Arnaldi ko per influenza. L’esperto: "Lo sforzo intenso rende più vulnerabili ai virus, anche d’estate"
Come spiega il professor Pecorari, uno sforzo così intenso (il ligure ha giocato oltre 19 ore) può portare al cosiddetto effetto "Open Window" che rende più vulnerabile il sistema immunitario ai virus gastrointestinali
Come spiega il professor Pecorari, uno sforzo così intenso (il ligure ha giocato oltre 19 ore) può portare al cosiddetto effetto "Open Window" che rende più vulnerabile il sistema immunitario ai virus gastrointestinali
Il professor Giancarlo Pecorari
La beffa più atroce nel momento più bello: Matteo Arnaldi è stato costretto a rinunciare alla semifinale del Roland Garros a causa di un virus influenzale. Il ligure avrebbe dovuto sfidare Flavio Cobolli in un derby tutto italiano per decidere l’avversario di Sascha Zverev in finale a Parigi, ma ancora una volta – come in tutto questo surreale Roland Garros – la sfortuna ha cambiato le carte in tavola. “La notte scorsa ho iniziato ad avere problemi di stomaco. Non sono riuscito a dormire, ho vomitato molto. Non ce l’avrei fatta a stare in campo e ho dovuto rinunciare. È un virus, non un’intossicazione, perché avevo anche un po’ di febbre” ha detto Arnaldi. Può sembrare paradossale, ma come ha spiegato il professor Giancarlo Pecorari, otorinolaringoiatra dell’Ospedale Le Molinette di Torino e docente di Otorinolaringoiatria presso l’Università degli Studi di Torino, è possibile prendere dei virus influenzali anche d’estate, e inoltre lo sforzo prolungato (e Arnaldi è stato il tennista a giocare di più in questo Roland Garros, oltre 19 ore) può ulteriormente abbassare le difese immunitarie, scatenando un effetto Open Window che può esporre più facilmente ai virus.
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