Thuram striglia l'Inter: "Ci siamo detti le cose in faccia, abbiamo capito che non dobbiamo nasconderci"
Il francese, a secco in Champions da 11 gare: "Due anni fa qui al De Kuip ci hanno fatto cinque tiri in 10'. Ci serve la mentalità vista contro lo Shakhtar"
Il francese, a secco in Champions da 11 gare: "Due anni fa qui al De Kuip ci hanno fatto cinque tiri in 10'. Ci serve la mentalità vista contro lo Shakhtar"
Dal nostro inviato Francesco Pietrella 2 novembre - 19:50 - ROTTERDAM Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleMarcus Thuram può prendere spunto dai Coldplay. Qui la band inglese è stranamente di casa. Prima di ogni partita nello stadio risuona a tutto volume una strofa di “The Scientist”, “nobody said it was easy”. Tradotto: "Nessuno ha detto che fosse facile”. I tifosi del Feyenoord lo hanno messo nero su bianco su uno striscione esposto in curva nel 2025, prima di battere 3-0 il Bayern Monaco. Thuram, a secco in Champions da 11 partite di fila, concorderà con quanto scritto: nessuno ha detto che far gol nella grande coppa sia semplice, ma di sicuro un’astinenza così pesa, specie per un attaccante.
PROBLEMA APPROCCI
—L’ultimo gol di Marcus in questa competizione risale al 17 settembre 2025, all’Amsterdam Arena contro l’Ajax. Da lì in poi 11 partite a secco: Slavia Praga, Kairat, Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal, Borussia Dortmund, Bodo (2), Real Madrid, Bruges e Shakhtar. Un’astinenza lunga 411 giorni. Magari tornare in Olanda gli porta bene, chissà. Domani farà coppia con Pio Esposito e sarà chiamato a riscattare un derby giocato come punta centrale. In sala stampa ha parlato schietto e senza giri di parole: “Condivido quello che hanno detto Barella e Bastoni sull’atteggiamento, ci siamo detti le cose in faccia. Se penso alla partita con lo Shakhtar posso dire che dobbiamo portare avanti quel tipo di mentalità”. Sulla titolarità, poi: “Giocare ogni partita è il sogno di tutti, poi non posso fare l’allenatore, ma è chiaro che vorrei stare sempre in campo”. Il problema legato agli approcci e all’andare in svantaggio è stranoto: “Lo sappiamo. Il problema nasce quando nascondi la testa sotto la sabbia e non ci pensi, ma non è il nostro caso. Lo abbiamo capito. Speriamo di poter cambiare l’inerzia”. Con l’assenza di Lautaro è Thuram a trascinare i nerazzurri: “Ognuno ha il suo carattere. Lauti è uno di quelli che si vede, ma siamo tanti leader”. L'ultimo appunto è sul De Kuip, per tutti 'la vasca', un ambientino niente male: "Due anni ci hanno fatto cinque tiri in dieci minuti. Spingono forte e approcciano le gare con la mentalità giusta. Dobbiamo stare attenti".
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