De Bruyne come Modric: Allegri vuole trattenere Kevin, sarà lui il leader del Napoli
La Gazzetta dello Sport

De Bruyne come Modric: Allegri vuole trattenere Kevin, sarà lui il leader del Napoli

Sabato 6 giugno 2026
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De Laurentiis ha messo in dubbio il futuro del belga. Ma l’allenatore è sicuro: serve un fuoriclasse così

De Laurentiis ha messo in dubbio il futuro del belga. Ma l’allenatore è sicuro: serve un fuoriclasse così

Antonio Giordano Collaboratore 6 giugno - 09:42 - NAPOLI English version

Gestori, li chiamano così, come se fosse un limite, peggio ancora un difetto, e non l’evoluzione di una specie - l’allenatore - per evitare di starsene lì solo a raccontarsi tra tridenti e diagonali. Mentre passeggia nella propria galleria dei ricordi, e via-via osserva i fotogrammi dei suoi quindici anni più recenti, Massimiliano Allegri può ripensare a se stesso, al proprio vissuto, ai trofei (sei scudetti, varie coppe) e a quel desiderio di riempiersi gli occhi che nell’ultima stagione Luka Modric ha sublimato. "È meraviglioso persino vederlo allenarsi...", diceva Allegri. Nel Napoli che andrà plasmato a immagine e somiglianza del Conte Max, Kevin De Bruyne sarà luce e aria, volendo anche il sole, e quando si potrà parlarne pubblicamente - a risoluzione con il Milan avvenuta - si capirà cosa si nasconde oltre i blablabla degli schemi, delle ideologie, perché il talento non ha gabbie. 

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lui e kdb

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De Bruyne è l’esaltazione del calcio, nonostante quattro e mesi e mezzo d’infortunio, è un’eleganza universale che appartiene a chi di calcio vive, è lo stereotipo di una modernità che non conosce invecchiamento, è il "genio scaltro della bellezza che il tempo non sfiora" (canterebbe Fossati) e dalla quale Allegri si lascia conquistare. De Bruyne è il passaporto per varie interpretazioni - centrocampo a tre o rombo ma chiaramente anche altro - è fosforo da spargere per lasciarsi andare, è il leader alla Modric (nella diversità delle caratteristiche) a cui non è neanche necessario dare il pallone, però sarebbe sicuramente meglio concederlo. 

decide max

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De Bruyne è l’estasi e lo sussurra quel che è stata l’esistenza di questo fenomeno paranormale che il mondo l’ha conquistato a modo suo, con il fascino e l’aura che ha in sé, e consente di lasciarsi andare sulla Via Lattea della Champions o tra i protagonisti per lo scudetto. E però De Bruyne è anche un piccolo "caso" da risolvere, un dialogo da affrontare, una chiacchierata da allestire per cancellare le tossine emerse recentemente - pure quelle di Lukaku - e consegnate da De Laurentiis al proprio allenatore in pectore. "Hanno fatto delle dichiarazioni che possono essere condivisibili o accettabili, dipende dai punti di vista — ha detto –. Vedremo quando ci si metterà al lavoro cosa ci sarà da dirsi. E verificheremo le valutazioni del nuovo tecnico. E se dovranno andar via lo faranno, qual è il problema. È pieno di calciatori, il mondo". 

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intoccabile

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Ma in quello di Allegri di De Bruyne ce ne sono sempre meno, rappresentano rarità che ingolosiscono, un’intelligenza viva con la quale dissetarsi. De Bruyne ci sta in ogni tipo di formula, è la rappresentazione di un modello dolcemente rassicurante, sgorga personalità e spessore caratteriale, e si trasforma in problema per chi un KDB non ce l’ha. Il Mondiale, poi il mercato, riusciranno a rendere meno opaco l’orizzonte ma in quel centrocampo c’è materia umana per gli amanti del gusto e finirà per esserci abbondanza da fondere con l’equilibrio: aspettando che si capisca cosa sarà di Anguissa, e chi diventerà il suo (eventuale) alter ego, c’è quel ventaglio di opzioni che Allegri osserva con ammirazione. E tra un Lobotka e un Gilmour per la regia, un McTominay per spaccare le partite, un Vergara per garantirsi un pizzico di freschezza, De Bruyne è l’esaltazione dei sensi. L’arte è potere seduttivo.

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