Mercedes Clk Gtr: è lei l'ultima vera auto da corsa con la targa?
Costruita a mano, potentissima e prodotta in pochissimi esemplari: la storia di una supercar che sembrava arrivare direttamente da Le Mans
Costruita a mano, potentissima e prodotta in pochissimi esemplari: la storia di una supercar che sembrava arrivare direttamente da Le Mans
Jacopo Moretti 5 giugno - 19:30 - CERNOBBIO (COMO) La Clk Gtr durante la parata a Villa d'EsteVincere. Ad ogni costo. Deve essere andata più o meno così la riunione durante la quale, nell’autunno del 1996, è nato il progetto Clk Gtr. Una vettura pensata per il campionato Fia Gt, la nuova sfida intrapresa da Mercedes per sopperire allo stop del Dtm, con l'obiettivo di imporsi fin da subito. Restava però un problema: come sviluppare una macchina competitiva in poco più di quattro mesi? E, soprattutto, come rispettare il requisito di almeno 25 esemplari richiesto per partecipare al mondiale?
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La Mercedes Clk Gtr è spinta da un potente V12 realizzato da AmgIL PROGETTO
—A raccontarci la storia di una vera e propria impresa sportiva è una delle sole 20 Clk Gtr Coupé rimaste, esposta sulle rive del Lago di Como per l’edizione 2026 del Concorso di Eleganza di Villa d’Este. Mercedes, insomma, aveva fretta di fare bene in un campionato dove i rivali di Porsche e McLaren avevano convertito le loro 911 e F1 in una versione Gtr da corsa. Peccato che i tedeschi della Stella non avessero alcun modello di serie pronto a scendere in pista e scelsero il percorso opposto: prima le gare, poi la strada.
Uno dei soli venti esemplari di Clk Gtr rimasti esposto a Villa d'Este128 giorni
—Il tempo stringeva, e allora in Mercedes decisero di acquistare in gran segreto proprio una F1 Gtr per sviluppare la Clk: il V12 Amg venne così installato nel telaio della McLaren e portato in pista per i primi test. Risultato? In 128 giorni riuscirono a costruire una vettura inedita e concepita in funzione del regolamento GT1, in grado di conquistare sei successi e titolo all’anno d’esordio. Telaio e carrozzeria in fibra di carbonio, sospensioni a doppio triangolo sovrapposto e cambio meccanico sequenziale a sei rapporti, la Clk Gtr si impose anche l’anno seguente, vincendo il mondiale GT1 1998 "insieme" alla Clk-Lm che la sostituì dopo i primi due appuntamenti. Il modello stradale arrivò poi a campionato concluso, sfruttando una deroga che permetteva ai costruttori di realizzare gli esemplari di serie anche dopo il mondiale.
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LE STRADALI
—Ne vennero realizzate due versioni. La più vicina a quella da competizione è la Coupé, spinta dallo stesso V12 AMG proposto in due varianti di cilindrata superiore: 6.9 e 7.3 litri, per un totale, rispettivamente, di 631 e 663 cavalli. Pochissime le aggiunte per renderla meno rude: la pelle sui sedili, l’aria condizionata, stereo e servosterzo. Prezzo? Un miliardo e mezzo (di lire) nel 1998 (più del doppio della McLaren F1) per una vettura realizzata interamente a mano ad Affalterbach. C’è poi la versione Roadster: meccanica identica alla sorella coupé ma motore di potenza leggermente inferiore, 612 cavalli, e due rollbar dietro ai sedili. Prodotta in soli cinque esemplari, è il modello più esclusivo di una vera e propria vettura da pista con targa, il simbolo di un’era in cui guidare in strada una vettura da 24 Ore di Le Mans era possibile.
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