Milla: "Potevo giocare con Ronaldo, ma ho scelto il Como... sul campo da golf con Pepe Reina"
La Gazzetta dello Sport

Milla: "Potevo giocare con Ronaldo, ma ho scelto il Como... sul campo da golf con Pepe Reina"

Mercoledì 12 agosto 2026
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Il nuovo centrocampista spagnolo arrivato dal Getafe: "La squadra ha voglia di spaccare il mondo, con la mia esperienza sarò d'aiuto. Dopo aver parlato con Fabregas non ho più avuto dubbi. E ai fantallenatori dico che..."

Il nuovo centrocampista spagnolo arrivato dal Getafe: "La squadra ha voglia di spaccare il mondo, con la mia esperienza sarò d'aiuto. Dopo aver parlato con Fabregas non ho più avuto dubbi. E ai fantallenatori dico che..."

Davide Giovanzana Giornalista 12 agosto - 23:35 - MILANO English version

Quello che colpisce di Luis Milla è il sorriso. Un sorriso impaziente, di chi ha una voglia matta di giocare per il Como. Che lo aveva già cercato a gennaio, ma non se ne fece nulla. Scartato dai settori giovanili di Valencia, Real Madrid e Atletico, la storia del centrocampista spagnolo è quella di chi quel sorriso non lo ha mai perso, anche di fronte a gravi infortuni. Spinto dalla passione per il gioco. Ripartito dalla Segunda Division B, la Serie C del calcio spagnolo, a 31 anni è arrivato a giocarsi la Champions League sul lago.

Per chi non la conosce: chi è Luis Milla?

“Presentarsi da soli è difficile… ma sono una persona che ama il calcio e vive con passione tutto ciò che riguarda il pallone per cercare di migliorare come persona e come calciatore. A livello di campo sono un centrocampista che cerca di aiutare molto i compagni, parlando e organizzando la manovra: un giocatore di squadra. Mi piace giocare a testa alta, in verticale, cercando passaggi che rompano le linee”.

Come sta vivendo i primi giorni a Como?

“Molto bene, davvero. L'impatto è stato ottimo. Ho trovato un gruppo che già sapevo essere molto valido, perché me ne avevano parlato molto bene. Credo che sia un aspetto a cui bisogna dare grande importanza: il fatto che il gruppo, lo spogliatoio, sia sano. Per raggiungere gli obiettivi serve che tutti remino nella stessa direzione, e credo che qui al Como sia proprio così. Dalla società al mister, passando per i compagni e lo staff”.

E l'Italia?

“E’ il paese forse più simile alla Spagna, spero che l’adattamento sia semplice: sto cercando di trovare casa il prima possibile, per sistemarmi e stare tranquillo. Ma sono molto contento di tutto quello che sto vivendo”.

Luis Milla, 31 anni, in azione durante la Como Cup

Como è diventata un’enclave spagnola… ha parlato con qualcuno prima di venire qui?

“Prima di prendere una decisione, voglio conoscere tutto ciò che quella decisione comporta, soprattutto quando si tratta di una scelta così importante come quella che ho dovuto prendere per la mia carriera. Ho contattato tutte le persone che conoscevo legate al Como, soprattutto Pepe Reina: siamo amici, nelle due settimane di trattativa ero sempre insieme a lui a giocare a golf. Mi ha parlato meravigliosamente del club, dello staff tecnico, dei compagni e del progetto”.

Poteva essere del Como già a gennaio… che successe?

“La trattativa non si è chiusa per diverse circostanze legate ai due club, ma quando una squadra che ti vuole a gennaio torna a cercarti in estate significa che ti vuole davvero. Anche questo per me è stato molto importante nella scelta: questa chiarezza e questa volontà mi hanno lasciato pochissimi dubbi sulla possibilità di entrare a far parte del progetto”.

Un progetto al timone del quale c’è Cesc Fabregas.

“Ovviamente è stato fondamentale nella mia decisione. Al di là dell’importanza dell’allenatore in sé, Cesc è uno che riesce a trasmetterti subito le proprie idee, a spiegarti cosa vuole ottenere dalle sue squadre e quale identità vuole dare al progetto Como. Abbiamo parlato due volte, mi ha spiegato nel dettaglio dove e soprattutto come mi vedeva all’interno della squadra: sentire che l’allenatore pensa che tu possa aiutarlo dà una grande spinta. Mi ha fatto capire che nonostante una stagione straordinaria come l’ultima, l’idea è quella di continuare a crescere e che il miglioramento sarebbe passato anche da me”.

Ha parlato benissimo di lei anche dopo la sua firma, paragonandola a Sergi Roberto per quello che si aspetta da te a Como.

“A 31 anni credo di avere una certa esperienza e di poter contribuire tanto sotto questo punto di vista. Siamo consapevoli di essere una squadra giovane, con una voglia enorme di conquistare il mondo, ma in alcuni momenti l’esperienza è mancata. Sergi è stato importantissimo per il Como, così come Pepe: come loro dovrò lavorare per aiutare lo staff e soprattutto i compagni”.

