Prezzi benzina e diesel, fari puntati sugli extraprofitti delle raffinerie
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Prezzi benzina e diesel, fari puntati sugli extraprofitti delle raffinerie

Domenica 23 agosto 2026
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Sei Paesi, tra cui l'Italia, chiedono all'Unione europea di accelerare l'indagine sugli utili realizzati dagli impianti di raffinazione

Sei Paesi, tra cui l'Italia, chiedono all'Unione europea di accelerare l'indagine sugli utili realizzati dagli impianti di raffinazione

23 agosto - 14:02 - MILANO Sei stati hanno scritto alla Ue per sollecitare i risultati dell'indagine sui profitti delle raffinerie Getty

Occhi puntati, nuovamente, sulle raffinerie. Con il prezzo medio del gasolio arrivato in Italia a 2,203 euro al litro in autostrada al servito, e la fine dello sconto di 17 centesimi sulle accise, si accendono nuovamente i fari sugli eztraprofitti delle multinazionali della raffinazione. Infatti Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno scritto all'Unioine europea una lettera in cui si ribadisce che sia "fondamentale che si ricevano al più presto i risultati dell'indagine europea sui margini delle raffinerie", per verificare che queste "non stiano approfittando dell'attuale situazione energetica".

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Il dossier era finito sul tavolo di Bruxelles già il 3 aprile, quando la Francia aveva chiesto alla Commissione europea di accendere un faro sui margini delle raffinerie europee e verificare eventuali abusi. Palazzo Berlaymont, sede della Commissione, aveva assicurato di tenere sotto osservazione mercati petroliferi, prezzi alla pompa e margini della raffinazione, avvertendo che eventuali comportamenti anticoncorrenziali sarebbero finiti nel mirino dell'antitrust. Nella lettera visionata dall'Ansa si circoscrive il raggio della possibile tassa. I sei chiedono un "quadro a livello europeo per tassare gli extraprofitti" che faccia tesoro dell'esperienza del 2022 ma provi, questa volta, a intercettare meglio anche i guadagni realizzati "all'estero" dalle multinazionali petrolifere. L'obiettivo è costruire "un meccanismo europeo comune" che eviti distorsioni nel mercato unico, lasciando però agli Stati margini di manovra in base alle "diverse situazioni nazionali" e nel rispetto del "principio di sussidiarietà". La segretaria del PD Elly Schlein aggiunge che "in attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello Ue, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l'iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale".

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