Marotta, il re dei parametri zero? E allora, Inter, prendi Bernardo Silva
Il dirigente nerazzurro ha una lunga storia di ingaggi riusciti di giocatori in scadenza. Il portoghese ha il profilo adatto all'Inter
Il suo palmarès fa impressione: 11 scudetti vinti da dirigente. Sette con la Juve e quattro con l’Inter, nell’arco di sedici anni. Come dire che solo in cinque occasioni - ed è incredibile solo a pensarci - non era anche lui sul campo a festeggiare. In più quattro finali di Champions: non è andata bene, ma arrivare lì, all’ultimo atto, è la dimostrazione di quanto competenza e programmazione possano fare la differenza. Stiamo parlando di Beppe Marotta, che però - oltre al curriculum - ha una caratteristica quasi unica: nel corso della sua carriera ha infatti centrato colpi di mercato a suon di milioni - 90 furono quelli spesi per Higuain - ha piazzato cessioni pazzesche - come quelle di Pogba al Manchester United per 105 milioni o di Lukaku al Chelsea per 115 - ma (verrebbe da paradossalmente da dire “soprattutto”) si è anche guadagnato il titolo di re dei parametri zero. Con intuizioni incredibili su calciatori più o meno giovani: ha preso infatti Pogba o Coman, poco più che ragazzi, è andato su gente più collaudata come Calhanoglu, Onana, Llorente, Thuram, Dani Alves, ma non si è fatto mancare ultratrentenni in grado di diventare autentici punti fermi: da Zielinski a Mkhitaryan, che in nerazzurro è sbarcato a 33 anni e si è guadagnato la conferma per un’altra stagione. Perché, come si dice giustamente, non conta l’anagrafe ma la qualità. Una capacità straordinaria, insomma, di saper cogliere il momento giusto per prendere giocatori a scadenza, senza farsi ingolosire semplicemente dall’occasione che si presenta. Perché tutti quelli che abbiamo nominato - più meno avanti con l’età - sono sempre stati funzionali alle esigenze della squadra. Nessuna voglia dii stupire, magari di acquistare un credito personale nei confronti della proprietà, ma sempre e solo la voglia - naturalmente in piena condivisione con i collaboratori più stretti - di cogliere un’opportunità (cosa ben diversa dicevamo di un’occasione) e mettere a disposizione dell’allenatore, senza pagare il costo del cartellino, un elemento in grado di far crescere il livello del gruppo.