Sergi Roberto, 34 anni: ha lasciato il Como in estate

Nella sua carriera i “no” sono stati tanti, forse troppi. Ora però c’è la Champions League.

“Tutto quello che ho passato mi sta facendo apprezzare ancora di più quello che sto vivendo in questo momento, sto vivendo un momento molto felice della mia vita. La mia carriera è stata difficile, ho dovuto conquistarmi ogni traguardo che ho raggiunto, ma sono molto orgoglioso di tutti i passi che ho fatto e dei momenti che ho attraversato, anche quelli più duri: mi hanno fatto diventare il giocatore che sono. Do molto valore a quello che vivo ogni singolo sul campo da calcio, mi godo e apprezzo sempre di più la quotidianità, soprattutto dopo gli infortuni del passato. Ma non mi sento arrivato. Ho una voglia enorme di continuare a crescere, di migliorare, di aiutare la squadra e di imparare qualcosa di nuovo. E sto diventando sempre più ambizioso”.

Ha mai pensato di smettere?

“No, non mi è mai passato per la testa. Non ho mai vissuto il calcio come un obbligo, non ho mai sentito il bisogno di arrivare a ogni costo. E’ sempre stato un desiderio forte, ma non mi sono mai fatto schiacciare dalla pressione. Per questo ho vissuto le difficoltà come una spinta per continuare, una lotta a non smettere di credere in me stesso. Sarei stato comunque felice anche in Segunda Division B (la Serie C spagnola, ndr). Avrei continuato a godermi il calcio, perché è ciò che mi piace. E in tutto ciò la mia famiglia è stata fondamentale: mio padre (ex centrocampista di Real Madrid, Barcellona e Valencia oltre che della nazionale spagnola, ndr) non mi ha mai detto una parola fuori posto, ha sempre avuto parole e atteggiamenti positivi”.

Avrebbe potuto giocare con Cristiano Ronaldo… ma ha scelto Fabregas.

“E’ stata una situazione particolare, dovevo prendere una decisione importantissima per la mia carriera. Avere 31 anni nel calcio non è come averne 25… C’era la possibilità di andare a giocare lontano dall’Europa (è stato vicino a firmare per l’Al-Nassr, ndr). Però avevo la sensazione che qui a Como avrei trovato tutto ciò di cui avevo bisogno: un gruppo, un allenatore e uno staff che mi avrebbero fatto crescere. Per come vivo il calcio, questo è fondamentale. E poi giocare la Champions League è un sogno che ho da quando ero bambino… poterlo fare al fianco di questi compagni e soprattutto con la sensazione di essere parte di un qualcosa di speciale mi entusiasma”.

Cristiano Ronaldo, 41 anni, al Mondiale col Portogallo

Quanto ci metterà l’Italia a conoscere Luis Milla?

“Sono pronto per la Serie A. Ho lavorato tutta la carriera per essere un giocatore più completo possibile e per riuscire ad adattarmi a tutte le situazioni di gioco. Ma a rendere più veloce l’adattamento sono i compagni di squadra: ho trovato una rosa di altissimo livello, che lavora bene e soprattutto serenamente con lo staff per migliorare ogni giorno. Entro in un gruppo già rodato: sono sicuro che i giocatori che avete visto e apprezzato finora mi aiuteranno molto”.

A livello tattico, come si sta trovando nel nuovo progetto?

“Molto, molto bene. Sto cercando di assimilare rapidamente idee che sono diverse rispetto a come giocavo a Getafe. Parlo molto anche con i miei compagni, per capire di cosa hanno bisogno e soprattutto cosa si aspettano da me quando sono vicino a loro. Questo è il modo in cui vivo il calcio: voglio capire, imparare, aiutare e trasmettere passione ed energia positiva”.

E a livello fisico?

“Toco madera (tocco ferro, ndr), come si dice in Spagna. Per l’età che ho mi prendo da tempo molta cura di me stesso, con tutti i dettagli che posso controllare, per essere sempre al 100% a disposizione del mister e della squadra”.

Batterà i calci piazzati come al Getafe?

“Dovresti chiederlo direttamente al mister… (ride, ndr). Lui lo sa, in Spagna battevo punizioni e calci d’angolo. Ma la decisione sarà sua”.

Ai fantallenatori interessa parecchio…

“Ci ho messo poco a capire che anche in Italia, come in Spagna, la gente va matta per il Fantasy (il Fantacalcio, ndr). Ieri ho fatto la squadra con il mio gruppo di amici, gli ho detto che dovremmo fare anche quello italiano…”.

E’ la prima volta che parla ai tifosi del Como: si sente di dire qualcosa in particolare?

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“Non vedo l’ora di giocare, credimi. Muoio dalla voglia di essere parte di questa squadra. Il club sta facendo un percorso fantastico, e anche se sono qui da poco ho capito che è il risultato dell’impegno di tutti nel lavoro quotidiano. Spero tanto che possiamo vivere momenti bellissimi come quelli della scorsa stagione”.

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