Dalle Marche all'Argentina... in 50 chilometri: le origini italiane di Messi e Scaloni
Abbiamo ricostruito l'albero genealogico del numero dieci e dell'allenatore dell'Albiceleste: i loro avi partirono da due paesini distanti pochi chilometri per stabilirsi a Pujato e Rosario... anche qui vicinissimi
Abbiamo ricostruito l'albero genealogico del numero dieci e dell'allenatore dell'Albiceleste: i loro avi partirono da due paesini distanti pochi chilometri per stabilirsi a Pujato e Rosario... anche qui vicinissimi
Francesco Pietrella Giornalista 17 luglio 2026 (modifica alle 20:35) - MILANO English versionAccanto al Sol de Mayo potremmo infilarci anche il picchio verde, il simbolo delle Marche, la regione da cui sono partiti gli avi di Lio e Leo, Messi e Scaloni, le stelle d’Argentina di nuovo in finale per la seconda volta di fila. Il destino ne ha unito le vite anni fa, srotolando quel filo bianco, rosso, verde e celeste che ne unisce i percorsi: tutto in 50 chilometri. In Italia come in Argentina: Montefiore di Recanati e Magliano di Tenna, Pujato e Rosario.
le origini di leo
—Angelo Messi e Maria Latini, trisavoli del “dies”, partirono da Valle Cantalupo – oggi Montefiore di Recanati – e si imbarcarono a Genova sul “Sudamerica II”. Era il 1893. L’unico scalo prima di Buenos Aires fu Barcellona, a proposito di destino. Il cognome ne racconta le origini: Messi sta per “messe del grano”, ovvero la mietitura e raccolta dei cereali, questo perché Pacifico Messi – papà di Angelo – invogliò il figlio a partire per l’Argentina perché lì “si mangiava la carne”. “E a casa Messi, in quegli anni, di cibo ce n’era poco”. Ce l’ha raccontato Fiorenzo Santini, ex impiegato di banca nonché appassionato di ricerca, sociologia e genealogia. “Leo è cittadino onorario di San Severino Marche, suo nonno Raniero Coccittini emigrò da lì. In realtà, il Cuccittini di oggi è una storpiatura. Fu cambiato quando arrivarono in Brasile, sulla nave Washington. Era il 1899. Sono stati cinque anni lì, poi sono andati in Argentina".
La distanza tra Montefiore Recanati, paese d'origine di Angelo Messi, e Magliano di Tenna, paesino d'origine di Scaloni
leopardi e messi
—Angelo si stabilì a Rosario. Non è mai più tornato in Italia e non ha mai più parlato col fratello, Giovanni Messi, anche lui di Recanati. La città di Giacomo Leopardi. Oggi, a una manciata di strade dalla vecchia casa del poeta, c’è Leandro Messi, falegname e artigiano. Fino a qualche anno fa giocava a calcetto con la maglia numero 30 di Leo. Intervistato dalla Gazzetta nel 2010, raccontò di aver fatto una ricerca: “Chiesi qualcosa alle zie più anziane e fu tutto chiaro. Siamo parenti alla lontana”. Fiorenzo è stato uno dei primi a mettersi in contatto con Jorge, papà di Leo, figlio del figlio di Aniceto Messi, primogenito di Angelo. “Tra le Marche e l’Argentina c’è stata una corsia preferenziale. Duecentomila marchigiani si trasferirono lì. Nel 2015 riuscii a entrare in contatto con Jorge per parlargli di questa origine, lui mi rispose due anni dopo. Mi chiese di aiutarlo a traslare la cittadinanza italiana anche alla moglie e agli altri figli. Era iscritto all’anagrafe di Recanati, ma non lo sapeva. Il mio sogno è quello di consegnare a Leo la cittadinanza onoraria. Quando nel 2001 ho letto che un certo “Messi” aveva firmato col Barcellona, mi sono detto: questo è marchigiano”.
La distanza tra Pujato e Rosario, le città in cui sono nati Messi e Scalonigli scaloni a pujato
—Come Scaloni. Il suo bisnonno partì da Magliano di Tenna nel 1900, sbarcò a Bahia Blanca – dov’è nato Lautaro – e si trasferì a Pujato, a una cinquantina di chilometri da Rosario, la città di Messi (nato all'ospedale italiano Garibaldi...). Più o meno gli stessi che ci sono da Magliano a Montefiore Recanati. “Un paesino dove il 90% dei cognomi sono marchigiani”, aggiunge Fiorenzo. Compreso quello del sindaco, Daniel Quacquarini, originario di Fermo e Pioraco. “Enrico Scaloni sposò Elisa Serrani, a cui fu “tagliata” una R”. I quattro nonni dell'attuale c.t. dell'argentina, da parte di padre e di madre, erano italiani: Giuseppe Toscanelli di Montegiorgio, Teresa Trobiani di Monte San Pietrangeli, Domenica Marroni di Rotella – il paesino di Riccardo Orsolini – e Giovanni Marzetti di Montegranaro. Pare che qualche anno fa, secondo Fiorenzo, i due fratelli di Scaloni siano stati a Magliano per visitare il paese d’origine del suo avo. “Il merito di questa ricerca è di Norma Pierucci e Luigi Mancini, due giornalisti. Non mi prendo il merito, ho solo passione. Potrei parlare per altre due ore di avi e alberi genealogici”. Tutti della sua terra: “Sono di origine marchigiane anche Adam Bernstein, regista di Breaking Bad, Don Ameche, il Mortimer Duke di una Poltrona per due, e Robert Zemechis, ilregista premio Oscar per Forrest Gump. Abbiamo campioni in tutti i campi”. E allora corri, Leo. Verso il secondo titolo Mondiale.
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