"Consegnavo pizze, ho girato il mondo e a Baku gioco la Champions": il Sabah raccontato dal suo vice italiano
Valerio Zuddas è il vice allenatore della squadra azera che si è qualificata per la Champions a 10 anni dalla fondazione: "Ho iniziato tra i campi polverosi di Roma sud, poi a 26 anni sono passato in panchina. La storia di Dambrauskas a Chi vuol esser milionario? È vera, da lì poi è andato in nona divisione inglese..."
A Baku c’è un ragazzo che ha preso alla lettera una frase clou di “Sulla strada”, romanzo di Jack Kerouac: “Oltre le strade sfavillanti c’era il buio, e oltre il buio il West. Dovevo andare”, si legge. Qui cambiano solo le coordinate. Valerio Zuddas, 37 anni, mister giramondo passato da Georgia, Romania, Ungheria, Cipro, Serbia, Croazia, Moldavia e Scozia, ha trovato il suo posto nel mondo guardando a Est. Martedì ha centrato una storica qualificazione nella grande coppa con il Sabah, squadra azera fondata nel 2017. L’anno scorso, da vice allenatore, ha vinto campionato e coppa spezzando l’egemonia del Qarabag. “Giocavo nei dilettanti, prima di vivere di questo mestiere ho fatto tutti i lavori del mondo…”. Per dirla alla Claudio Ranieri: “Dilly Dong Dilly Dong, siete in Champions League”. “E chi ci sveglia più? Dal gol del 4-2 in poi ho pianto e basta, non sono riuscito a restare lucido. L’ultima rete me l’hanno raccontata. Abbiamo superato tutti e quattro i turni preliminari, dove eravamo sempre sfavoriti: The New Saints, Kups, Aarhus, campioni di Danimarca, e infine Hapoel Beer Sheva, in casa. Un’apoteosi”.