Il mistero di Ibanez e quella volta che un italiano arbitrò la Nazionale
Dicembre 1974, il fischietto spagnolo non si presenta a Genova per l'amichevole degli azzurri con la Bulgaria. Il potente presidente federale allora richiama dalla vacanze Sergio Gonella che ha l'onore di dirigere la squadra del suo Paese. E grazia Boninsegna...
E l’arbitro? Non c’è. Il signor Sanchez Ibanez di Madrid ha dato buca. Le cause? Imprecisate. Insieme ai suoi collaboratori, il giorno 28 dicembre del 1974, è atteso all’aeroporto di Genova. Ma non si è fatto vedere. E’ stato designato dall’Uefa per arbitrare l’amichevole tra Italia e Bulgaria, prevista il giorno seguente allo stadio Ferraris, sito in Marassi. Come da prassi, l’arbitro deve raggiungere la sede della partita con ventiquattro ore di anticipo. Il delegato Uefa e il segretario della Figc che attendono la terna arbitrale all’aeroporto, cominciano a preoccuparsi. Chiedono notizie: i tre spagnoli sono nella lista dei passeggeri, ma sull’aereo che da Madrid li deve portare a Genova - partito in ritardo per colpa della nebbia - non sono mai saliti. A quel punto partono le prime telefonate alla Federación Española de Clubs de Football. Nessuno sa nulla. Il segretario della Federación rassicura il collega italiano: presto gli farà sapere. Passano le ore, di Sanchez Ibanez nessuna notizia. Al telefono di casa, l’arbitro non risponde. La situazione è in fase di stallo, congelata nell’equivoco. Nel tardo pomeriggio, viene contattato il presidente della Figc, il senese Artemio Franchi. Costui è un uomo pratico, abituato a prendere decisioni. Dato per disperso Sanchez Ibanez, Franchi per prima cosa prova a capire se vi è la possibilità di sostituirlo all’ultimo momento con un altro arbitro europeo, possibilmente appartenente ad una federazione vicina, in modo che possa raggiungere Genova in poco tempo. Ma non ci sono i tempi tecnici per ovviare in questo modo all’assenza ingiustificata dello spagnolo.