È morta Yayoi Kusama: l'artista giapponese "Regina dei pois" aveva 97 anni
Celebre per le sue "Infinity Rooms" e le gigantesche zucche colorate, è scomparsa il 14 agosto, ma il suo studio ne ha dato l'annuncio solo oggi
Celebre per le sue "Infinity Rooms" e le gigantesche zucche colorate, è scomparsa il 14 agosto, ma il suo studio ne ha dato l'annuncio solo oggi
27 agosto - 11:38 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl mondo dell'arte contemporanea piange la scomparsa di Yayoi Kusama, morta il 14 agosto all'età di 97 anni in un ospedale di Tokyo. La notizia della scomparsa della celebre artista giapponese, nota universalmente come la "regina dei pois", è stata tuttavia diffusa soltanto oggi dalla fondazione e dal museo che portano il suo nome, lasciando sgomenti collezionisti, musei e ammiratori in ogni angolo del globo. Figura chiave delle avanguardie newyorkesi degli anni Sessanta e tra le menti più influenti della sua generazione, Kusama si è spenta lasciando un'eredità monumentale fatta di installazioni immersive, sculture visionarie e una poetica visiva irripetibile.
è morta l'artista yayoi kusama
—Nata a Matsumoto nel 1929, l'artista aveva fatto della propria complessa interiorità e dei tormenti psichici la materia prima della sua straordinaria produzione. Fin da bambina, le allucinazioni visive l'avevano spinta a ricoprire ogni superficie di motivi ripetuti, pois e reti fittissime, trasformando un'esperienza di profondo disagio in un'iconica ricerca estetica sull'infinito. Celebre il suo racconto di quel trauma infantile trasfigurato in arte: "C’era una luce accecante in quel campo, ero accecata dai fiori, guardandomi intorno c’era quell’immagine persistente, mi sembrava di sprofondare come se quei fiori volessero annientarmi".
infinity rooms, zucche decorate e collaborazioni di lusso
—Dopo il pionieristico trasferimento a New York nel 1958 e la stagione delle performance provocatorie e pacifiste, nel 1973 Kusama era tornata in Giappone, scegliendo di risiedere volontariamente in un ospedale psichiatrico di Tokyo da cui ogni giorno si recava nel suo studio per continuare a creare. Negli ultimi decenni la sua fama aveva assunto dimensioni globali, consacrandola come l'artista vivente più venduta al mondo grazie alle sue celebri "Infinity Rooms" - spazi specchiati e psichedelici - e alle monumentali zucche decorate. Nel corso della sua lunghissima carriera ha ispirato giganti della pop art come Andy Warhol e firmato indimenticabili collaborazioni internazionali, come quella kolossal con Louis Vuitton nel 2012.
la poesia come messaggio di speranza
—Anche nei momenti più bui, come durante la pandemia, Kusama non aveva mai smesso di credere nel potere salvifico e aggregante della creatività, lanciando appelli poetici carichi di speranza: "Abbracciati nell’amore profondo e negli sforzi delle persone di tutto il mondo / Ora è il momento di alzarsi in piedi, per portare la pace".
Con la sua scomparsa, l'arte contemporanea perde una delle sue voci più libere, eccentriche e radicali, capace di trasformare le proprie ossessioni in un abbraccio luminoso e infinito per l'umanità intera.
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