Porsche Taycan: la produzione potrebbe terminare nel 2030 secondo la stampa tedesca
Il periodico WirtschaftsWoche cita fonti interne all'azienda di Zuffenhausen. Solo seimila unità vendute nel primo semestre 2026. In tutto il 2025 furono 16mila, contro le 41mila del 2023
Il periodico WirtschaftsWoche cita fonti interne all'azienda di Zuffenhausen. Solo seimila unità vendute nel primo semestre 2026. In tutto il 2025 furono 16mila, contro le 41mila del 2023
13 agosto - 19:51 - MILANO È possibile che la vita produttiva della Taycan non vada oltre il 2030Non appare lungo il futuro della berlina sportiva di lusso Porsche Taycan, almeno a quanto circola sulla stampa tedesca. Il mese scorso il Ceo Michael Leiters le aveva allungato la vita, nel senso che aveva escluso un’interruzione anticipata della sua produzione, dichiarando al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung che l’azienda non prevede d’interromperla nel breve termine, per osservare lo sviluppo della domanda. Ma in questi giorni le voci sono diventate più pessimistiche. Il settimanale economico WirtschaftsWoche cita fonti interne non specificate del consiglio di fabbrica, secondo le quali invece la dirigenza starebbe valutando l’ipotesi di uno stop nel 2030. Al momento l’azienda non ha commentato.
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Le vendite della Taycan sono scese dalle 41mila unità del 2023 fino alle 16mila del 2025 e alle seimila del primo semestre 2026Porsche Taycan: addio nel 2030?
—Quattro anni comunque non sono pochi, nel mondo dell’automobile corrispondono a circa la metà di un ciclo medio di prodotto. Uscita nel 2019, la Taycan è stata la prima auto elettrica della Porsche. Avrebbe dovuto guidare il percorso verso la produzione totale di veicoli a zero emissioni. Ad essa sono seguite le versioni analoghe dei Suv Macan e Cayenne. È inoltre nei piani anche una 718 Cayman elettrica. Ma la Taycan oggi soffre di bassi numeri. Se nel 2023 le vendite ammontarono a 41mila unità, i risultati sono scesi costantemente, per arrivare a 16mila nel 2025 e seimila nella prima metà del 2026. Tutto questo nel più generale momento di forte sofferenza finanziaria, sfociata nel crollo dell’utile operativo del 2025 (-90%) e l’annuncio di tagli al personale.
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