Spence dice sì all'Inter: il club tratta con il Tottenham, ecco la richiesta
L'inglese ha fatto capire che gradirebbe la possibile opzione nerazzurra: a Londra è infatti chiuso da Pedro Porro
L'inglese ha fatto capire che gradirebbe la possibile opzione nerazzurra: a Londra è infatti chiuso da Pedro Porro
Guendalina Galdi Giornalista 16 luglio 2026 (modifica alle 12:48) - MILANO English versionC'è sempre una "quota inglese" che torna a fare da padrona in questo calciomercato dell'Inter. Che sia in difesa, a centrocampo (come per Curtis Jones) oppure su quella fascia destra dove il club nerazzurro ancora non ha trovato pace. Né un nuovo padrone. Ma l'Inter continua a ruggire e lo fa pensando a un altro elemento della nazionale dei Tre Leoni, ovvero quel Djed Spence che di certo non è entrato nella lista del direttore sportivo Piero Ausilio e del presidente Beppe Marotta solo quando è definitivamente tramontata l'operazione Khalaili. Ma le circostanze hanno portato il 25enne nato a Londra, vecchia conoscenza della Serie A, a diventare la nuova priorità del club per replicare alle recenti sventure lì sulla destra.
il sì del tecnico
—A Cristian Chivu piace (non ultimo, anche perché l'inglese può giocare su entrambe le fasce), elemento utile a ribadire quanto allenatore e squadra mercato siano sempre e comunque in sintonia sugli obiettivi. E dal canto suo Spence non sarebbe affatto dispiaciuto di tornare in Italia. In Serie A, col Genoa, si è visto in 16 occasioni e per 853 minuti in totale. Il club rossoblù al termine del prestito di sei mesi nell'estate del 2024 avrebbe potuto riscattarlo a 10 milioni, ma poi le vicissitudini societarie hanno imposto altre scelte e l'esterno ha riattraversato la Manica tornando a casa. Ora vale quasi quattro volte tanto. Il Tottenham lo valuta non meno di 35 milioni ma questa cifra - di 10 milioni superiore a quella per cui l'Inter aveva chiuso l'affare Khalaili, poi naufragato in fase di visite - non ha spaventato i nerazzurri che con gli Spurs hanno iniziato a dialogare. E i contatti proseguono. Piano, perché il giocatore è dall'altro lato dell'oceano, e senza fretta, perché l'Inter, anche a metà luglio e dopo due colpi sfumati in quella stessa porzione di campo, continua a lavorare tenendosi ben lontana da valutazioni frenetiche.
ritorno in A
—Sapere che Spence, in via indiretta, ha fatto capire che gradirebbe eccome una possibile opzione italiana come l'Inter dà inevitabilmente fiducia, ma in questa fase la parola d'ordine è "cautela". Anche perché oggi, prima del calciomercato, nella sua testa c'è il Mondiale da finire con la finale per il terzo posto. Poi dalla prossima settimana l'America sarà soltanto un ricordo e sarà tempo di pensare concretamente al futuro. Il Tottenham non ha blindato il calciatore, anzi. E lui è pronto a salutare la sua Londra visto che lì tra gli Spurs è chiuso da Pedro Porro, lo spagnolo che appena un mese fa ha rinnovato il suo contratto col Tottenham fino al 2031 e che martedì a Dallas ha dato il colpo di grazia alla Francia nella semifinale della Coppa del Mondo.
Djed Spence esulta durante la semifinale dei Mondiali tra Inghilterra e Argentina. Epadopo il mondiale
—L'Inter sa che potrà non essere un'operazione semplice per i costi ma la pazienza è una virtù molto praticata in viale della Liberazione. E il fatto che si continuerà a parlare col Tottenham è sintomo del fatto che i nerazzurri vogliono andare avanti. Consapevoli che quando il Mondiale sarà finito inizierà un'altra partita. La volontà del giocatore chiaramente potrà pesare, ma servirà uno sforzo economico maggiore rispetto a quello per Khalaili (ma inferiore a Palestra) e che a Londra si ammorbidiscano un po' per trovare una quadra che lasci tutti contenti: gli inglesi che hanno fatto capire di poter fare a meno di Spence, i nerazzurri che risolverebbero l'annosa questione della corsia di destra e il calciatore che cerca spazio, titolarità e un'altra stagione da protagonista in Champions. L'Inter può dargli tutto.
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