Briatore: "Kimi mi ha sorpreso, può vincere il titolo. Lui e Sinner i nuovi idoli. Il calcio? Da rifondare"
Il direttore esecutivo dell’Alpine: "Vogliamo vincere, l’arrivo di Gucci cambierà la nostra percezione. La Ferrari compete contro i migliori al mondo ma penso che dovrebbe almeno arrivare a giocarsi il titolo iridato nelle ultime gare"
Il direttore esecutivo dell’Alpine: "Vogliamo vincere, l’arrivo di Gucci cambierà la nostra percezione. La Ferrari compete contro i migliori al mondo ma penso che dovrebbe almeno arrivare a giocarsi il titolo iridato nelle ultime gare"
Dalla nostra inviata Giulia Toninelli 6 giugno - 09:20 - MONTECARLOFormula 1 e moda, lusso e velocità. Mentre nel Principato si accende l’azione del weekend di gara, Flavio Briatore, executive advisor del team Alpine, celebra una massima serie che continua a stupire e a crescere senza confini. L’ultimo esempio? "Viene da noi, che abbiamo messo la bandiera sulla vetta della montagna, siglando un accordo impensabile fino a pochi anni fa in Formula 1".
VIDEO: Sinner, finalmente relax: Jannik in sella alla sua Vespa per le vie di MontecarloQuello con Gucci, che entrerà con Alpine in F.1 dalla prossima stagione come title sponsor: come ci siete arrivati?
"Quando portai Benetton in F.1 ci prendevano in giro. Ci chiamavano 'fabbricanti di magliette' mentre intorno a noi c’erano grandi brand come Williams. Poi abbiamo iniziato a vincere e nessuno ha più riso. Ora è diverso, com’è diversa la F.1, ma portare Gucci è un po’ il prolungamento di quella storia. Parliamo in un marchio importantissimo del lusso, che darà un’immagine diversa alla squadra. Ora, quando si pensa ad Alpine nel paddock, si pensa a un team di media classifica, ma con Gucci cambierà la nostra percezione".
Intanto anche le prestazioni della squadra sono migliorate. Cosa è successo?
"Ora abbiamo un team unito, coeso. È tutto cambiato da quando sono arrivato. Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo ricostruito partendo dalle basi. Due punti sono stati fondamentali: il primo è aver siglato l’accordo per avere da quest’anno le power unit di Mercedes e non più le nostre, Renault. Ora possiamo pensare solo al telaio e all’aerodinamica".
E il secondo?
"Sacrificare il 2025 per pensare al 2026. Non è stato semplice, ci hanno rotto le scatole tutti, ma io sono abituato... sapevo di avere ragione. Se avessimo sviluppato la monoposto dell’anno scorso avremmo potuto concludere la stagione in nona posizione, ma non aveva senso. Meglio pensare a quest’anno con il cambio di regole".
Franco Colapinto è cresciuto molto. Cosa è cambiato rispetto all’anno scorso?
"Nel 2025 c’era tanta pressione su di lui, sia dai suoi tifosi - tantissimi in Sud America - e sia sul suo futuro. Io l’ho difeso, e i risultati si vedono. Ogni tanto sorprende anche me e gli chiedo: 'Ma hai un fratello? Era lui che guidava l’anno scorso?'. Ma a parte gli scherzi è bello vedere un giovane così amato e apprezzato".
I giovani stanno conquistando la Formula 1, come Antonelli, che guida la classifica mondiale. Kimi le piace?
"Tantissimo, è un ragazzo che viene da una famiglia normale, un nome nuovo, che regala aria fresca al nostro sport. Toto Wolff ci ha visto lungo con lui. Con il calcio italiano distrutto, e visto che siamo fuori dal Mondiale, ora in Italia ci sono due idoli: Antonelli e Sinner. Hanno calamitato loro l’attenzione che avrebbe la Nazionale".
Antonelli può vincere il titolo?
"Penso di sì, mi aspettavo fosse competitivo quest’anno, ma mi ha sorpreso per la sua maturità".
Tornando alla Nazionale, lei chi sceglierebbe per allenarla ora?
"Il punto è proprio questo: il problema non è l’allenatore. Dobbiamo partire dalle basi, il calcio italiano va rifondato. Serve un commissario per cambiare il regolamento, per stravolgere tutto, perché con qualunque presidente della Figc non cambierà comunque niente".
Neanche Malagò?
"No, perché sarebbe inserito in un sistema che non può essere cambiato così. Servirebbero poteri straordinari per alcuni anni per poi poter ricominciare tutto in un altro modo. Bisogna guardare ai modelli vincenti, come a quello del tennis".
Conosce bene Sinner, cosa la colpisce di lui?
"La sua personalità e la sua serietà. Alla fine è un ragazzo normale che gioca bene a tennis e ha dato vita a un movimento incredibile. Servono dei campioni come Sinner e Antonelli per creare un movimento. Sono degli esempi straordinari, ma bisogna lasciarli stare. Gli italiani sono specializzati nelle critiche quando arrivano le incertezze".
Manca però Ferrari. Che cosa serve alla rossa?
"Io posso parlare solo per il mio team. Però la Ferrari compete contro i migliori al mondo e penso che dovrebbe almeno arrivare a giocarsi il Mondiale alle ultime gare. Poi può anche perderlo, ma devi almeno giocartelo. Se riuscisse a contendere il Mondiale alla Mercedes fino alle ultime due o tre gare sarebbe una buona cosa".
Ma questo è un Mondiale aperto?
"Sì, tra Antonelli e Russell è apertissimo (ride, ndr). Per gli altri invece... sarà difficile".
Leclerc ha fatto bene a rinnovare con la rossa?
"Penso di sì, si identifica con la Ferrari e guidare per la rossa è il massimo per un pilota. Insieme sono felici. E la Ferrari ha fatto bene a confermarlo, è un gran pilota, veloce e intelligente".
Per Alpine invece qual è l’obiettivo?
"Vincere. Ci mancano ancora dei decimi, sappiamo dove siamo. Ma l’obiettivo è tornare davanti a tutti".
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