda volta dall'inizio della crisi

Il prezzo alle stelle dei carburanti fa male a tutti, anche in Cina: il Governo di Pechino costretto a intervenire per la seconda volta dall'inizio della crisi

Giuseppe Croce 5 giugno - 16:31 - MILANO

Anche i cinesi piangono: la crisi mediorientale sta facendo male a tutti, compreso il gigante asiatico che produce un'enorme fetta delle merci che acquistiamo in Europa e che, ovviamente, devono essere movimentate anche su gomma. Per non parlare del parco auto da quasi 300 milioni di unità, tra vetture private, aziendali e autocarri, ancora in gran parte con motore termico. Per questo il Governo cinese ha annunciato il secondo sconto sui carburanti da quando è iniziata la guerra tra Usa e Israele, da una parte, e Iran, dall'altra.

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LO SCONTO CINESE

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Secondo quanto riportato da Reuters la Cina a partire da venerdì 5 giugno ha implementato un nuovo sconto sul prezzo di benzina e gasolio. Il taglio dei prezzi sulla benzina è pari a 525 yuan (circa 66 euro) per tonnellata, quello sul gasolio si ferma a 505 yuan (64 euro). Gli effetti su un pieno di benzina da 50 litri dovrebbe attestarsi intorno ai 2,6 euro. In Cina il prezzo dei carburanti viene deciso in base ad un meccanismo regolato dall'alto, ma che parte dal prezzo del barile. Lo Stato, per questo, è già intervenuto nei mesi scorsi al fine di dimezzare gli aumenti di prezzo che sarebbero derivati dalla crisi in Iran, se il meccanismo fosse stato lasciato libero di agire. L'intervento costerà parecchio alle casse statali, ma era urgente a causa della contrazione anomala dei consumi di carburante: -16% ad aprile e -13% a maggio, rispetto agli stessi mesi dell'anno scorso.

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LA SITUAZIONE IN EUROPA

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La crisi iraniana sta colpendo tutto il mondo, Europa compresa. In Italia, come ben sappiamo, il Governo è dovuto intervenire più volte con costosissimi tagli delle accise (un altro dovrebbe arrivare a breve). Ma l'Italia non è l'unico paese Ue che ha preso provvedimenti contro il caro carburanti: la Spagna, ad aprile, ha tagliato l'Iva dal 21% al 10% sia su diesel che su benzina, mentre in Germania è stato approvato un taglio delle accise di 17 centesimi al litro, che nei soli mesi di maggio e giugno costerà 1,6 miliardi di euro in mancati introiti. La Francia, invece, ha deciso di non prendere provvedimenti per abbassare il prezzo alla pompa.

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