Dalla guerra al sogno europeo nel triplo, il suo coach. "Derkach è da medaglia, la più importante"
La Gazzetta dello Sport

Dalla guerra al sogno europeo nel triplo, il suo coach. "Derkach è da medaglia, la più importante"

Giovedì 13 agosto 2026
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Dariya è ucraina di nascita, è in Italia dal 2002. Il 2025 è stato un calvario a causa di tre operazioni al tendine d'Achille. Quest'anno punta al podio continentale (ore 20.40) insieme a Saraceni. Il tecnico Nocera: "La vedo consapevole, sicura e in grado di competere"

Dariya è ucraina di nascita, è in Italia dal 2002. Il 2025 è stato un calvario a causa di tre operazioni al tendine d'Achille. Quest'anno punta al podio continentale (ore 20.40) insieme a Saraceni. Il tecnico Nocera: "La vedo consapevole, sicura e in grado di competere"

Francesco Caligaris Collaboratore 13 agosto - 14:22 - MILANO

Dalle tre operazioni ai tendini d’Achille dell’anno scorso alla finale europea del salto triplo di stasera, con ambizioni di medaglia. Dariya Derkach, 33 anni, nata in Ucraina ma in Italia dal 2002, ha saltato 14.42 metri (vento +1,0 m/s) nelle qualificazioni (seconda miglior misura dietro a un’altra azzurra, Erika Saraceni, 14,50, +0,7) e alle 20.40 italiane scenderà in pedana a Birmingham alla ricerca del primo podio europeo all’aperto della sua carriera. Alessandro Nocera, il suo allenatore, non si nasconde: “Credo che abbia le possibilità per andare a medaglia e, se mi chiedete quale, io penso a quella più importante”. 

infortunio

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Un passo indietro, alla scorsa stagione. Nel febbraio 2025, durante una gara indoor, Derkach rimedia una lesione muscolo-tendinea al tendine d’Achille destro. È l’inizio di un calvario che durerà diversi mesi e che comprometterà anche tutta l’attività all’aperto. “Dopo quell’infortunio - racconta Nocera, coach torinese che segue l’azzurra dell’Aeronautica Militare a Formia dal 2021 -, Dariya ha affrontato un periodo di riposo e terapie che, secondo me, non sono state impostate nel modo più opportuno. Si è cercato di accorciare i tempi di recupero per consentirle di partecipare ai Mondiali di Tokyo, ma, come spesso accade, la natura si ribella quando l’uomo vuole accelerare processi che hanno bisogno dei loro tempi”. Fuor di metafora: a giugno è stato effettuato un primo intervento chirurgico al tendine d’Achille sinistro, “che già presentava qualche difficoltà”, a luglio si è resa necessaria un’operazione “di pulizia” sempre alla gamba sinistra e a novembre, dopo il riacutizzarsi del dolore, è stato pulito anche il destro. La saltatrice italiana ha condiviso tutti i passaggi in ospedale in un video su Instagram non consigliato alle persone più sensibili. In mezzo, a settembre, è riuscita comunque a partecipare alla rassegna iridata in Giappone, ma “la prestazione non è stata ovviamente quella che avremmo voluto”: eliminazione nelle qualifiche fermandosi a 13,69 metri. 

svolta

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Il 2026 è stato tutt’altra musica. “Quest’anno per fortuna non ho avuto i problemi fisici che mi hanno perseguitato in passato - ha detto Derkach dopo il debutto di lunedì -. Allenarsi senza dolori è tutta un’altra cosa”. L’azzurra in stagione ha superato più volte i 14 metri, sfiorando anche il suo primato personale di 14,52 (realizzato nel 2023) con il 14,51 (-0,4) dello scorso 26 giugno a Zagabria. Sempre a giugno, in Germania, è atterrata a 14,39 (-0,1). A luglio ha saltato anche 14,33 (-0,5) in Diamond League a Montecarlo e 14,36 (+1,6) agli Assoluti di Firenze. “Dariya fondamentalmente è una persona introversa - continua coach Nocera -. Tiene molto dentro di sé e fa fatica a esternare. Ha però una grande determinazione e un atteggiamento molto forte. La definirei una persona con una grande disponibilità alla sofferenza. Il fatto stesso che abbia partecipato ai Mondiali dell’anno scorso conferma il suo carattere. In tanti avrebbero mollato”. Previsioni per la finale? “Sarà una gara serrata. Ci sono tante ragazze che possono saltare 14,50, che secondo me rappresenterà l’inizio della zona medaglia. Dariya quest’anno ha già raggiunto quella misura e penso che abbia buone possibilità di salire sul podio. La vedo consapevole, sicura e in grado di competere. Quella con Erika Saraceni sarà una bella sfida: è una concorrente ‘casalinga’ giovane, forte e di grande qualità, una ragazza che ha già dimostrato di saper saltare molto lontano”. 

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dopo gli europei

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La stagione di Derkach non terminerà comunque con gli Europei di Birmingham. Nelle prossime settimane parteciperà anche alla tappa della Diamond League di Chorzów (Polonia) e agli Ultimate Championship di Budapest a settembre. “L’obiettivo sono i Mondiali del 2027 e poi le Olimpiadi di Los Angeles 2028 - prosegue Nocera -. Dopodiché credo che proprio che sarà il caso di tornare alla vita civile”. Derkach è stata finalista olimpica a Parigi 2024 (ottava) e medaglia d'argento agli Europei indoor di Istanbul nel 2023. “La sua - conclude Nocera - è una storia di integrazione positiva importante: ha trovato una propria strada nell’atletica e si è costruita un percorso. L’esperienza di chi va a vivere in un altro paese (i suoi genitori, ex atleti, hanno lasciato l’Ucraina per trasferirsi in provincia di Salerno, ndr) può passare anche attraverso momenti iniziali difficili”. Oggi Dariya Derkach continua però a guardare con preoccupazione alla guerra in Ucraina, in corso dal 2022: i suoi genitori vivono in Italia, ma a casa ha ancora alcuni parenti e non ha potuto partecipare ai funerali dei suoi nonni morti negli ultimi anni.

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