Thuram striglia l'Inter: "Ci siamo detti le cose in faccia, abbiamo capito che non dobbiamo nasconderci"
La Gazzetta dello Sport

Thuram striglia l'Inter: "Ci siamo detti le cose in faccia, abbiamo capito che non dobbiamo nasconderci"

Lunedì 2 novembre 2026
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Il francese, a secco in Champions da 11 gare: "Due anni fa qui al De Kuip ci hanno fatto cinque tiri in 10'. Ci serve la mentalità vista contro lo Shakhtar"

Il francese, a secco in Champions da 11 gare: "Due anni fa qui al De Kuip ci hanno fatto cinque tiri in 10'. Ci serve la mentalità vista contro lo Shakhtar"

Dal nostro inviato  Francesco Pietrella 2 novembre - 19:50 - ROTTERDAM Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Marcus Thuram può prendere spunto dai Coldplay. Qui la band inglese è stranamente di casa. Prima di ogni partita nello stadio risuona a tutto volume una strofa di “The Scientist”, “nobody said it was easy”. Tradotto: "Nessuno ha detto che fosse facile”. I tifosi del Feyenoord lo hanno messo nero su bianco su uno striscione esposto in curva nel 2025, prima di battere 3-0 il Bayern Monaco. Thuram, a secco in Champions da 11 partite di fila, concorderà con quanto scritto: nessuno ha detto che far gol nella grande coppa sia semplice, ma di sicuro un’astinenza così pesa, specie per un attaccante. 

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PROBLEMA APPROCCI

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L’ultimo gol di Marcus in questa competizione risale al 17 settembre 2025, all’Amsterdam Arena contro l’Ajax. Da lì in poi 11 partite a secco: Slavia Praga, Kairat, Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal, Borussia Dortmund, Bodo (2), Real Madrid, Bruges e Shakhtar. Un’astinenza lunga 411 giorni. Magari tornare in Olanda gli porta bene, chissà. Domani farà coppia con Pio Esposito e sarà chiamato a riscattare un derby giocato come punta centrale. In sala stampa ha parlato schietto e senza giri di parole: “Condivido quello che hanno detto Barella e Bastoni sull’atteggiamento, ci siamo detti le cose in faccia. Se penso alla partita con lo Shakhtar posso dire che dobbiamo portare avanti quel tipo di mentalità”. Sulla titolarità, poi: “Giocare ogni partita è il sogno di tutti, poi non posso fare l’allenatore, ma è chiaro che vorrei stare sempre in campo”. Il problema legato agli approcci e all’andare in svantaggio è stranoto: “Lo sappiamo. Il problema nasce quando nascondi la testa sotto la sabbia e non ci pensi, ma non è il nostro caso. Lo abbiamo capito. Speriamo di poter cambiare l’inerzia”. Con l’assenza di Lautaro è Thuram a trascinare i nerazzurri: “Ognuno ha il suo carattere. Lauti è uno di quelli che si vede, ma siamo tanti leader”. L'ultimo appunto è sul De Kuip, per tutti 'la vasca', un ambientino niente male: "Due anni ci hanno fatto cinque tiri in dieci minuti. Spingono forte e approcciano le gare con la mentalità giusta. Dobbiamo stare attenti".

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